16 Maggio 2026
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Dal sogno di Conte all’incubo di Ventura (speriamo di no)

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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata


Uno scempio. Questo è quello che abbiamo visto ieri sera alla Friends Arena contro la Svezia. Una partita pessima, sia sul piano tattico, che fisico. Abbiamo perso su tutti i fronti contro la Nazionale che tanto facemmo piangere all’Europeo del 2016. Cos’è cambiato da un anno a questa parte? L’allenatore.

L’anno scorso, infatti, gli azzurri furono guidati da un condottiero con gli attributi con la “A” maiuscola: Antonio Conte. Con quasi gli stessi giocatori l’ex tecnico della Juventus si mise a dettare legge in un girone con Belgio, Svezia e Irlanda, passando come prima e per giunta imbattuta. Ed è anche uscita dal torneo, paradossalmente, come imbattuta. Perché l’unica cosa che poteva fermare quella squadra era la sorte, ovvero, i calci di rigore. Dopo aver spento già agli ottavi le “furie rosse” della Spagna (campioni in carica), infatti, la Nazionale di Antonio Conte si è dovuta arrendere soltanto ai freschi campioni del mondo della Germania, che dopo 120 minuti di pura tensione, hanno ringraziato Zaza e Pellè per i propri limiti dal dischetto, avanzando cosi nella competizione, per poi uscire però il turno dopo per mano della Francia.

Buffon, Chiellini, Bonucci, Barzagli, De Rossi, Parolo e Candreva. I 7/11 dell’attuale Italia furono gli stessi che stesero per 1-0 la Svezia di un certo Zlatan Ibrahimovic, ieri soltanto in tribuna. Per non parlare del modulo (lo stesso, 3-5-2) e dei restanti 4 giocatori che partirono titolari: Florenzi, ieri in panchina per 90 minuti; Eder e Pellé, attualmente inferiori a Belotti e Immobile; e infine Giaccherini, che nonostante anche all’ora facesse panchina al Napoli, Conte lo convocò perché sapeva cosa poteva dare a quella squadra, tipo il fenomenale gol d’apertura contro il Belgio. Ah, dimenticavo, al suo posto ieri c’era un certo Marco Verratti, non proprio uno convocato all’ultimo momento per riempire la lista eh.

A parte l’evidente differenza influenzale che i due allenatori possono avere sulla squadra, ci sono evidenti limiti tecnici da parte dell’attuale tecnico azzurro, Gian Piero Ventura. Ad esempio, Verratti. Dite quello che volete, ma per me, il centrocampista del Psg è tutt’altro che una mezz’ala, incompatibile con De Rossi in un centrocampo a 3 o a 5. A proposito delle fasce, Florenzi non sarebbe stato più d’aiuto di Darmian o Candreva? L’ex Lazio non ha provato un cross nemmeno a pagarlo il doppio. E se lo ha fatto, lo ha sbagliato. Per finire, l’attacco. Per quanto abbiano mai potuto giocare insieme ai tempi del Toro, anche se uno era il panchinaro dell’altro, Immobile e Belotti sembravano dei perfetti sconosciuti. Ad occhio avrò contato si e no 7/8 veli andati a vuoto da parte dell’attaccante laziale. Speriamo che Zaza, e soprattutto Ventura che lo schieri, possano farci cantare a San Siro la nostra bella canzoncina, che purtroppo, gli svedesi, ci hanno spudoratamente cantato in faccia a Stoccolma.

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Grande appassionato di calcio, italiano ed internazionale. Grandissimo tifoso del Milan, delle favole calcistiche e della storia che il calcio racconta. Se il pallone avesse un volto, sono sicuro che assomiglierebbe al mio...

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