16 Maggio 2026
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Tigri della Malesia

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Max e Sebastian, Sebastian e Max: sono loro gli indiscussi protagonisti del quindicesimo round del Mondiale 2017, nello storico circuito di Sepang, Malesia. Due profili da evangelizzare, che hanno esaltato il pubblico l’uno con una prova di forza insolita per un ragazzino di 20 anni, l’altro con una gara in rimonta davvero mozzafiato.

Finalmente Verstappen, verrebbe da dire; dopo una stagione che definire tribolata sarebbe un autentico eufemismo, con sette ritiri in quattordici gare, fino a ieri, ecco la liberazione tanto attesa. Un trionfo ineccepibile da parte del talento olandese che, dopo aver sopravanzato Lewis Hamilton al termine del primo giro, non ha più voluto mollare la testa della corsa, forte di una vettura -la Red Bull– in stato di grazia e perfettamente a suo agio sulle curve veloci di Kuala Lumpur. Ruggito importante per lui, specie se consideriamo che il suo compagno di team, Ricciardo, ha chiuso terzo ma ad oltre ventidue secondi di ritardo.

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Da applausi, però, anche Sebastian Vettel. In un periodo davvero maledetto per la Ferrari -dopo i fattacci di Singapore, i problemi in qualifica del tedesco che lo hanno costretto a partire dall’ultima casella, e la rottura del motore di Kimi Raikkonen (che sarebbe partito secondo) durante il giro di allineamento- Vettel è stato protagonista di una rimonta incredibile. Già undicesimo dopo sole due tornate, protagonista di numerosi sorpassi e di una strategia ottimale, partendo con gomma gialla, Seb è finito negli scarichi di Valtteri Bottas ancor prima di metà gara. Superato il finlandese e issatosi in quarta posizione, ha cercato addirittura di graffiare il podio e strapparlo a Daniel Ricciardo, ma incollatosi all’australiano non ne aveva più con le gomme e si è dovuto accontentare della quarta piazza. Rifilando venti secondi (!!) a Bottas, che partiva quinto. A fine gara, poi, l’ennesimo episodio da esorcismo: Vettel si scontra con Stroll durante il giro di rientro, distruggendo il posteriore della vettura e rischiando di dover sostituire il cambio in vista della prossima gara: sarebbero 5 posizioni di penalità in griglia.

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Se la copertina se la prendono Verstappen e Vettel, è comunque sempre e solo Lewis Hamilton a godere. Il britannico, sfruttando i problemi di testa (a Singapore) e di affidabilità (in Malesia) della Ferrari, è sempre più leader del Mondiale. Sono 34 i punti di vantaggio su Sebastian a cinque gare dalla fine, punti di capitale importanza perchè gli ultimi due Gran Premi sarebbero dovuti essere quelli del riscatto rosso, quelli in cui Vettel avrebbe dovuto guadagnare su Hamilton per le caratteristiche dei circuiti. Invece è stato il fenomeno della Mercedes ad incrementare il suo vantaggio, in modo esponenziale. Le speranze rosse in ottica titolo sono ridotte al lumicino, ma il Cavallino ha dimostrato probabilmente una volta di più di essere davvero la vettura più completa del lotto.

“La storia non si fa con i se e con i ma”; aforisma canonico e apparentemente banale, ma che riassume nella maniera più esaustiva la stagione dei rimpianti della Ferrari. Domenica prossima si vola in Giappone, sarà decisiva?

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