16 Maggio 2026
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Ministero della Difesa

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Partiamo dalle note positive, che a dire il vero sono pochissime: risultato, classifica, difesa. L’Inter di fatto ottiene il massimo risultato con il minimo sforzo, perchè l’1-0 interno contro il Genoa vale il terzo posto in graduatoria in scia alle già imprendibili Juventus e Napoli e la conferma di una fase difensiva che, finora, sta stupendo davvero tutti. Con appena due gol subiti in sei partite, infatti, la retroguardia nerazzurra è attualmente la migliore del campionato; le sicurezze di Skriniar, al momento, stanno facendo certamente la differenza. Tanto da far apparire il buon Miranda l’anello debole fra i due. Se poi ci pensa un altro difensore (dopo Skriniar, sette giorni fa, contro il Crotone) a fare l’Icardi e a regalare i tre punti dopo una gara più che sofferta e ormai destinata ad un miserabile pareggio, si capisce come la linea difensiva sia in questo momento l’arma in più della creatura spallettiana.

Stiamo parlando di Danilo D’ambrosio, match-winner a sorpresa contro il Grifone, che si prende decisamente la copertina di giornata. Un bel colpo di testa al minuto 87 su angolo battuto magistralmente da Joao Mario: basta questo per scardinare il muro rossoblu e regalare altri tre punti ai nerazzurri. Una partita -l’ennesima- piuttosto scialba da parte dei padroni di casa, partiti fortissimo con una grande occasione con Perisic dopo appena trenta secondi, ma spentisi poi lentamente fino alla decisiva fiammella finale.

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Copione in pratica assai simile a quanto visto con Crotone e Bologna: squadra ataratticamente in balia degli eventi con quel giro palla fine a se stesso, quella calma olimpica quasi snervante. Come al “Dall’Ara”, martedi sera, è Borja Valero l’uomo in meno del centrocampo nerazzurro: da lui dovrebbe passare la regia calcistica della squadra, ma le risposte non sono confortanti. Molto meglio il suo compagno di reparto Matias Vecino, più volte ottimo protagonista di percussioni personali palla al piede per cercare quantomeno di smuovere qualcosa nella retroguardia genoana. Gara a due facce, invece, per Marcelo Brozovic, l’incostanza incarnatasi ad uomo: non male nel primo tempo, con buone giocate e un palo clamoroso a negargli la gioia del gol, terribilmente peggio nella ripresa quando svanisce dal campo fino alla sostituzione con Joao Mario. Da segnalare anche l’esordio del classe ’98 Yan Karamoh, subentrato a Borja Valero a 15 minuti dal termine: un quarto d’ora assolutamente positivo da parte dell’ivoriano, che ha dimostrato una frizzantezza e una buona gamba ad ogni pallone toccato, provocando persino l’espulsione di Taarabt con un gran dribbling.

Se Candreva e Perisic non sembrano particolarmente ispirati, una nota di merito spetta a Mauro Icardi che, pur in una giornata complicata come questa, si rende protagonista di un recupero difensivo allucinante quando, nel primo tempo, si fa 90 metri di campo per togliere una palla-gol nitidissima nata dai piedi di Taarabt.

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Bene i tre punti, quindi, ma serve davvero qualcosa in più per evitare che anche questa stagione si sfaldi a lungo andare, come le precedenti. La palla deve necessariamente girare più velocemente, e le verticalizzazioni devono crescere all’interno dei 90 minuti; bisogna lavorare e mantenere i piedi per terra. Ripartendo certamente da una difesa che sta fornendo risposte sempre migliori, una sorta di Ministero istituzionale, eccezion fatta per un Dalbert ancora troppo acerbo per incidere, anche se leggermente in crescita rispetto alla gara con il Crotone. Prossima trasferta a Benevento, poi, dopo la pausa, il derby con il Milan e il Napoli al “San Paolo”: gran parte del raccolto finale passerà proprio da questo trio.

 

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