16 Maggio 2026
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Ingolfati

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Spal e Crotone avevano rappresentato sì due vittorie, ma anche due profondi campanelli d’allarme in casa Inter, viste le difficoltà nella prestazione e anche nell’ottenimento dei tre punti, specie nel match dello “Scida” deciso solo negli ultimi minuti. Alla luce di questo, dunque, non c’è così da stupirsi se nell’anticipo della quinta giornata di Serie A, allo stadio “Dall’Ara” di Bologna, è arrivata la prima frenata stagionale.

Un pareggio per 1-1 che anzi risulta stretto ai padroni di casa, per quanto visto nei 90 minuti di gioco. Partita di fatto dominata dai felsinei, che hanno di fatto ripetuto l’ottima prestazione di due settimane fa contro il Napoli (un ko davvero ingannevole), raccogliendo però frutti anche dal punto di vista del risultato. Pressing alto, rapidità nelle giocate, ma soprattutto Simone Verdi.  Un autentico demonio il trequartista scuola Milan, che ha fatto girare la testa ai malcapitati Miranda e Skriniar per tutta la durata della gara; gol dal coefficiente di difficoltà elevatissimo a parte, Verdi si è reso pericoloso più e più volte dalle parte di Handanovic, con quel mancino che sembrava cantare come un tenore.

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Riduttivo tuttavia parlare solo del numero 9 bolognese nel contesto di una prestazione di squadra eccellente da qualsiasi punto di vista: Donadoni è riuscito a sguinzagliare una creatura rabbiosa ed aggressiva, a cui la banda Spalletti non ha saputo porre freni. Sì perchè, oltre ai meriti dei padroni di casa, sono tante anche le responsabilità interiste.

Il problema grosso si è evidenziato a centrocampo, dove Vecino ma sopratutto Borja Valero e Joao Mario (pessimo, ieri) non sono mai riusciti a tenere il ritmo di Donsah, Pulgar e Poli. Innegabile constatare come Borja non abbia più la tenuta fisica per giocare due partite in quattro giorni, vista la carta d’identità. Ma oltre al fattore dinamico ci devono anche essere ragioni prettamente mentali; non è possibile girare il pallone con una lentezza simile, non è possibile proporre sempre lo stesso tipo di giocata. Il modo di scaricare p

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alla su Candreva e aspettare un suo cross dalla trequarti è ormai troppo ripetitivo e di conseguenza facilmente disinnescabile. Scarichi come un motore ingolfato, i nerazzurri non sono mai riusciti a rendersi pericolosi dalle parti di Mirante; incredibile come Icardi non abbia calciato una sola volta in porta in 180 minuti, tra Crotone e Bologna, ma deve assolutamente far riflettere.

Spalletti è un tecnico preparato e troverà il modo per far esprimere al meglio la squadra. 13 punti in 5 giornate è un bottino che nemmeno il più ottimista del tifoso nerazzurro avrebbe potuto sperare; ma allo stesso tempo non devono servire da alibi o peggio, da paraocchi, nel nascondere delle difficoltà che ieri sera sono sembrate invece piuttosto lampanti.

Il pari arrivato su calcio di rigore di Icardi è dunque una manna dal cielo per l’Inter, che ringrazia la Var per il punticino che altrimenti non sarebbe arrivato. C’è da lavorare per Spalletti, con il Genoa serve subito una risposta.

 

 

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