16 Maggio 2026
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Sarri-Benevento: una vendetta da consumare fredda…

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Servizio di Stefano Sica @riproduzione riservata

Tra ricordi e amarcord, ci sarà oggi un piccolo tabù da sfatare per Maurizio Sarri. Risale, infatti, al 12 ottobre 2011 l’ultimo precedente del tecnico azzurro col Benevento. Settima giornata di andata del campionato di C1 girone A: al Ciro Vigorito arriva il Sorrento di Croce e Carlini, forte di programmi ambiziosi e deciso a rilanciare la propria volontà di leadership dopo la delusione play-off di pochi mesi prima con l’eliminazione ad opera del Verona. Sulla panchina rossonera non c’è più Gianni Simonelli, tra gli artefici del crac costiero e ora transitato alla guida dei giallorossi. A condurre per mano il Sorrento c’è invece Sarri, il trainer scelto dalla famiglia Gambardella in continuità con un progetto che, nelle reali intenzioni della proprietà, avrebbe dovuto portare subito il club in B. E’ un mercoledì sera fresco. La temperatura è perfetta, impreziosita da una bella cornice di pubblico con oltre 100 tifosi arrivati da Sorrento e stipati in Curva Nord. Sarri non deroga al 4-2-3-1 (modulo che avrebbe sempre adottato nella sua parentesi costiera) e schiera Carlini dietro l’unica punta Scappini, con Bondi e Croce sui lati e la cerniera di centrocampo formata da Tognozzi e Camillucci. In difesa, davanti a Gegè Rossi, ci sono da destra a sinistra Di Nunzio, Terra, Romeo e Bonomi.

Risultati immagini per benevento sorrento 1-0

E’ solo il Sorrento a fare gioco, a creare occasioni e raffica ed a prendere in mano l’inerzia della partita a fronte di un Benevento scosso e sorpreso. I rossoneri sono un’orchestra meravigliosa, che recita a memoria e lo fa con grande autorità. Si divora un gol Scappini in apertura (inzuccata alta su servizio di Bondi) ma a passare dopo un quarto d’ora è il Benevento con un colpo di testa di Cipriani che fa la voce grossa su Di Nunzio e la mette dentro. Tuttavia la reazione del Sorrento è potente, da grande squadra che sa quello che vuole e come prenderselo. Viene annullato il pari a Carlini per fuorigioco e Scappini con un’incornata sottomisura chiama Baican al miracolo. Quindi inizia la sagra dei legni rossoneri: il primo è di Camillucci con un bolide da fuori area, il secondo è di Bondi con una deliziosa palombella di mancino (traversa piena) e Croce, che riesce a cogliere la respinta, spedisce clamorosamente a lato da due metri.

Ci si immagina un Sorrento più avvilito nella ripresa. Neanche per idea. Apre Bonomi con una sassata che trova ancora Baican pronto, segue Bondi che sfodera un calcio franco che coglie in pieno l’incrocio. Il Benevento agisce in contropiede ma non punge anche se il Sorrento, pur dominando la contesa, inizia a pagare lo sforzo alzando poco alla volta bandiera bianca. Sarri inserisce Ginestra, Niang e Basso per smuovere le acque, ma non servirà. “Sono assai incavolato”, dirà testualmente Sarri a fine partita, aggiungendo: “Avessimo pareggiato almeno entro l’inizio della ripresa, l’avremmo addirittura vinta”. Anche allora – come spesso accade oggi – fece discutere la scelta di tener fuori Ginestra e il golden boy Armellino. Eppure, i rossoneri la prestazione la fecero. E anche di ottima qualità. Anzi, fu il Sorrento migliore di tutta la gestione Sarri, poi esonerato a dicembre dopo la disfatta di Vercelli. Simonelli parlò invece di vittoria meritata. Punti di vista. E indugiò sulla contestazione pre-gara nei suoi confronti da parte dei sostenitori rossoneri presenti al Vigorito, definendo certi cori “ingenerosi”. “Ho dato tanto al Sorrento”, ricordò. Da allora i destini di Sarri e del Benevento non si sono più incrociati. Giocare non benissimo ma portare comunque i tre punti a casa come accaduto a Bologna? Sarebbe la miglior vendetta, sei anni dopo. Gelida nella sua crudeltà.

About Stefano Sica 913 Articoli
Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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