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Servizio di Maurizio Longhi @riproduzione riservata
Ci si aspettava un Napoli diverso a Kharkiv, in casa di uno Shakhtar che si sapeva avrebbe fatto la partita e cercato di conquistare l’intera posta in palio. Eppure, la compagine di mister Fonseca ha evidenziato tanti punti deboli e sembra nettamente inferiore ad un Napoli che, però, sta attraversando un periodo di appannamento sul piano dell’intensità. Non dovevano trarre in inganno le vittorie contro Atalanta e Bologna, gli azzurri erano scarichi e imbolsiti, solo le giocate dei singoli avevano risolto partite complicate. Contro una squadra con valori tecnici superiori rispetto alle due affrontate in campionato, è arrivato puntuale il tonfo, ma in molti se l’aspettavano perché non poteva andare sempre bene. La sconfitta in terra ucraina deve scuotere il Napoli che deve già riscattarsi nel derby contro il Benevento, troppo importante incamerare la quarta vittoria consecutiva, per poi porre rimedio anche a questa falsa partenza in Champions.
Ora, nella prestigiosa competizione europea, non si può più steccare, altrimenti il cammino verso la qualificazione agli ottavi si complicherebbe tantissimo. È vero che l’obiettivo principale del Napoli è il campionato ma, in un girone non molto proibitivo, si potrebbe tranquillamente staccare il pass per gli ottavi perché poi, che si incontri una corazzata tipo Real Madrid o una più alla portata, sono comunque partite che forgiano una squadra a livello di mentalità. Non è stata una settimana esaltante per le tre italiane in Champions, la Juve è stata travolta al Camp Nou di Barcellona mentre la Roma ha impattato in casa contro l’Atletico Madrid ma facendo una statua d’oro al portiere Alisson per le ripetute prodezze che hanno impedito agli spagnoli di violare la Capitale. Si sperava in un risultato positivo del Napoli ma è stato sbagliato anche l’approccio, molto più calati nella partita i padroni di casa che, sul secondo gol, sono stati favoriti anche da una topica imbarazzante di Reina.
La sconfitta sicuramente non è da addebitare al portiere, ma uno con la sua esperienza non può commettere errori così marchiani, eppure mancavano venti minuti abbondanti quando Milik ha trasformato il rigore, c’era tutto il tempo per strappare almeno un punticino, che si sarebbe rilevato importantissimo. Le occasioni sono state anche create, clamorosa quella capitata sul piede dello stesso Milik, ma si è stati imprecisi, arruffoni, scriteriati. Sarri non può essere soddisfatto di questo Napoli, certo che lui ha sbagliato qualche scelta, soprattutto quella di tenere in panchina due giocatori in grande forma come Mertens e Allan perseverando nell’impiego di un fantasma come Hamsik, ma sarebbe sbagliato e ingeneroso impuntare qualcosa anche al tecnico. È stata una serata storta ma l’importante è che si impari dagli errori, il tempo di rimediare c’è ancora.

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