16 Maggio 2026
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Spa-ventosi

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Dopo la roboante doppietta rossa in Ungheria, era cosa nota che i due Gran Premi successivi, Belgio e Italia, sarebbero stati appannaggio della Mercedes per le caratteristiche dei circuiti. A Spa-Francorchamps, così come a Monza domenica prossima, la potenza del motore della W08 doveva rivelarsi decisiva e, in parte, così è stato.

Sì perché la combo pole + vittoria di Lewis Hamilton, in testa dal primo all’ultimo giro senza soluzione di continuità, racconta molto ma non tutto di quello che si è visto in Belgio. Il fuoriclasse britannico ha certamente mostrato tutto il suo talento nei 44 giri a disposizione, rivelandosi perfetto per velocità e tenuta mentale, e rendendosi protagonista, insieme a Sebastian Vettel, di un vero e proprio virtuosismo da Formula 1.

Vettel che di fatto ha assunto i contorni dell’ombra di Lewis per tutta la gara, francobollandosi alla Mercedes sin dalla prima curva e restandovi attaccato fino alla fine, sempre sul secondo-secondo e mezzo di gap. Un gap che sfortunatamente per i colori di Maranello si è poi rivelato incolmabile e dunque decisivo. Ma come non esaltare il talento di due campioni del genere, che fanno un altro sport non solo rispetto al resto del circus, ma anche e sopratutto rispetto ai rispettivi compagni di squadra, che mai sono riusciti a tenere il ritmo-gara imposto dalla coppia di testa. Mai una sbavatura, perfetti per tutti i 44 giri del Gran Premio, oltre che velocissimi in qualifica, Hamilton (68 pole position come Schumacher!) e Vettel stanno scrivendo una nuova, storica pagina di rivalità per questo sport.

Paradossalmente a stupire è stato in particolare Sebastian Vettel, che si è dimostrato veloce quanto e più di Hamilton sul passo, in un circuito che -lo ripetiamo- non era certo favorevole a Ferrari. Gli sviluppi portati alla power unit dopo la pausa estiva hanno certamente giovato alla prestazione della Rossa, che si è vista battuta per la miseria di… 2-3 km/h. Due, infatti, sono stati i momenti decisivi della gara: il primo, neanche a dirlo, in partenza. Quando Vettel, partito molto bene, ha provato subito ad attaccare Hamilton sfruttando la scia, al punto di affiancarlo alla curva 4, il punto di maggiore velocità a Spa, dove tuttavia l’inglese è riuscito a mantenere la pole position e a condurre in testa la gara. Il secondo cronotopo è stato invece la ripartenza, a dieci giri dalla fine, dopo la Safety Car causata dall’ennesima guerra fratricida in Force India tra Perez ed Ocon. Anche in questo caso Vettel, con gomma nuova UltraSoft, ha attaccato Hamilton (con gomma Soft) immediatamente, affiancandolo nel secondo ruota a ruota di giornata; ancora, però, si sono rivelati decisivi quei pochi chilometri orari di velocità che avrebbero permesso al tedesco di chiudere il sorpasso. Sorpasso che certamente sarebbe potuto arrivare qualche giro più tardi, sfruttando il DRS oltre alla scia che Hamilton offriva, ma Vettel non è mai riuscito a scendere sotto il secondo netto di distacco, il margine cioè che permette di usare il Drug Reduction System.

Dopo i due contenders del Mondiale 2017, chiude il podio un po’ a sorpresa Daniel Ricciardo, il solito uomo della Provvidenza che sa sempre farsi trovare al posto giusto al momento giusto; se l’altra faccia della Red Bull piange, visto l’ennesimo ritiro stagionale di Verstappen, l’australiano si conferma quarta forza del Mondiale, davanti persino alla Ferrari di Raikkonen. Kimi che chiude una gara tribolata ai piedi del podio dopo un gran sorpasso su Bottas al momento della ripartenza dalla Safety. Il finlandese ci aveva messo del suo per rovinarsi la gara, facendosi penalizzare dopo nemmeno 15 giri per non aver rallentato in regime di bandiera gialla. Scivolato al settimo posto, ha dovuto recuperare le posizioni su Magnussen ed Hulkenberg, per poi sfruttare al massimo la Safety Car e sopravanzare il connazionale Bottas, autore dal canto suo di una gara piuttosto anonima.

Prossimo appuntamento, come detto, Monza. Dove la Mercedes è destinata a fare la voce grossa ancor più che in Belgio. Poi si volerà a Singapore, destinazione al contrario favorevole al passo corto della Ferrari. Il Mondiale è arrivato al suo punto di svolta: Hamilton, a -7 da Vettel, sente l’odore della preda.

 

 

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