16 Maggio 2026
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Serie A: la trama del film

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Lotta scudetto: quante realmente in corsa?

C’è chi sta spendendo a dovere per ritornare fra le grandi, chi sta spendendo il giusto per completare il quadro della rosa e chi, invece, preferisce lavorare con gli stessi uomini dello scorso anno puntano innanzitutto sul proprio gioco. C’è, poi, chi ha rivoluzionato e non poco e chi, ancora, sta studiando ancora quei colpi importanti che possano finalmente causare il salto di qualità. Juve, Napoli, Milan, Inter e Roma. Per ora, potremmo azzardare a dire, che tutte queste squadre possono concorrere allo scudetto. Ma, analizzando nei dettagli, chi può realmente scardinare la Juventus da quel trono che gli appartiene da 6 anni a questa parte? Sarri e De Laurentiis hanno deciso di puntare sulla stessa rosa, ampliata di poco, dell’anno scorso con un “patto scudetto”. I veri e propri acquisti sono, infatti, Insigne e Mertens che hanno rinnovato per cercare di regalare, a Napoli, ciò che tutti i partenopei sognano ormai da molto forse troppo, tempo. Occhio al talentino franco-algerino Ounas che, magari, potrebbe essere un’ulteriore rivelazione in casas Napoli. Montella, insieme alla dirigenza rossonera, è la vera sorpresa del calciomercato estivo. Tanti soldi investiti e tanti colpi che possono davvero riportare il Milan fra le grandi. Spetterà all’aereoplanino cercare di assemblare, nel miglior modo possibile, la rosa con tanto dei nuovi innesti. Da Ricardo Rodriguez ad Andrè Silva e il rientrante in Italia, Borini, passando per i talenti sbocciati l’anno scorso di Conti e Kessié, ma soprattutto per l’esperienza di Bonucci, centrale italiano acquistato dai bianconeri, pronto a difendere la retroguardia e i pali di Donnarumma (è forse questo il colpo di mercato rossonero). Il primo obiettivo è la Champions, ma non è da escludere che una formazione con dei nomi, tutt’altro che comuni, possa giocarsela per il tricolore. Roma e Inter, invece, hanno cambiato e non poco. Passare da Pioli a Spalletti è un bel salto che implica tanta concentrazione e, soprattutto, una grande rosa. Fin qui, solo Borja Valero, Vecino e Skriniar sono approdati alla corte del tecnico toscano.
Nomi, di certo, non caldissimi. Tenere Perisic e, perché no, provare l’assalto a nomi importanti (come Keita o Di Maria) potrebbe certamente creare non pochi problemi alle altre dirette avversarie. D Francesco trova una Roma orfana di Totti. Pellegrini e Defrel, i pupilli dell’ex calciatore dei giallorossi, sono di certo importanti nomi per ricominciare a costruire. Perché forse, qualcuno mi corregga se sbaglio, con Totti si chiude un ciclo. Ciclo pronto a riaprirsi con un allenatore che di certo ama giocare bene e che, di certo, si è messo in gioco accettando la panchina di una squadra che lo scorso anno è arrivata dietro solo alla Juventus. Ah già, quasi dimenticavo, la Juventus non è sparita, anche se, come palesemente avrete immaginato, ha perso non poco in difesa. Si è smontata la BBC, alcuni penseranno correttamente. Il 19 bianconero ha abbandonato Chiellini e Barzagli, compagni di sempre, lasciano un vuoto, almeno per ora, incolmabile. La dirigenza bianconera ha risposto, però, con altrettanti copi di mercato. Douglas Costa e Bernardeschi sono, in teoria e in pratica, i più talentuosi esterni. Rispettivamente, in Italia e in Europa.
Nomi troppo importanti per le altre. Bobo Vieri, ex attaccante italiano e della nazionale azzurra, non ha avuto dubbi. “Vince ancora la Juve..”. Forse lo abbiamo detto anche gli altri anni, o forse lo diciamo per autoconvincerci (comunque dirlo di nuovo non ci costa nulla): sarà l’anno buono per poter finalmente vedere cucito lo scudetto su una maglia che non sia bianconera? Di certo se il campionato sarà avvincente almeno quanto questa sessione estiva di calciomercato, ce ne saranno delle belle con colpi di scena assicurati.
Fra retrocessioni e salvezze esenti da ogni pronostico.
Spal, Benevento, Verona. Le neopromosse dalla B alla A vorranno di certo farsi valere giocandosi il tutto per tutto e sperando nella salvezza. Ma quanta curiosità c’è in queste squadre? Il presidente Aurelio De Laurentiis, intervistato da Belnsport, nello scorso Giugno ha dichiarato di volere una serie A a 16 o 18 squadre per maggiore competitività in Europa e disponibilità per tutti. Per ridurre, insomma, quell’enorme gap (che si è tanto evinto nello scorso campionato) che c’è fra le squadre italiane durante il corso della stagione. L’anno scorso, salvo la l’impresa del Crotone, il discorso retrocessione era già scritto mesi prima della fine del campionato. Probabilmente questa è la paura di molte persone anche per la prossima stagione. Ma non si smette di sperare che queste squadre possano rivelarsi più competitive che mai. In molti si chiederanno: perchè salvezze e retrocessioni esenti da ogni pronostico se, poi, si ha paura che non si vedano lottare squadre vicine alla B? Ebbene. Analizziamo il tutto nel dettaglio.
Nonostante una situazione poco entusiasmante l’anno scorso in zona retrocessione c’è stata una retrocessa di lusso come l’Empoli. Squadra che da tempo non annusava il profumo di B. Ma, cosa ancor più curiosa, anche il Genoa fu vicinissimo a rischiare la serie B e, per la situazione punti che si creò, anche altre squadre potevano correre lo stesso rischio. In poche parole, si spera che Benevento, Spal e Verona facciano quello che Palermo e Pescara non hanno fatto lo scorso anno: cercare di mettere i bastoni fra le ruote a tutti, senza partire già sconfitti ad inizio campionato. Che possa essere, dunque, una serie A ancora più imprevedibile in qualsiasi zona della classifica. Che possiamo noi, dire meno possibile, che ci annoiano certe partite. Possa essere, così, una continua lotta per chi vuole emergere come vittorioso in ambito scudetto e in ambito salvezza. Non perdiamoci in altre chiacchiere. Allacciate le cinture e reggetevi forte perché fra non meno di 20 giorni ogni week-end 22 calciatori scenderanno in campo regalandoci, nuovamente, tutte quelle emozioni senza le quali non potremmo vivere. La serie A 2017/2018 è alle porte e l’ansia prima delle partite, la corsa per giocarsi la schedina e le tante emozioni ad ogni gol sono pronte a rientrare nella vita di tutti i giorni.

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