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Il suo passato è glorioso avendo vinto col Milan Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale. Ha giocato in tante società e sono Milan e Modena i suoi fiori all’occhiello. Non si ritiene pronto per avere una panchina ” tutta sua “.
Intervista di Adamo Recchia
Raccontaci del tuo primo impatto col calcio. “Ho iniziato a giocare a 8 anni alla San Francesco di Sassuolo perché i miei zii , malati di calcio ed avendo solo figlie femmine avevano su di me tutte le aspettative calcistiche , mi hanno portato quasi in modo forzoso a fare un provino. Dopo alcuni anni mi ha preso il Modena FC iniziando dai giovanissimi e via via fino al debutto con la prima squadra a 17 anni nel 1986, ed abbiamo anche vinto il campionato. Non credo di avere avuto inizialmente un impatto puramente felice col calcio, perché l’ho vissuto in modo poco spensierato.
Quando hai compreso potesse diventare un lavoro a tutti gli effetti? “Ho preso coscienza dei miei mezzi poco alla volta, non ho mai pensato potessi fare una carriera tutto sommato importante, facendo però un bilancio post carriera da calciatore credo potessi ambire anche a qualcosa di più…. Fare il calciatore professionista necessita di tante qualità, non solo fisiche ma anche mentali…chi possiede tutto questo fa 20 anni di serie A, per gli altri hanno inventato appositamente le categorie…..”
Hai giocato nel Milan vincendo 2 trofei importanti come Supercoppa Europea e Coppa Intercontinentale che ricordi hai di quel periodo “Ricordo molto forte perché all epoca il Milan era la squadra più forte al mondo e la più vincente. Ho fatto parte di una delle rose più importanti di tutti i tempi, pero non ero da Milan, o per lo meno non dal punto di vista mentale.
Per stare anni in squadre cosi competitive occorre possedere grandi doti di equilibrio nervose; io vedevo i giocatori del ilan giocare ogni 3 giorni, e pensavo…….sono macchine da guerra!!!!!!!!!
I trofei vinti rimangono nei ricordi di una mia carriera fortunatamente molto vincente, ma non bisogna cullarsi troppo sul passato perché per continuare a vincere occorre dimenticare il passato e vivere il presente con obiettivi mirati.”
In seguito hai militato in tante squadre di quale hai il ricordo più vivo. “Ho bei ricordi in tutte le squadre in cui ho lavorato. Chiaramente in alcune squadre ho fatto bene, in altre molto bene, in altre malissimo Ricordo il campionato vinto a Brescia dalla B alla A, ma forse il mio ultimo anno nel Modena prima che andassi al Milan rimane il ricordo più forte perché culminato con la vittoria del campionato nella squadra della mia città natale”
Ora ricopri il ruolo di vice allenatore del Carpi che quest’anno ha mancato di poco la promozione in Serie A ci riproverete il prossimo anno. “Non è facile ogni anno fare bene. A Carpi abbiamo fatto qualcosa di veramente storico , passando dall eccellenza alla serie A in 8 anni.
Per ripetersi e provare ad essere sempre vincenti occorrono tante componenti ma soprattutto noi dello staff, i giocatori e dirigenti e tifosi avere sempre la stessa fame di vittorie”.
In futuro ambisci a diventare primo allenatore? “Ognuno di noi dovrebbe avere spirito autocritico. Io sono conscio di non possedere qualità per poter fare il primo allenatore, perché fare il primo allenatore non è solo fare le interviste su sky a fine partita……. Credo che molti allenatori non facciano queste valutazioni e non si rendano conto delle innumerevoli difficoltà”.
Argomento VAR cosa pensi della tecnologia nel calcio. “Il calcio non va rivoluzionato ma sono favorevole alla tecnologia perché il calcio rispetto al passato è cambiato, molto più veloce, dinamico e alcune innovazioni aiuteranno sicuramente”.
Molte società italiane sono state acquistate da proprietà straniere cosa pensi di questo fenomeno?
“Non so cosa rispondere sull’argomento perché dovrei vivere prima sulla mia pelle la differenza tra essere gestito da una proprietà italiana ed una straniera per poter giudicare”.

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