16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Baku, è un caos d’altri tempi

Views: 10

Potremmo definire il Gran Premio d’Azerbaijan 2017 come uno dei più folli che la storia della Formula 1 ricordi, e non cadremmo certo in tracotanza. A Baku si è personificato quel Chaos che gli antichi greci ponevano come origine del mondo e dell’essere umano. In effetti è successo davvero di tutto: incidenti, bandiere gialle e rosse, Safety Car a ripetizione, ripartenze folli, team radio dubbi, polemiche e persino sportellate che ricordano tanto un automobilismo d’altri tempi, quando Hunt e Lauda, Senna e Prost, Schumacher e Villeneuve duellavano come gladiatori muniti di quattro (quando andava bene) ruote.

Già dallo spegnersi dei semafori si è intuito che non sarebbe stata una domenica tranquilla: se Hamilton è partito bene conservando la pole position e la leadership, Bottas si è visto subito affiancato da Raikkonen in curva 2; il secondo pilota Mercedes non lascia spazio al Ferrarista, lo manda a muro e compromette la gara di entrambi. Sembra aver la peggio Bottas, che finisce in fondo al gruppo e perde persino un giro, mentre Raikkonen, pur con il fondo dell’auto danneggiato, riparte dalla quinta piazza. Hamilton-Vettel-Perez, guidano dunque il gruppo, con Verstappen che termina subito la corsa per un problema elettrico e Kimi subito dietro.

https://i.ytimg.com/vi/SowLEwg6QEM/maxresdefault.jpg

Dal tredicesimo giro succede di tutto: in regime di Safety Car rientrano tutti ai box, alla ripartenza nuovo incidente e nuovo giro di Safety, con Hamilton che inchioda in uscita di curva davanti a Vettel: il tedesco lo tampona e perde completamente il senno, affiancando Hamilton e rifilandogli una ruotata laterale. Sarà una reazione letale. Rientrata la Safety Car, Ocon butta fuori Perez, Raikkonen fora una gomma e rompe la sospensione: bandiera rossa e gara interrotta.

Si riprende dopo venti minuti, ed accade l’impensabile: problema alla protezione sopra il casco di Hamilton, che è costretto a rientrare ai box perdendo di fatto 25 secondi; contemporaneamente, tuttavia, la Direzione Gara decide di penalizzare Vettel per il fattaccio precedente con uno Stop & Go di 10 secondi. Ricciardo, partito decimo, si ritrova magicamente in testa, con Stroll (!!) subito dietro e Magnussen ed Ocon ad inseguire. Quinto Bottas, autore di una rimonta strepitosa, sesto Vettel e settimo Hamilton.

L’ultima parte di gara vede Bottas recuperare su chi lo precede e finire a podio, con addirittura il secondo posto ottenuto sul rettilineo finale ai danni di Stroll, che chiude terzo: è il primo podio in carriera per il baby pilota della Williams. Quarto Vettel e quinto Hamilton, che nel frattempo aveva chiesto ai box di ordinare a Bottas di rallentare per fare “da tappo” al ferrarista: team radio di dubbio gusto per il Campione inglese.

http://nst.sky.it/immagini/sport/formula1/2017/06/25/original/ricciardo_baku.jpg

Una gara pazza, che si chiude con un podio impronosticabile. Onore alla Red Bull e a Daniel Ricciardo, l’uomo della Provvidenza, il pilota che è sempre bravo a farsi trovare al posto giusto, al momento giusto. L’MVP di giornata è però Valtteri Bottas: vero, andava forse penalizzato per il contatto al via con Raikkonen, ma quello che combina dopo è epico. Ritrovatosi ultimo e doppiato, riesce nell’impresa di sfruttare qualsiasi situazione favorevole e, con decine di sorpassi, regala alla Mercedes un secondo posto importantissimo in ottica Mondiale Costruttori.

L’episodio che ha rubato la scena a tutto il resto è, ovviamente, la “scazzottata da saloon” tra Hamilton e Vettel. Si erano giurati onore e rispetto, i due contender di questo Mondiale, fino a che non si sono ritrovati ruota a ruota in pista. La manovra dell’inglese è sicuramente al limite. A termini di regolamento siamo ancora nella legalità, ma è certo che frenare in piena curva o addirittura in uscita, in quel modo, è moralmente condannabile. Fa però ancor peggio Vettel, al quale saltano i nervi e che, con un fallaccio di reazione, in termini calcistici, compromette di fatto una vittoria che senza penalità sarebbe stata comoda e fondamentale.

http://sport.tiscali.it/export/shared/agencies/media/17/06/25/vettel-hamilton_1099922650x438.jpg_997313609.jpg

Uno l’antitesi dell’altro, in pista e fuori. Li separano 14 punti nel Mondiale e la sensazione è che il bello debba ancora arrivare. Austria, Inghilterra, Ungheria: sarà un’estate rovente.

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.