16 Maggio 2026
  • www.footballweb.it e’ una testata giornalistica
  • registrata presso il Tribunale di Napoli Nord –
  • Numero registrazione 22 cronologico 4288/2016.
  • Editore: Gianni Pagnozzi;
  • Direttore Responsabile: Michele Pisani

Napoli Basket inciampa contro il Cassino

Views: 1

Servizio di Ciro Mambella

Domenica 14 Maggio è andata in scena “Gara1” al Palabarbuto che ha visto sfidarsi Ge.Vi. CuoreNapoliBasket contro Virtus Cassino. Il clima della partita era segnato dalla morte di Peppe De Maria, storico General Manager e dirigente Sportivo della Partenope Basket, che ha lasciato all’età di 68 anni (per un aneurisma celebrale) i suoi familiari, i suoi amici e il suo sport e anche dalla morte di Mario De Sisti, coach di squadre di A1-2: pertanto si è onorata la memoria di entrambi all’inizio della partita con il minuto di raccoglimento.
La partita inizia subito ad alti ritmi, falloso e con gioco molto fisico, soprattutto da parte del Cassino: infatti, Barsanti nei primi minuti è costretto ad uscire per un problema alla spalla. Tra l’altro,con un arbitraggio non sempre all’altezza della situazione.
Gli starting five del Napoli sono: Maggio, Barsanti, Mastroianni, Nikolic e Vjisnic. Invece quelli della Virtus Cassino: Petrucci, Sergio, Bagnoli, Del Testa e Panzini.
Il Primo Quarto termina con il risultato di 17 a 10 per i Partenopei; i padroni di casa hanno la supremazia e conducono i giochi. Nel Secondo Quarto si ribalta la situazione: il Cassino, fulmineo e concreto nelle ripartenze, riesce a passare in vantaggio; ma, pian piano, il Napoli risale riconquistando punti arrivando a pareggiare 31-31; subito dopo, l’ennesima ripartenza, porta gli ospiti in vantaggio; terminano i secondi dieci minuti a disposizione con un Cassino a 40 punti ed il Napoli a 32. Il Terzo Quarto vede gli Azzurri che iniziano bene con subito una schiacciata da 2 punti di Nikolic, immediatamente stroncato dal Cassino; di nuovo, i partenopei con Barsanti; poi gli ospiti ribaltano; nuovamente, altri 2 tiri liberi per il Serbo classe ’97 che porta i compagni partenopei a 39.
Il Cassino, subito dopo, aumenta la distanza a 46 ma il quarto finirà 58 a 52 per la Virtus. Il 4° Quarto ha una doppia faccia della stessa medaglia perché i primi 5 minuti il Napoli sembra rassegnato, non riesce a trovare spunto per il canestro poiché gli ospiti appaiono molto compatti in difesa; invece nei minuti finali esce fuori il vero Napoli: quello che incanta, con forza, con carattere, con orgoglio e dignità. Infatti, inizieranno i 5 minuti più intensi forse della storia del Basket: un finale incandescente, a cardiopalma; una vera e propria bolgia visto che i Partenopei danno vita a una remuntada, proprio quando tutto sembrava finito e gli spettatori iniziavano ad uscire dal Palazzetto, rientrano; perché i Napoletani hanno recuperato terreno sulla Virtus mancandogli solo 2 punti da mettere a segno in soli 10 secondi e per poco non riuscivano a spuntarla. Partita che termina 69 a 72 per il Cassino.
Questa sconfitta servirà per affrontare Gara2 in maniera differente e con la consapevolezza che se si gioca di gruppo, il Napoli può raggiungere grandi traguardi.
Il Coach Ponticiello a fine gara dichiara: ” Tecnicamente abbiamo giocato una partita molle, non da playoff, un match in cui il livello d’intensità è stato altalenante. Troppi low e pochi picchi, abbiamo lavorato molto male in attacco, senza mostrare una pallacanestro in cui la distribuzione della pallacanestro e delle responsabilità fossero gli elementi privilegiati. Non siamo stati sereni, abbiamo tenuto fermo il pallone, improvvisavamo mentre in difesa abbiamo avuto difficoltà persino nel tenere sul primo palleggio. Abbiamo concesso tiri aperti, lo stesso possesso partita si è chiuso con una penetrazione al ferro mancina di un giocatore di mano destra come Panzini, notoriamente non decisivo in queste situazioni. C’è ovviamente del merito di Cassino che ha interpretato la fisicità della partita, con una difesa da playoff. Aver concesso loro 30 punti nel secondo quarto è stato fatale, pur sapendo che dall’altra parte ci fosse una squadra di talento. Ho grande stima di Cassino, venivano dal grande successo di gara 3 a San Severo. Ma c’è anche un’altra prospettiva che non posso ignorare. Mi è capitato in di parlare di arbitri una volta in quel di Matera, nell’autunno del 2010, a fronte di una direzione che non riuscivo a capire dal pdv dell’errore. So che fanno un lavoro difficile e mi onoro di avere tanti arbitri amici, ma non capii il perché di un giocatore di 22 anni potesse essere sanzionato di fallo tecnico alla minima situazione di spiegazione, mentre un altro potesse dare spintoni all’altezza del collo. Una seconda volta mi capitò nel post partita contro la LUISS, alla fine della regular season. Oggi sottolineo un’altra incongruenza di gestione che va oltre i fischi giusti e sbagliati. Non spiega la sconfitta, ma sono basito del fatto che dopo 1’30” mi venga chiesto ai giocatori di non lasciarsi cadere sui contatti sospettando presunte simulazioni. Si può sanzionare un allenatore per proteste, mentre l’altro può entrare in campo e un suo giocatore può scuotere le protezioni di plexiglass? Perché a 50” dalla fine su un fallo giusto o sbagliato che fosse cinque giocatori possono circondare l’arbitro, mentre Andrea Barsanti viene sanzionato con un tecnico? So che i playoff azzerano tutto, ma se arrivare primi significa subire un’interpretazione creativa del regolamento, allora sono studiati per punire le società serie, con 50 punti totalizzati in regular season, che investono su giocatori di prospettiva e arrivano meritatamente prime. Non si possono dare vantaggi, ma neanche svantaggi. A questo punto in futuro cercherò di non arrivare primo perché vale una legge del taglione al rovescio. Il mio stupore in questo momento è un dato oggettivo, perché posso essere tacciato di tutte le colpe, meno che io sia una persona ipocrita e piagnona. Sono stupito non dai fischi, ma dal non essere riuscito a interpretare i perché di un certo arbitraggio. Ora comunque dobbiamo fare leva su questa esperienza, riprendere quel controllo sulla prestazione che ci ha guidato durante la stagione. La squadra è molto più consapevole della situazione di quanto lo si immagini. Dobbiamo invertire subito rotta, dobbiamo giocare gara 2 come se fossimo in una serie al meglio delle tre. Se vinceremo cambieremo completamente l’inerzia, significherà sobbarcarci quella scimmietta della pressione che loro stasera hanno posto sulla nostra spalla. Ma questo deve essere frutto di un diverso approccio, di un recuperato stato d’animo collaborativo. Dobbiamo abbandonare la linea del “ci penso” io abbracciata questa sera, penso sarà un episodio, da martedì avremo l’esatta cognizione per tornare noi stessi su entrambi i lati del campo”.

About Michele Pisani 3088 Articoli
Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.