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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Italia, Inghilterra, Francia, Spagna e Germania. Cos’hanno in comune? sono stati tutti conquistati da sua maestà, Carlo Ancelotti. Il tecnico emiliano, infatti, è l’unico allenatore nella storia del calcio ad aver vinto almeno un trofeo in tutti e 5 maggiori campionati europei. So cosa pensate, in Spagna non ha vinto la Liga, ma si dia il caso che abbia vinto una cosuccia chiamata “decima”, ovvero la decima Champions League della storia del Real Madrid. Oltre poi, alla Copa Del Rey, che rende unico e speciale il record di Carletto. Lui e il suo famoso sopracciglio, hanno contraddistinto la nuova era del calcio “moderno” e non per niente, è considerato il miglior allenatore italiano in circolazione. Alcuni dicono che Antonio Conte sia il suo erede in patria, o addirittura anche più forte, ma secondo me, non hanno mai visto giocare le sue squadre. La più grande impresa, nel palmares dell’ex tecnico rossonero, è stato proprio il trionfo, anzi, il doppio trionfo in Champions League con il Milan. Il primo, dal sapore differente, è nel 2003 contro la Juve, a Manchester. Il sapore di quella partita era speciale perché un paio d’anni prima, alla guida proprio dei bianconeri, i tifosi lo ripudiarono dandogli del maiale e dicendo che tale animale non potesse allenare. Mai dichiarazione, fu più stupida. All’attivo, ripeto, all’attivo, vanta la bellezza di ben 19 trofei nazionali ed internazionali, tra cui ci sono i campionati vinti in Premier con il Chelsea e in Ligue 1 con il Psg, oltre alla fresca vittoria in Bundesliga con il Bayern Monaco.
Beh, ci vorrebbe una vita per elencarli tutti, ma ci basta soltanto un secondo, per pronunciare il nome di uno dei migliori allenatori al mondo: signori e signore, lo spettacolo non è finito…Ancelotti, vince ancora.


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