16 Maggio 2026
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La rivoluzione VAR e la fine dei piagnistei

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Come annunciato qualche giorno fa da Marcello Nicchi, il contestato “capo degli arbitri” del Bel Paese, dal prossimo campionato di Serie A dovrebbe far ufficialmente il suo ingresso la tanto agognata VAR (Video Assistance Referee), ovvero, per dirla breve, la moviola in campo. Dovrebbe perché si attende il via libera, comunque scontato, dell’International Board e della FIFA.
Finalmente anche il calcio, e in questo l’Italia una volta tanto avrà l’orgoglio di fare da modello, si adegua ai tempi. Meglio tardi che mai verrebbe da dire visto che praticamene tutti gli sport professionistici, tutti nessuno escluso, dalla pallavolo al basket, dal rugby al tennis, oramai da anni adottano l’ausilio tecnologico per fugare dubbi e correggere errori arbitrali. Chi non ricorda lo scudetto del basket, datato 2005 (si avete letto bene, 2005!), deciso dalla moviola: Bologna batté Milano con un tiro da tre punti convalidato proprio dalla moviola.
Assurdo che il calcio, uno sport che oramai si gioca con velocità tripla rispetto ad esempio agli anni ’80, sia rimasto così arretrato. Ma vediamo come funzionerà il tutto: quattro i casi in cui si potrà chiedere l’intervento della tecnologia: 1) infrazioni in occasione di un gol (annullare o meno una rete), 2) concessione o meno di un calcio di rigore (fallo dentro o fuori dall’area, fallo di mano ecc.), 3) espulsioni, 4) scambio di persona, cioè evitare di ammonire o espellere un giocatore estraneo all’azione da gioco. In pratica, ma per i dettagli si attende il report di Rosetti, ex arbitro e responsabile per l’Italia della sperimentazione della VAR, già operativa da questo campionato, il capitano o l’allenatore della squadra “danneggiata” dalla presunta decisione errata chiede all’arbitro l’ausilio delle immagini; a questo punto il direttore di gara può chiedere ai due esperti, arbitri in attività o ex arbitri, che dalla cabina di regia informeranno il collega in campo sulla corretta decisione. Non solo, il direttore di gara avrà anche la facoltà di visionare direttamente l’azione da un monitor in dotazione al quarto uomo. E’ altresì probabile che verrà imposto un limite massimo di situazioni a partita per ogni squadra. Insieme all’ingresso della VAR saluteremo i giudici di porta, inutili quanto addirittura, in certi casi, dannosi.
Come si vede resta fuori dalla casistica il fuorigioco, perdonate il gioco di parole, ma pare abbastanza ovvio vista l’essenza stessa del gioco del calcio. Con la VAR, unito all'”occhio di falco” per il gol/non gol, avranno fine, o almeno si spera, i fiumi di lacrime che dalle Alpi a Pantelleria vengono versati, molto spesso come alibi ai fallimenti del campo, ogni qual volta si è in presenza di decisioni arbitrali errate. Non solo. Cosa molto più importante si avrà la fine dello strapotere dei grandi club su quelli piccoli. Non solo la legge, ma ora anche la moviola è uguale per tutti.
Se è sbagliato dare giudizi affrettati lo è ancor di più darli prima che un fenomeno accada; ma la sensazione è che la VAR possa davvero essere una Vera Autentica Rivoluzione. Un aiuto e un incentivo agli arbitri e agli assistenti per sbagliare quanto meno possibile; uno strumento per eliminare errori e polemiche; un modo per fugare ogni dubbio di complotti, un modo per rendere finalmente più pulito e trasparente lo sport più bello del mondo.

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Collaboratore del sito www.footballweb.it cura la Casertana

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