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Alzi la mano chi, dopo tre gare, si sarebbe immaginato una Classifica Mondiale che recitasse: Vettel 68, Hamilton 61, Bottas 38, Raikkonen 34. Nessuno? Facile crederlo, sopratutto alla luce di quanto accadeva esattamente un anno fa, di questi tempi. E’ dunque un autentico miracolo di Pasqua vedere la Ferrari lì in alto, in cima alla classifica Piloti ed a quella Costruttori; ma, per quanto visto in pista, è un qualcosa di assolutamente meritato.

Sebastian Vettel vince anche la terza gara della stagione, nella torrida serata desertica del Sakhir, in Bahrain; 2-1 il parziale nei confronti di Lewis Hamilton, che sarebbe potuto essere un “punteggio” ancor più rotondo, se non ci fosse stata quella Safety Car in Cina… Dopo le qualifiche di sabato ci si poteva aspettare una gara totalmente diversa, con le Mercedes di Bottas ed Hamilton pronte a ribadire la propria supremazia e le Ferrari ad arrancare subito dietro.
Lo spunto perfetto di Vettel in partenza, tuttavia, ha subito lasciato intendere che non sarebbe stata una delle classiche passeggiate di salute per la scuderia tedesca. Passato Hamilton, infatti, Seb si è messo subito alla caccia di Bottas, pressandolo da vicino sulla falsa riga di quanto accaduto in Australia con il pilota inglese. Anche in questa occasione dà la sensazione di essere più veloce di chi lo precede, ma la velocità di punta della Mercedes impedisce al ferrarista di compiere il sorpasso decisivo in pista: Vettel lo capisce immediatamente, e lavora dunque di strategia. Bottas e Raikkonen montano le supersoft, Hamilton, Ricciardo e Massa le soft, mentre Verstappen finisce a muro e chiude in anticipo la tournée sul Golfo Persico. Vettel utilizza la più classica delle Undercar, sosta ai box anticipata, e conquista il comando della corsa davanti a a Bottas, Ricciardo, Hamilton, Massa e Kimi. Nell’ingresso in pit lane l’inglese rallenta volontariamente Ricciardo. Manovra antisportiva e, ovviamente, non consentita; la Direzione Gara gli rifila una penalità di 5 secondi.
Ricciardo si fa passare da Hamilton, Massa e Raikkonen. Poco dopo Lewis supera Bottas dopo un ordine di scuderia da parte della Merceses, mentre Vettel vola via in fuga. La gara si decide a venti giri dal termine, quando, dopo la seconda sosta di Vettel e Bottas, anche Hamilton decide di rientrare per non rischiare troppo con la gomma Soft. Nelle ultime tornate il vice-campione del mondo passa Bottas, ma non recupera su Seb che trionfa sotto la bandiera a scacchi. Quarto Raikkonen, quinto Ricciardo, sesto Felipe Massa.
Una vittoria straordinaria per Vettel e la Ferrari, che si dimostrano nuovamente animali da gara; la Rossa ha nel conservare a lungo le gomme il vantaggio principale sui rivali, dote che le consente di poter gestire a proprio piacimento le strategie di gara. Hamilton chiude invece un weekend in chiaroscuro, in cui ha perso il confronto con Bottas in qualifica per poi perdere la dignità in gara, con la manovra nei confronti di Ricciardo. Da Bottas ci si aspettava di più, alla luce di quanto visto al sabato; va detto però che la Mercedes gli ha imposto ben due volte di farsi superare da Hamilton che lo rimontava, non lasciandogli facoltà di agire liberamente per evitare un nuovo scontro fratricida dopo i fatti dello scorso anno con Rosberg.
Prossima tappa Sochi, Russia. Da qui a Novembre il Mondiale è lunghissimo, ma da Maranello suonano i tamburi: non ditelo troppo forte, ma “Rossa di sera…”.


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