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Juventus: il ritorno di Higuaìn. Napoli: Show alla Lazio ed ora testa alla Roma trionfante a Bologna
Dopo il pareggio al San Paolo contro il Napoli, la Juventus di Allegri è più “vicina” alla Roma. Tuttavia, solo un miracolo potrebbe far crollare i piani della squadra di Torino. Anche perché nell’anticipo della trentunesima giornata di campionato, la squadra bianconera non ha nessun problema a spazzare via il Chievo di Maran. Protagonista? Gonzalo Higuaìn. Un vero e proprio ritorno anche a Torino. Dopo la doppietta in Coppa Italia contro il Napoli al San Paolo, anche allo Juventus Stadium sigla una doppietta portando la Juventus sempre più vicino allo scudetto. E ben sta al Chievo, soprattutto perché Higuaìn poteva infilare il pallone alle spalle di Seculin molte più volte. La Roma di Spalletti, invece, non può che vincere anche per tenere sempre distante il Napoli. A Bologna, protagonisti Salah e Dzeko, con il bosniaco sempre più trascinatore. Fazio apre le danze e, nel primo tempo, l’egiziano raddoppia. Nella ripresa, l’attaccante ex Manchester City chiude i conti. Un Bologna di certo poco incisivo che proprio non può creare problemi alla seconda del campionato. La squadra giallorossa della capitale, così, si prepara al meglio a quella che sarà la sfida interna con l’Atalanta, sicuramente ricca di emozioni. Fra e prime tre del campionato, però, lo show è assicurato dalla squadra partenopea di Sarri. Perché magari tutti potevano pensare che il mancato passaggio del turno sarebbe stato difficile da smaltire. Invece, uno straordinario “scugnizzo” Insigne e il solito Callejon trascinano, con un netto 0-3, il Napoli verso la vittoria. Alla fine, Inzaghi si complimenta con gli azzurri. Un gioco che per Sarri è già una vittoria e che di certo lascia buoni propositi per gli anni a venire. Il tanto osannato gioco dell’allenatore toscano ha messo in difficoltà una delle squadre migliori del campionato (non a caso proprio alle spalle del Napoli). La squadra partenopea subisce solo nella ripresa le ripartenze della Lazio e il salvataggio sulla linea di Insigne significa molto di più. Una vittoria che “avvisa” la Roma. Ora il Napoli ha un solo obiettivo e già dalla prossima spera in un passo falso della sua preda contro la squadra bergamasca.
Atalanta, rimpianto vittoria. Il Milan fa festa. Inter al secondo crollo consecutivo

La corsa all’Europa continua senza sosta e ormai le squadre candidate cercando di compiere meno errori possibili. Nella sfida delle 18.00 del Sabato, nessuno si sarebbe mai aspettato di vedere passare in vantaggio il Sassuolo a Bergamo contro la compagine di Gasperini. L’errore è di Caldara ed il calcio è bello soprattutto perché pronto a smentirci. C’è da dire, comunque, che il pallino del gioco è quasi sempre stato della squadra a strisce nerazzurre. Così, dal 36′, i ragazzi di Gasperini iniziano l’assedio verso la porta della squadra di Di Francesco. Nella ripresa, al 78′ arriva il pari di Bryan Cristante su assist del solito Papu Gomez, ormai bandiera del club bergamasco. Caldara ha l’opportunità di farsi perdonare, ma spreca davanti a Consigli. Lo stesso Consigli salva il risultato con un vero miracolo su Grassi che, poi, ci prova al 90′ con una sforbiciata, finita fra le mani del portiere neroverde. Poco da fare, un punto che, però, non può compromettere l’intera stagione. Gasperini proverà il blitz a Roma, in un’impresa improbabile, ma non impossibile. L’Atalanta ci ha abituato a partite ricche di spettacolo ed è pronta a non mollare nulla per l’Europa. Tutto facile per il Milan di Montella che spazza via un Palermo con la testa già in B. Suso ritorna con una punizione delle sue, una di quelle imprendibili anche per chi ha molta più esperienza di Fulignati. Il raddoppio è offerto da Pasalic e il tris da Bacca. Nella ripresa, Deulofeu mette a segno il poker definitivo. I diavoli restano aggrappati all’Europa a sei giorni di distanza dal derby contro l’Inter, un vero e proprio scontro diretto. Mentre la metà rossonera di Milano si prepara al meglio per il big match, la cugina nerazzurra crolla in Calabria sotto i colpi di Falcinelli che regala una storica vittoria allo Scida. Una squadra superficiale, definita anche arrogante. Pioli di certo una lezione l’hai imparata: mai sottovalutare nessuna squadra. Test non superato per l’Inter che perde punti fondamentali in virtù dell’Atalanta e si lascia scavalcare proprio dalla squadra di Montella. Ai fini degli obiettivi delle squadre candidate ad un posto in Europa, Roma-Atalanta e soprattutto Inter-Milan. Chi riuscirà a fare un passo decisivo in avanti? Lo scopriremo solo vivendo!
Crotone: quando il cuore si arrende alla testa. Attento Empoli. Palermo e Pescara con la testa già in B.

E’ una di quelle volte in cui la prima cosa che ti viene da dire è: il cuore ha superato la testa. Sì, il cuore ha superato la testa perché giocando secondo gli schemi di Nicola, senza mettere in campo anche il cuore, il Crotone non avrebbe vinto. E’ l’esempio di chi nel calcio non vuole darsi mai per vinto. Una rivincita per Diego Falcinelli, emozionato al vantaggio calabrese su calcio di rigore. La voglia di chi vuole trascinare la squadra a compiere un vero e proprio miracolo. La certezza è che matematicamente, il Crotone ha tutto il tempo per tentare il miracolo. L’Empoli, fermato in casa 1-1 dal Pescara, deve stare seriamente sugli attenti. Nicola ha dichiarato che la sua squadra ha dimostrato di essere “viva”. Un aggettivo che sembra contare poco, ma che in realtà sul fondo della classifica significa tanto. Mentre c’è chi, invece, è già con la testa in B. Pescara e Palermo, infatti, sembrano due squadre ormai rassegnate alla loro sorte. Tutta l’Italia, dunque, si arrampica alle speranze di salvezza del Crotone. Almeno per vedere un po’ di spettacolo anche in zona retrocessione. Solo un’impresa, infatti, potrebbe salvare un campionato ormai diventato molto monotono almeno in questo ambito. L’Empoli non riesce ad andare, come già detto, oltre il pari. E’ l’esempio di una squadra che ha sprecato troppo credendo di essere già salva dalla serie minore. Ora Martusciello dovrà cercare di svegliare i suoi ragazzi. Ma in caso di retrocessione, le colpe sarebbero solo della squadra toscana accusata di aver ottenuto pochissimi punti. Se solo ci fosse stata un’altra squadra pronta ad approfittarne sarebbe stato tutto ancora più entusiasmante. Onore, a Davide Nicola e al Crotone, per la loro vittoria storica sui nerazurri. Onore a chi scende in campo per non arrendersi mai. E stavolta potremmo fregarcene della testa. Ha vinto il cuore. L’enorme cuore del Crotone sostenuto da uno Scida stracolmo di tifosi, pronti a sperare nella salvezza, pronti a festeggiare l’impresa dei loro eroi.
Il record di Han Kwang-Song

“Alto 1.78 per 70 chili, Han è un ambidestro dagli ottimi fondamentali: dribbling secco, fiuto del gol e visione di gioco le sue caratteristiche principali. Vincitore del campionato asiatico U16 con la rappresentativa di categoria della Corea del Nord, Han ha partecipato ai Campionati del Mondo U17 impressionando gli osservatori internazionali”. Così scriveva il Cagliari, quando tesserava il giovane nordcoreano Han Kwang-Song, che dopo aver ottenuto il titolo per il primo giocatore che della sua nazione che ha esordito in serie A, ne ha ottenuto un altro. Il nordcoreano è, infatti, il primo calciatore della sua nazione a ad aver segnato un gol nel massimo campionato italiano. Se già è emozionante segnare il primo gol in A, lo è certamente di più quando si entra nella storia. Come è accaduto proprio in Cagliari-Torino 2-3. Tuttavia, i rapporti fra il calciatore e la società potrebbero peggiorare almeno sotto il punto di vista diplomatico. Secondo il Database center for North Korean Human Right, tutti i nordcoreani al di fuori dei confini nazionali hanno diritto solo a metà dello stipendio. Inoltre, sono costretti a star lontani da internet e i social network, nonché dalla stessa stampa. Almeno per ora, il giovane Han se ne frega delle norme nordcoreane. Tant’è che ha dichiarato ai microfoni di Sky Sport tali parole: “Sono molto felice per il primo gol in Serie A, devo ringraziare Rastelli e il Cagliari per le opportunità che mi stanno dando. Ho abbracciato Bruno Alves perché è il primo che è venuto a festeggiare, non ci sono motivi particolari. Anzi, ringrazio tutti i miei compagni”. Accogliamo, dunque, questo giovane ragazzo, altra piccola grande pagina storica del nostro calcio.

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