16 Maggio 2026
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LabirInter

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Confusa, spaesata, disorientata. Un mondo avvolto dal caos, quello dell’Inter, che sembra destinata per sua natura a vivere eternamente in un labirinto; da quello contenuto nel tempio di Cnosso del secondo secolo a.C. a quello pavimentato nella Cattedrale di Reims, fino alle versioni più fantasy, come quello ideato dalla mente della Rowling nella sua saga di Harry Potter, sono infiniti gli esempi di labirinto rintracciabili nella storia. L’ultimo, nella sua sfaccettatura più tragica, è quello perfezionatosi all’Ezio Scida di Crotone.

Uscita malconcia dal Monday Night contro la Sampdoria, l’Inter sembra essere ancora avvolta dalle tenebre, sotto il sole calabrese. Sensazione che si avverte sin dai primi attimi di gioco, quando i padroni di casa partono forte, spinti da un pubblico motivato e commovente, che sogna la salvezza dopo il pareggio fra Empoli e Pescara nell’anticipo. Il gol che sblocca l’incontro arriva al minuto 18, quando Guida fischia calcio di rigore per un mani di Medel che fa eco a quello di Brozovic di lunedì sera: Falcinelli non sbaglia, è 1-0. Passano tre minuti, e lo stesso centravanti umbro si ripete con un gran pallonetto che scavalca Handanovic, e in pochi attimi il Crotone si ritrova sul 2-0. L’Inter tuttavia sembra non accorgersene nemmeno, e assiste inerme allo show della squadra di Davide Nicola. Rohden sfiora il colpo del k.o. allo scadere del primo tempo, uno dei più brutti della stagione nerazzurra.

Nella ripresa Pioli prova a svegliare i suoi; dentro Palacio ed Eder in luogo di Murillo e Ansaldi, ma con cinque attaccanti in campo ci pensa ancora una volta D’Ambrosio a riaccendere il lumicino verde della speranza in casa Inter. Su sponda di Kondogbia, il terzino italiano trova la sua seconda rete consecutiva da pochi passi, la terza in stagione. Gli ospiti provano a pareggiarla fino alla fine, spinti più da una foga confusionaria che da lucide trame di gioco; il risultato prodotto è una serie di mischie in area di rigore mal gestite ora da Perisic, ora da Candreva, fino al clamoroso (e sfortunatissimo) palo interno di Eder. L’Inter cade allo Scida, per il Crotone è la seconda vittoria consecutiva, la prima in Serie A contro una big. La salvezza è sempre più alla portata, l’Empoli ora dista soli tre punti.

Il gioco del labirinto ha un significato rituale: serve a scongiurare – rappresentandola – la paura della morte, l’angoscia dell’uomo di fronte alla nullificazione di tutte le cose. E’ un percorso in due tempi: l’entrata nel labirinto e il faccia a faccia col mistero costituiscono la prima parte, in cui gli attori del gioco sperimentano la perdita di sé. Il ritorno alla luce rappresenta una nuova nascita, attesta la continuità della vita, che di generazione in generazione rinnova se stessa. L’Inter sembra tuttavia non essere in grado di auto-esaminarsi, di scavare dentro se stessa per poi rinascere, appunto. Sembra entrata in un circolo vizioso destinato a non esaurirsi, in attesa di una nuova stagione che già è annunciata come quella della svolta. Una storia che, tuttavia, si ripete da ormai sette anni; sette anni di smarrimento, di vuoto, di mistero.

L’Europa, intanto, è diventata quasi utopia. Il Milan ha compiuto il sorpasso che vale il sesto posto e sabato, vigilia di Pasqua, c’è il Derby. Sarà Resurrezione?

 

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