Views: 6
Bentornati ad un nuovo film della Champions League. Ciò che leggerete stasera è semplicemente il riassunto di partite magiche degli ottavi di finale di Champions League 2016/2017. La rimonta magica del Barça di Luis Enrique, l’illusione del Napoli e tanto altro che hanno segnato la fine delle prime gare degli ottavi. Addentriamoci, però, all’interno delle sfide andandole, dunque, ad analizzare.
Napoli-Real Madrid 2-0
Il Napoli ha il compito di provare a fare l’impresa in casa cercando di rimontare il 3-1 dell’andata contro il Campione in carica d’Europa, il Real Madrid di Zidane. L’ospitalità dei tifosi del Napoli è stata semplicemente fantastica. Tanto entusiasmo in città e tutti a sostenere la squadra indipendentemente dall’esito della partita. Quando comincia il match, il Real sembra abbastanza terrorizzato dall’approccio alla gara del Napoli. L’aggressività accompagnata dai numerosi tifosi napoletani. Il Napoli costruisce di più e viene ricompensato. Al 25°, Hamsik serve Mertens che sigla il vantaggio. Il Napoli conserva il gol pur tremando per un palo di Ronaldo a cui ha risposto, però, un altro palo del folletto belga. Al rientro dagli spogliatoi, però, alla prima vera occasione madrilena della ripresa, su calcio d’angolo il solito Sergio Ramos di testa sigla il pareggio. Non trascorre molto tempo e ancora Sergio Ramos (ancora di testa) complice una deviazione di Mertens sigla il definitivo 1-2 che significa fine dei sogni per i partenopei. I tifosi, tuttavia, canteranno fino al 90° circa. Anche quando Morata, subentrato, firma l’1-3, risultato troppo ingiusto per il Napoli di Sarri che ha dominato senza ombra di dubbi la gara per circa 60 minuti di gioco. Passa il Real, dunque, ma si è avverato proprio ciò che ha detto Sarri. Il Napoli è stato ad un passo dal rovinare la festa dei galacticos.

Arsenal-Bayern Monaco 1-5
Un’altra squadra che deve azzardare l’impresa è l’Arsenal di Wenger, reduce dal 5-1 rimediato all’Allianz Arena contro il Bayern Monaco di Ancelotti. Dopo alcune iniziali conclusioni del Bayern Monaco specie con Robben sempre pericoloso con il suo sinistro, i padroni di casa trovano il vantaggio con un siluro di Theo Walcott sotto la traversa su cui Neuer non può nulla. Nel primo tempo, l’Arsenal cerca più volte di trovare il raddoppio senza, però, riuscirci. Lewandoski spreca su un’occasione davanti ad Ospina. Lo spettacolo è da rimandare ai secondi 45 minuti. Koscielny atterra l’attaccante polacco del Bayern in area di rigore. Penalty ed espulsione per il difensore francese. Lewandoski non ci pensa due volte e trasforma. L’Arsenal con un uomo in meno lascia più volte campo aperto al Bayern pasticciando, inoltre, in difesa. Dapprima, Robben sigla l’1-2 con un sinistro a giro tutto solo contro Ospina. Poi, alla festa partecipa Douglas Costa con un sinistro dal limite dell’area. Spazio, infine, alla doppietta di Arturo Vidal che supera il portiere colombiano dell’Arsenal prima con uno scavetto e poi tutto solo davanti alla porta sguarnita. Il Bayern a valanga sull’Arsenal di Wenger. Forse una delle squadre candidate alla vittoria finale. 10 gol nel totale e solo due subiti non di certo dall’ultima squadra di Champions. Spettacolo puro il calcio di Carletto Ancelotti.

Borussia Dortmund-Benfica 4-0
Al Signal Iduna Park, il Borussia ha le giuste carte in regola per riacciuffare il pari e per ottenere la qualificazione dopo la sconfitta per 1-0 a Lisbona contro il Benfica. Bastano 3 minuti per riacciuffare il pari nel conteggio totale. Su un calcio piazzato la palla dopo una deviazione giunge sulla testa di Aubameyang che sigla il gol dell’1-0. La squadra ospite, però, non rinuncia ad attaccare e sfiora il gol del pari con un colpo di testa di Luisao neutralizzato da Burki. Si giunge, così, all’intervallo con il punteggio di 1-0 in favore dei gialloneri. Nella ripresa la rovesciata di Aubameyang è solo il preludio al gol del Borussia. Piszczek verticalizza per Pulisic che supera Ederson con uno tocco sotto morbido. Passano, poi, due minuti e stavolta è Schmelzer a servire un pallone comodo ad Aubameyang che ancora una volta realizza in rete. 3-0 e pratica archiviata per il Borussia. La festa, però, non finisce e l’attaccante del Borussia non sembra fermarsi: Durm serve ancora un assist al 17 del Borussia che sigla così la tripletta personale. Si porta il pallone a casa, dunque, Abameyang, mentre il Borussia a casa si porta l’accesso ai quarti di Champions League.

Barça-Psg 6-1
Barcellona-Paris Saint-German è semplicemente una partita entrata nella storia e adesso vi spieghiamo il perché. Innanzitutto, i blaugrana cominciamo la gara impossessandosi del pallino di gioco. La rimonta è alquanto difficile e all’inizio sembra anche impossibile, ma il pubblico non smette di sognare e il Camp Nou si fa sentire. C’è un 4-0 da rimontare. Bastano 3 minuti alla squadra di Luis Enrique per passare in vantaggio. Luis Suarez anticipa Trapp di testa e infila il pallone al di là della linea bianca. Dal 3° minuti in poi, il Barcellona comincia il suo cammino verso quella che sarà una serata indimenticabile. Al 40°, Iniesta si infila all’interno dell’area di rigore e di tacco cerca i compagni in area su un pallone sporco. La deviazione, però, decisiva è quella di Kurzawa che non può evitare che il pallone finisca fuori dalla porta del Psg. Così il Barcellona termina il primo tempo in vantaggio di due reti. Nella ripresa è ancora del Barcellona il pallino del match. Al 50°, Neymar fa impazzire Meunier che scivolando lo atterra in area. Dal dischetto, la pulce Messi non sbaglia e realizza di potenza. Quando al Barcellona basta solo un gol, però, a rendere il tutto più complicato è il gol dell’ex Napoli, Edinson Cavani. E’ proprio su assist di Kurzawa, che si fa perdonare, che il fuoriclasse uruguaiano batte ter Stegen di potenza con un gol sotto la traversa. Una partita che, dunque, sembra in cassaforte per il Psg. Il Barcellona ha, infatti, bisogno di ben 3 gol per passare il turno. Fino all’88°, la partita resta su quel punteggio con Di Maria e Cavani che si divorano altri gol davanti al portiere blaugrana. Poi, all’88° tutto cambia a partite da una punizione di Neymar, come se il Barça stesse aspettando solo i minuti finali per dare spettacolo. Per rendere la serata del Camp Nou, una serata storia e indimenticabile. Neymar, dunque, su calcio piazzato porta il punteggio sul 4-1. 5 i minuti di recupero. Durante il primo minuto di recupero, Suarez su un lancio lungo di Messi viene atterrato in area (rigore molto generoso, tuttavia, confermato da Graziano Cesari). Dagli 11 metri questa volta si presenta Neymar. La freddezza del brasiliano porta il punteggio sul 5-1. Il Psg, sul finire, tiene testa in difesa solo fino all’ultimo minuto di recupero dove il solito Neymar crossa un pallone morbido nella mischia. Spunta Sergi Roberto, l’unico, se non uno dei pochi, a restare in gioco. Un gol alla “Messi”. E’ 6-1. Il delirio di Pierluigi Pardo e il delirio del Camp Nou aprono le danze ai festeggiamenti. Una serata storica. Una di quelle destinate a rimanere nei secoli. Quando gli attimi di deliro passano, subentra la consapevolezza che il calcio non sia solo uno sport, ma pura magia. Una magia che a volte può lasciare a bocca aperta. Una serata che dimostra quanto questo sport sia più di un semplice rincorrersi su un prato verde.

Il nostro film della Champions termina qui aspettando le partite della prossima settimana. Il ritorno dell’unica italiana rimasta, la Juventus di Allegri, che ha (quasi) archiviato la qualificazione contro il Porto. Le squadre, dunque, già ai quarti sono rispettivamente: Real Madrid, Bayern Monaco, Borussia Dortmund e Barcellona.
Una serata magica per chi vive di calcio, per chi non riesce a non emozionarsi di fronte a gare così indescrivibili. Il calcio è vita. Il calcio è di chi lo ama. Il calcio è pura emozione. Molto più di un semplice sport!
Buon proseguimento di settimana a tutti! E al prossimo…film della Champions!

Lascia un commento