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Serviva una reazione dopo la sconfitta casalinga contro la Roma, serviva una reazione dopo una settimana di illazioni su presente e futuro di Stefano Pioli, criticato per le scelte di domenica scorsa e subito dichiarato dalla stampa oscurato dall’ombra di Antonio Conte (o chi per lui) in vista del prossimo Luglio. Ma la nuova realtà nerazzurra è profondamente differente da quelle precedenti: l’Inter è costante, è consapevole dei propri mezzi, e non ha bisogno di reagire se le basta agire.
Ed ecco che quando tutti si aspettavano il tracollo psicologico di Icardi & Co. la Beneamata si trasforma in un treno ad alta velocità e non lascia scampo al pur coraggioso Cagliari di Rastelli. L’1-5 finale è il frutto di una prestazione finalmente eccelsa, costante per quantomeno 80 minuti, in cui gli ospiti frustano gli avversari sempre al massimo delle proprie possibilità e in maniera quasi goliardica; mai appagati, mai domi.
Le scelte di Pioli tornano alla tradizione, abbandonando la difesa a 3 e rispolverando quel 4-2-3-1 che tanto aveva convinto nei mesi addietro; Ansaldi torna titolare a sinistra, Kondogbia viene confermato al fianco di Gagliardini e Banega viene scelto come faro offensivo alle spalle di Icardi. L’inizio di gara, tuttavia, vede un Cagliari ben disposto in campo ed orgogliosamente propositivo, che sfrutta le qualità di un Borriello in versione teenager (condizione fisica straripante, la sua) e buone trame dalla trequarti in su: al minuto 7 è incredibile il salvataggio di Medel sulla linea di porta, dopo un delizioso tocco morbido di João Pedro a scavalcare Handanovic. L’Inter cresce, e alla mezz’ora va ad un passo dal vantaggio con Kondogbia, la cui conclusione finisce sulla traversa dopo una dormita di Gabriel; vantaggio che tuttavia arriva qualche minuto dopo, quando si sveglia dal letargo Ever Banega. Il Tanguito pesca in area Ivan Perisic con un lancio tanto incredibile da pensare quanto difficile da concretizzare, il croato controlla il pallone e batte Gabriel con il mancino. Passano pochi istanti e i nerazzurri raddoppiano con un’altra magia di Banega: punizione dolcissima a scavalcare la barriera, e Gabriel deve arrendersi ancora. Nel momento migliore dell’Inter, tuttavia, il Cagliari torna in vita grazie ad una distrazione di D’ambrosio che permette a Marco Borriello di insaccare di testa a pochi passi da Handanovic. Il primo tempo termina 1-2 in favore degli uomini di Pioli. Dopo il fischio d’inizio della ripresa arriva immediatamente il colpo del k.o. per gli isolani; bello scambio tra Icardi (assist numero 9 in stagione) e Perisic, che trova la doppietta personale con un bel destro sul secondo palo, e distanze ristabilite tra le due formazioni. Il Cagliari scompare dal campo, e l’Inter ha il tempo per trovare il 4-1 con un rigore procurato e trasformato da Icardi, e il 5-1 grazie alla prima rete in Serie A di Roberto Gagliardini, bravo a battere Gabriel con una bella conclusione dalla distanza.
L’Inter riparte dunque da una grande prestazione, dalla quale emergono Ivan Perisic e, soprattutto, Ever Banega. L’ex Siviglia è finalmente riuscito a mettersi in luce come quasi mai c’era riuscito dal suo approdo a Milano, tanto da perdere nettamente il confronto con Joao Mario nelle gerarchie tattiche di Pioli. L’argentino, tuttavia, è un giocatore delizioso quando è in giornata. Emblema del binomio genio e sregolatezza, ha nell’anarchia la sua medaglia a due volti: difficile trovarlo in una zona predefinita del campo, quasi impossibile chiedergli costanza all’interno della gara e sopratutto disponibilità al sacrificio difensivo. Ma dategli del pane, e lo trasformerà in pesce. I compagni sanno che se Banega ha la palla tra i piedi, destro o sinistro poco importa, può mutarlo in una pepita d’oro a suo piacimento. A Cagliari l’ha finalmente dimostrato, giustificando la scelta della dirigenza che di questi tempi, un anno fa, iniziava a mettergli gli occhi addosso per costruirvi attorno l’ossatura della squadra.
La corsa al terzo posto resta proibitiva dopo lo scivolone contro la Roma e quello degli stessi Capitolini al cospetto dell’euro-Napoli nell’anticipo del sabato. Quello contro l’Atalanta di domenica prossima sarà l’ennesimo scontro diretto che molto ci dirà sul prosieguo del campionato. Un match da non sbagliare per restare a contatto con chi, davanti, non sembra voler smettere di ballare. Occhio però, anche l’Inter ha iniziato le sue lezioni di tango.

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