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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Al “Dacia Arena” di Udine la Juventus pareggia 1-1 ed allunga a +8 sulla Roma consolidando sempre di più il primato in campionato. Dopo la sconfitta interna contro il Napoli dei giallorossi in molti avevano parlato del match point a disposizione dei bianconeri campioni d’Italia per chiudere definitivamente i giochi, dichiarazioni ad effetto, che forse hanno distratto la Juve non in grado di battere i friulani a domicilio. Anzi, si può tranquillamente dire che il pari conquistato a Udine è oro colato per gli uomini di Allegri, mai in partita, distratti, lenti, a tratti dominati sul piano fisico dai ragazzi di Delneri. Uomo simbolo della partita è stato Duvan Zapata che, oltre ad aver segnato il gol del vantaggio udinese, ha fatto reparto da solo sovrastando i suoi diretti avversari come Bonucci e Chiellini, non di certo pivellini alle prime armi. Per la Juve sufficienze solo per Alex Sandro e Bonucci, quest’ultimo autore del gol del pareggio e provvidenziale salvatore su un due contro uno che avrebbe potuto procurare grossi problemi alla Juve quando il risultato era sull’1-1. Dybala e Higuain non pervenuti. Dopo più di un anno (0-0 a Bologna nello scorso campionato) la Juve quindi pareggia interrompendo la serie di sette vittorie consecutive inaugurate con il nuovo modulo dei tre attaccanti. Venerdì prossimo allo Stadium contro il Milan, assente Cuadrado per squalifica, crediamo che Allegri apporterà delle varianti tattiche alla squadra. La Juve era scesa al Dacia Arena di Udine con il 4-2-3-1 con Dani Alves e Alex Sandro esterni di difesa e con Bonucci e Chiellini centrali davanti a Buffon. In mezzo Pjanic e Khedira con Cuadrado. In avanti Dybala, Higuain e Mandzukic. Per l’Udinese Delneri schierava il classico 4-4-2 in cui si esaltava Duvan Zapata attaccante centrale che giocava una partita intensissima, supportato da Perica, che con De Paul, Fofana e Hallfreddson mandava in tilt lo schieramento tattico dei campioni d’Italia. Bene anche Danilo e Widmer. Juve senza squilli e Udinese che controllava la gara con facilità. Per i campioni d’Italia l’unica emozione era per un presunto fallo di mano di Samir in area su cross di Cuadrado ma per l’arbitro Damato l’intervento del giocatore di colore friulano era involontario. Al 36′ il gol del vantaggio udinese: Duvan Zapata, partito dalla trequarti, ingaggiava con Bonucci un corpo a corpo mentre i suoi compagni erano intenti a sincerarsi delle condizioni di Fofana a terra. L’attaccante penetrava in area e batteva Buffon facendogli passare la palla in mezzo alle gambe. Nella ripresa, con l’Udinese costretta a cambiare l’infortunato Fofana per Badu, il tema tattico della gara non cambiava. Allegri richiamava in panchina Chiellini e faceva entrare Benatia. Ma al 14′ i campioni d’Italia agguantavano il pari: punizione calibrata dalla sinistra di Dybala, palla in area dove svettava Bonucci che di testa batteva Karnezis. Allegri verso la mezz’ora cambiava il diffidato Cuadrado per Pjaca mentre Delneri rilevava Perica per Angella. Era dell’Udinese l’altra vera emozione della gara quando un pallone scodellato in area juventina veniva raccolto da Danilo che di testa coglieva la base del palo. A cinque dal termine entrava Rincon per uno spento Dybala. L’arbitro Damato dopo 4 minuti di recupero fischiava la fine delle ostilità. Venerdì prossimo appuntamento allo Stadium per uno Juventus-Milan che si preannuncia interessante.

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