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Con le unghie e con i denti, dopo 90 minuti di sofferenza vera al cospetto di un Bologna aggressivo ed ordinato, l’Inter si prende primo, secondo e dolce nel lunch match della 25a giornata di Serie A. Una partita brutta, a dire il vero, in cui i nerazzurri hanno palesato grossi limiti nel giro palla, tornato lento e prevedibile come qualche mese fa. Ma poi è entrato Banega, è entrato Gabriel Barbosa, e l’orientamento della gara ha subito una drastica svolta: se in pochi fra gli uomini dispongono di sei sensi, l’argentino ne ha addirittura sette. Perché quei palloni lì può servirli solo chi ce l’ha nel sangue, e Banega è forse l’unico giocatore del nostro campionato in grado di suonare certe note con le proprie corde: un autentico Stradivari. Ma andiamo con ordine.
Il primo tempo è uno dei più scialbi dell’epopea Pioli. L’Inter è svogliata e indisponente, e l’unico pericolo creato a Da Costa è un’occasione (gigantesca, a dire il vero) a porta praticamente vuota che Palacio spreca in maniera incredibile. Candreva in versione ala è limitante, perché i compiti difensivi che gli vengono richiesti lo rendono meno incisivo in zona offensiva; Eder sembra avere il freno a mano sempre tirato, poche intuizioni delle sue, pochi lampi; Perisic è un’altalena da Mirabilandia, le sue accelerazioni sono devastanti ma davvero troppo sporadiche. Il Bologna dal canto suo in attacco è poca roba e lo 0-0 finale è la giusta sentenza per 45 minuti di sbadigli.
Nella ripresa i nerazzurri ci provano con maggiore determinazione e le occasioni crescono: Perisic testa i riflessi di Da Costa con un destro al volo, Eder spreca calciando malamente da posizione agiatissima, e infine è ancora il 44 croato a spaventare i padroni di casa con un sinistro alto di pochissimo. Dopo un’ammonizione di Miranda che gli costerà il big match di San Siro contro la Roma, i Felsinei reclamano un rigore per un contatto molto dubbio tra Medel e Dzemaili al limite dell’area: il fallo probabilmente c’è, ma restano gli interrogativi sulla posizione dello stesso. Pioli allora suona la sveglia e inserisce Banega e Gabigol in luogo di Candreva e Palacio, e pochi minuti dopo i due gli danno ragione: Il Tanguito pesca D’Ambrosio con un filtrante da playstation, il terzino mette in area e trova Gabriel Barbosa che, da pochi passi, non può sbagliare (vero, Palacio?): Bologna 0-1 Inter, primo gol in maglia nerazzurra per il giovane brasiliano ex Santos, che si sblocca al Dall’Ara proprio come fece, 20 anni fa, un certo Luìs Nazàrio de Lima, per gli amici Ronaldo. Gabigol avrebbe addirittura la chance di raddoppiare pochi istanti dopo, ma è bravo e fortunato un difensore rossoblù a salvare sulla linea. L’ultimo brivido avviene in pieno recupero, quando San Handanovic salva su Torosidis lanciato a rete.
La Beneamata risponde alle vittorie di Atalanta e Lazio e prosegue il suo filotto aspettando il decisivo scontro diretto di domenica prossima contro la Roma. Non si era più abituati a vedere una squadra balbettante, ma la squadra di Pioli ha dimostrato di saper portare a casa i tre punti anche in gare così complicate. La copertina oggi se la prende tutta Gabriel Barbosa, entrato per una volta quando bisognava decidere il match, quando c’era realmente bisogno di lui, e non solo per una passerella da spettacolo circense: la data da segnare è il 19 Febbraio 2017… chiamatelo pure GabiDay.

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