16 Maggio 2026
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Accadde oggi: l’1 Febbraio del 1969 nasce il “Re Leone”

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Gabriel Omar Batistuta con la maglia della Fiorentina

Per la rubrica “Accadde oggi” questa volta vogliamo elogiare uno dei più grandi attaccanti argentini nella storia del calcio giocato fino ad oggi: stiamo parlando di Gabriel Omar Batistuta meglio conosciuto come “Batigol” o il “Re Leone”. Batistuta nasce il 1° Febbraio del 1969 ad Avellaneda, in Argentina. Crebbe nelle giovanili del Newell’s Old Bys per poi giungere alle porte delle squadre più rinomate di tutto il paese: il River Plate e il Boca Juniors. Fin dall’adolescenza veniva spesso offeso con l’aggettivo “gordo” ovvero grasso a causa del suo sovrappeso. Chi credette in lui, però, presto scopri che in quel corpo così grande era nascosto un talento. Non a caso arrivò la chiamata proprio della suddetta Newell’s Old Boys. Nel 1989, poi, Batigol visse la prima esperienza lontano dal sud-America nel torneo di Viareggio dello stesso anno. Pochi anni dopo arrivarono anche le vittorie in Coppa America e la possibilità di sentire una messa di Papa Giovanni Paolo II°. Nel 1991, il fuoriclasse argentino giunse a Firenze, acquistato dalla Fiorentina. Il presidente di allora Mario Cecchi Gori lo pagò circa 12 miliardi di lire. Nella prima stagione con la viola segnò 13 gol in 27 presenze. Nella seconda fu artefice di tre doppiette elle prime sette gare. Tuttavia, il campionato finì con la retrocessione della viola. In particolare all’ultima giornata Batistuta scoppiò in lacrime. Fu lui stesso, però, a riportare gioia a Firenze. Aspettò solo un anno la Fiorentina per tornare in massima Serie. Con i suoi 16 gol in 26 presenze, il Re Leone ottenne la convocazione in Nazionale per il campionato mondiale. Nel 1994/1995, Batistuta raggiunse l’apice della sua carriera ottenendo il titolo di capocannoniere della Serie A con 26 reti. Inoltre fece anche segnare il suo nome sul tabellino per ben undici partite consecutive, record che apparteneva solo ad Enzo Pascutti. Fu artefice della vittoria in Coppa Italia e in Supercoppa della viola. Le vittime furono Atalanta e Milan. Nella stagione successiva, nella Coppa delle Coppe, la viola arrivò in semifinale. Fu, infatti, eliminata dal Barcellona. In occasione della sfida in Spagna, Batistuta segnò un gol con cui zittì tutto il Camp Nou che dall’inizio della sfida lo aveva fischiato. Nel 1998/1999 la Fiorentina sfiorò lo scudetto. Si laureò campione d’Inverno. Ciò, tuttavia, non bastò poichè concluse terza in campionato a causa dello stesso infortunio di Batistuta. Dopo aver chiuso il 1999 piazzandosi terzo nel Fifa World Player segnò l’ultimo gol con la maglia viola nel 2000, all’ultima gara di campionato. Divenne il primo marcatore della Fiorentina in Serie A con 152 gol avendo battuto il record detenuto da Hamrin. A 31 anni, poi, fu acquistato dalla Roma per 70 miliardi di lire (probabilmente ancora oggi la cifra più alta spesa per un ultra trentenne). Fu protagonista alla sua prima stagione del terzo scudetto giallorosso con ben 20 reti. Durante Roma-Fiorentina del 26 Novembre del 2000, Batistuta segna nei minuti finali e non esultò senza trattenere le lacrime. Il fuoriclasse argentino, poi, passò all’Inter definito quasi una fregatura a causa dei suoi problemi fisici. Infine terminò la sua carriera in Qatar. Batigol era considerato un leader in mezzo al campo, anche per via del suo carisma. Sopratutto, poi, era dotato di grande tecnica e fiuto del gol. L’aggettivo più adatto è quello di “bomber”. Era, inoltre, molto leale e corretto in campo. Abile nel tiro potente, raggiunse la velocità di 106 km/h. Ha preferito spesso usare molto più il destro che il sinistro cercando di segnare sull’angolo opposto della porta rispetto alla sua posizione. Fu molto bravo anche in acrobazie e tiri al volo. Si distinse per la sua abilità nel colpo di testa e con il tempo divenne molto bravo sui calci piazzati. Spesso preferiva calciare quelli dalla distanza per via del fatto che la palla si abbassa notevolmente e molto più in fretta. Insomma, Gabriel Batistuta è rimasto nel cuore di numerosi tifosi viola e nelle pagine del calcio che più ha emozionato. Un ottimo calciatore e un signore fuori dal campo. Un simbolo nella storia del calcio argentino. Tutti gli italiani e non solo quest’oggi sono pronti ad augurargli buon compleanno ricordano un grande campione, uno di quelli che ha fatto sognare i propri tifosi. Un leone che ha sempre combattuto restando legato per sempre alla maglia viola. A quei tifosi che lo hanno sempre elogiato. Lui ha ricambiato con ciò che ha sempre fatto meglio: il gol.
Buon Compleanno, Bati!

Batigol e la sua tipica esultanza
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