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Clamoroso al Cibali….pardon, clamoroso all’Olimpico, dove un Chievo senza obiettivi beffa in piena zona Cesarini la Lazio, che così subisce il sorpasso in classifica dall’Inter e rischia, quello dall’Atalanta. I biancocelesti dicono per il momento addio ai sogni Champions e dovranno ora lottare per conservare il posto in Europa League. Dopo il triplice fischio finale, succede di tutto: mentre i giocatori della Lazio lasciano lo stadio (semivuoto), un tifoso della tribuna Monte Mario insulta Biglia (sembra gli abbia sputato), l’argentino con i nervi a fior di pelle, reagisce e lo insulta a sua volta (la moglie del giocatore era da quelle parti, in tribuna). All’improvviso una persona con cappuccio sulla testa, sempre in tribuna, raggiunge il tifoso e gli sferra un pugno. Subito si scopre che è il 21enne Mamadou Tounkara, attaccante spagnolo di origine senegalese tesserato con la Lazio anche se fuori rosa e in cerca di sistemazione. Due agenti di polizia assistono alla scena e portano via il calciatore, che ora rischia il Daspo ed una lunga squalifica, ed il tifoso (anche per lui Daspo probabile). Portati via, il tifoso e Tounkara sono stati sentiti al posto di polizia interno allo stadio Olimpico, unitamente ad uno steward che ha testimoniato sui fatti. Alla fine del confronto non c’è stata nessuna stretta di mano pacificatrice, il che potrebbe far supporre ad ulteriori strascichi giudiziari.
Un finale elettrico per una partita brutta, dominata dalla Lazio che però non è abbastanza cattiva in attacco. Imbarazzante il confronto tra Immobile, squalificato, e Djordjevic chiamato a sostituirlo e che non tira in porta nonostante la mole di gioco creata dalla squadra. Sei palle gol nel primo tempo e quattro nella ripresa (28 i tiri totali dei biancocelesti) non bastano alla Lazio, mentre un contropiede all’ultimo minuto regala la vittoria al Chievo, reduce da 5 sconfitte tra campionato e Coppa: Gobbi (tenuto in gioco dal disastroso Lulic) fila sulla sinistra e serve Inglese, che colpisce male il pallone ma beffa lo stesso Strakosha: terzo gol in campionato per il centravanti abruzzese. La squadra di Maran, oggi priva di Meggiorini e Pellissier in attacco, torna così la bestia nera della Lazio, che non aveva mai vinto all’Olimpico contro i veronesi per otto partite consecutive dal 2004 (5 pareggi e 3 ko). Furioso Inzaghi, perché l’arbitro Fabbri non ha concesso due netti rigori alla Lazio: braccio di Gamberini su cross di Anderson e nella ripresa gomitata di Cacciatore (già ammonito) a Milinkovic. L’eroe della serata è Sorrentino, l’esterno portiere del Chievo autore almeno di 5 grandi interventi, tre dei quali su Parolo: strepitosa in particolare la parata sul centrocampista azzurro, ben servito da un ispirato Anderson, nella ripresa. Sorrentino a parte, proprio il brasiliano della Lazio migliore in campo: serpentine, assist, delizie tecniche. Ma gli manca il gol e in partite così non è un dettaglio trascurabile. Sua l’ultima occasione, un tiro a giro di destro che sembrava destinato sotto l’incrocio e invece finisce fuori di un niente. Subito dopo, il gol di Inglese. Inzaghi nel finale le tenta tutte per trovare il gol, anche un 4-2-3-1 con Lombardi a destra, Luis Alberto a sinistra e Milinkovic alle spalle del giovane centravanti Alessandro Rossi. Niente da fare, è il Chievo a trovare il gol alla fine. Di sicuro lo spettacolo, prima in campo e poi la rissa finale, non sarà piaciuta all’ospite d’onore, l’ambasciatore cinese in Italia Li Ruiyu, in tribuna accanto a Lotito, e ai cinesi invitati allo stadio (solo 5 euro il biglietto in Tevere) per il loro Capodanno. Dopo il ko di Torino, è minicrisi per la Lazio, che martedì giocherà a Milano il quarto di finale di Coppa Italia contro l’Inter.

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