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Non vi è il due, senza il tre. La coppia Lotito-Fabiani rispetta il detto, ed a Salerno poche ore fa è giunto un nuovo rinforzo alla corte di Bollini. Joseph Minala è il terzo rinforzo della campagna acquisti di gennaio in casa Salernitana. Il mediano del Camerun classe 1996, anche se molti lanciano cattiverie su questa cosa. E’ giunto in serata a Salerno, presso l’Hotel Mediterranea, ed è in attesa di fare quanto prima la conoscenza dei suoi nuovi compagni. Possibile anche una sua convocazione per la gara contro lo Spezia: si accomoderebbe ovviamente in panchina. Il giocatore fino ad ora aveva trascorso sei mesi ad allenarsi in solitaria a Formello ed è desideroso di ritrovare il campo con continuità, alle dipendenze dell’allenatore che lo lanciò tre anni fa con la Primavera della Lazio. Lotito ha voluto fortemente spedirlo a Salerno, con la speranza di poterlo ritrovare, dopo le ottime prove nelle giovanili laziali, ed un’esperienza in chiaroscuro in quel di Bari. Dovrebbe prendere la maglia numero 27 lasciata libera da Laverone, la stessa che ha aveva nella capitale.
Con l’ingaggio in prestito del calciatore di proprietà dei biancocelesti, di cui si è in attesa del solito comunicato ufficiale, Bollini amplia lo striminzito roster di calciatori ”under” ed ottiene un’opzione tattica in più per il suo centrocampo. Operazione di mercato attraverso la quale la società biancoceleste proverà a recuperare un elemento che, francamente, pur essendo vincolato con le aquile capitoline fino al 2019, non è mai andato oltre una potenzialità calcistica tutta da esprimere. Due stagioni con troppi punti interrogativi, trascorse rispettivamente a Bari e Latina, consegnano agli addetti ai lavori un calciatore che dovrà migliorare e sacrificarsi ancora tanto per sperare di ritagliarsi uno spazio importante e duraturo nel calcio che conta. La partita giocata bene, inserita in tante altre opache, così come le giocate estemporanee di qualità, seguite da lunghe pause, indolenze e distrazioni, non sono sufficienti a strutturare un calciatore sotto tutti i punti di vista (tecnico, tattico, agonistico, atletico e mentale). Minala sa giocare a calcio, possiede una certa duttilità tattica ed una fisicità importante. Ottimi punti di partenza, ma ad essi il ragazzo dovrà affiancare la volontà di sacrificarsi quotidianamente nel lavoro e la capacità di essere mentalmente presente nella gestione del suo percorso professionale. Limature necessarie, per far si che in partita egli riduca al massimo gli errori tecnici (evitando qualche giocata superflua e leziosa di troppo) e tattici (distrazioni che rischiano di rendere caotica l’impalcatura tattica collettiva eretta alla vigilia della gara dall’allenatore). Del resto, i suoi dati calcistici parlano fin troppo chiaramente. Se in una ventina di partite del campionato cadetto (molte delle quali affrontate a gara in corso) un calciatore riesce a mettere a segno quattro reti, e nonostante ciò fatica a trovare grandi opportunità professionali, sicuramente c’è qualcosa da rivedere. Minala ha la possibilità di compiere a Salerno un passo importante, se non decisivo, verso la definitiva maturazione professionale e calcistica. Dovrà però sfruttare la nuova opportunità offertagli dalla fortuna di essere ancora un calciatore di proprietà della Lazio. Alla corte di Bollini, che è stato il suo allenatore ai tempi della Primavera laziale, il centrocampista camerunese, indossando soprattutto i panni di mezzala che attacca gli spazi, dovrà essere bravo a dare continuità tecnica, atletica e temperamentale alle sue prestazioni settimanali. I tempi di inserimento ci sono, come dimostrano i gol realizzati. Ed esiste nel suo repertorio anche la capacità di ripiegare e rubare palloni agli avversari. Al momento, queste sue doti sono intervallate da tante pause e qualche pigrizia mentale di troppo. Ridurre drasticamente questa discontinuità prestazionale è la scommessa che il neo granata dovrà vincere con se stesso. Dovesse riuscirci, il suo arrivo a Salerno sarebbe un’arma in più a disposizione di mister Bollini.

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