16 Maggio 2026
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Accadde oggi: la morte di Dino Viola, presidente del secondo scudetto della Roma

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Dino Viola, presidente dell’orgoglio giallorosso

Per la rubrica “Accadde oggi” ricordiamo la morte di uno storico presidente della Roma che portò al secondo scudetto nella storia della società. Dino Viola muore, infatti, il 19 Gennaio 1991. Laureato in Ingegneria, nel dopoguerra aprì un’industria di parti meccaniche per armamenti. Entrò nelle file dirigenziale della Roma nei primi anni 1970. Inizialmente lo fece sotto la presidenza Anzalone fino al 1979 quando Viola la rilevò in un periodo di grandi difficoltà procurandovi grandi ambizioni e grandi investimenti. Fece della Roma quasi una sua seconda famiglia e nonostante fosse sottovalutato dagli altri grandi del calcio professionistico dimostrò di non essere per niente inferiore. Durante il periodo della sua presidenza, la Roma vinse il suo secondo scudetto, quello cioè del 1982/1983. I giallorossi vinsero con 4 punti di distacco, a quarantuno anni dal primo scudetto, dalla seconda Juve che pagò la pesantezza delle sconfitte esterne. Gli acquisti dell’Inter, invece, che finì terza alla fine della stagione, si rivelarono una delusione. Ne approfittò proprio la squadra di Viola, insieme alla Samp e al Verona. Mentre la prima andò a declino come il Pisa, la seconda riuscì a terminare la stagione in quarta posizione. Il 9 Gennaio Roma e Verona erano divise da un sol punto, con la squadra veneta abile sopratutto nel contropiede. Il Napoli, invece, rischiò la retrocessione fino al ritorno di Pesaola. I partenopei riuscirono a salvarsi grazie anche ai risultati negativi di Cesena e Cagliari oltre al già staccato Catanzaro per vere la matematica certezza di rimanere in A. Ma torniamo alla Roma. La squadra guidata da Nils Liedholm poteva contare su veri e propri campioni dell’epoca e tutt’oggi rimasti nella storia: Bruno Conti, Paulo Roberto Falcao, Pruzzo, Ancelotti, Di Bartolomei e Nela. Durante la presidenza di Viola, inoltre, sono da ricordare altri campioni portati a Roma: Voller, Aldair, Boniek e Toninho Cerezo.

Roma lo ricorda così: “Roma dai 7 colli tramanderà la storia, di un uomo che da solo le ha dato tanta gloria!”

Inoltre, la sua Roma vinse anche 5 Coppe Italia (1979-1980, 1980-1981, 1983-1984 e 1985-1986) e raggiunse l’unica finale di Coppa Campioni della società nel 1983/1984. La Roma arrivata in finale dovette arrendersi contro il Liverpool solo ai rigori. L’avventura da presidente, poi, portò al raggiungimento di due finali europee. Viola decise poi di approfittare della sua popolarità e di candidarsi al Senato. Qui sedette dal 1983 al 1987 nelle file della Democrazia Cristiana. Morì, purtroppo, nel 1991 a causa di un tumore all’intestino. In conclusione con questo articolo ricordiamo un personaggio molto signorile e sopratutto molto determinato. La sua voglia di ambizione portò la Roma ad alti livelli. Un presidente tifoso, dunque, disposto a dare di tutto per la Roma. La concezione di presidente, tuttavia, è cambiata con gli anni. Oggi la maggior parte di questi sono imprenditori che guardano alle squadre come fonte di guadagno. Si coglie, dunque, quest’occasione per mettere in evidenza il fatto che tali presidenti preferivano festeggiare con la gente della propria città piuttosto che pensare sempre ad intascare soldi. Ognuno può pensarla in un modo. Ma fin quando le squadre riusciranno a dare spettacolo in mezzo al campo e a sudare la maglia fino al fischio finale dell’arbitro, i tifosi saranno sempre felici di poter tifare la maglia e la squadra della propria città. Una città difesa non solo da loro, ma anche da quei calciatori che scendono in campo per onorare la bandiera e mettendo, dunque, in secondo piano il Dio denaro.

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