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Servizio di Isidoro Niola @riproduzione riservata
Come in un film già visto. La location è la stessa di due anni fa (Doha in Qatar). La trama è quella del pareggio nei tempi regolamentari. Il finale è quello emozionante dei calci di rigore. Perde la Juve, vince il Milan. Proprio così. Se due anni or sono furono gli azzurri del Napoli di Benitez ad alzare la Supercoppa italiana, ieri sera sono stati i rossoneri di Montella a beffare la Juve che al caldo di Doha vede sfumare il sogno di vincere per l’ottava volta il trofeo nazionale. E così il Milan berlusconiano per l’ultima volta, in attesa di passare in mani cinesi, sconfigge per la seconda volta in stagione i bianconeri, seppure stavolta ai rigori, dimostrando che dove c’è entusiasmo, impegno e voglia di vincere, in una partita secca, la differenza iniziale di valori si azzera. Sul piano del gioco, dell’intensità e della freschezza atletica, la Juve ha sicuramente fatto un passo indietro rispetto alle belle prestazioni contro l’Atalanta, il Toro e la Roma, coronate con tre vittorie che le consentono di staccare le rivali in classifica e di consolidare il primato.
In terra araba i bianconeri hanno palesato molte incertezze sul piano del gioco e non è bastato il gol del vantaggio di Chiellini a metà primo tempo per avere ragione di un Milan che, seppur non facendo cose trascendentali, ha tenuto i campioni d’Italia sulla corda pervenendo ad un meritato pareggio con Bonaventura e sfiorando il vantaggio con Romagnoli (colpo di testa con palla sulla traversa) e con Bacca nei supplementari che a tu per tu con Buffon non era capace di spingere il pallone in rete. Da parte juventina, l’ingresso in campo di Dybala a metà ripresa al posto di Pjanic non ha inciso più di tanto, anzi. L’argentino ha avuto la palla buona per sentenziare il Milan a 4 minuti dal termine dei supplementari sbagliando un rigore in movimento quando un suo sinistro finiva alto con Donnarumma oramai fuori causa. E poi la Joya, nella lotteria dei rigori, si è fatto parare il penalty decisivo da Donnarumma. Cose che capitano anche ai più grandi campioni. Allegri aveva mandato in campo un 4-3-1-2 con Rugani, Chiellini, Lichtsteiner ed Alex Sandro davanti a Buffon. In mezzo al campo Khedira, Marchisio e Sturaro. Pjanic dietro le punte Higuain e Mandzukic. Parte bene la Juve che nei primi venti minuti prende il sopravvento su un Milan intimidito. Dopo che Sturaro aveva impegnato Donnarumma con un bel sinistro, al 18′ arriva il vantaggio bianconero: Pjanic dalla bandierina pennella per Chiellini la cui girata volante di destro batte Donnarumma. Ma nel corso del match Allegri aveva dovuto rivedere la sua scelta tattica per l’infortunio occorso ad Alex Sandro. Evra prendeva il posto del brasiliano ma dalle sue parti Suso diventava incontenibile. Il giovane spagnolo entrava in tutte le azioni pericolose dei rossoneri, a cominciare dal pareggio di Bonaventura al 38′ che di testa finalizzava un preciso cross del talentuoso iberico. Nel secondo tempo non erano finiti i problemi per Allegri perché anche Sturaro (il più dinamico dei centrocampisti) esce per infortunio. Al suo posto Lemina. Ma è il Milan a mangiarsi le mani per l’occasione capitata a Bacca al 83′: il colombiano arriva di testa su di un bel traversone ma Buffon para da distanza ravvicinata. Si va ai supplementari. Dopo soli due minuti dall’inizio dell’overtime è ancora Bacca a mangiarsi un gol fatto: l’attaccante non è capace di spingere in rete un pallone facilissimo con Buffon battuto e la difesa juventina su salva in extremis. Ma è Dybala al 116′ a sbagliare un gol incredibile mandando alto un sinistro all’interno dell’area. Si va ai rigori. Per il Milan sbaglia Lapadula (para Buffon) ma segnano Kucka, Suso, Bonaventura ed infine Pasalic che regala il trofeo ai rossoneri. Per la Juve a segno Marchisio, Higuain, Khedira mentre sbagliano Mandzukic (sulla traversa) e Dybala (para Donnarumma).

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