16 Maggio 2026
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Un Napoli bello e impossibile

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Dopo le partite quasi impeccabili offerte contro Inter e Benfica, contro i lusitani si è brindato anche al passaggio agli ottavi di Champions, ci si aspettava un Napoli determinato e caparbio anche a Cagliari, dove si sapeva che avrebbero preparato un ambiente incandescente. Una squadra di personalità, però, non si doveva far condizionare dai fattori esterni per restare concentrata sul rettangolo di gioco. Il Napoli questo ha fatto al Sant’Elia, sin dal primo minuto ha mostrato una superiorità quasi imbarazzante per la compagine sarda, rivelatasi impotente di fronte allo strapotere degli uomini di Sarri. Il tecnico napoletano ha optato anche per un turnover rispetto alla gara di Lisbona, cambiando addirittura cinque pedine, due in difesa, con Chiriches e Strinic in luogo rispettivamente di Albiol e Ghoulam, altre due in mediana, con Jorginho in regia al posto di Diawara e Zielinski a sostituire Allan, mentre in attacco spazio a Mertens dal primo minuto e Gabbiadini ai box.

Come detto, è stato un Napoli padrone del campo sin dalle prime battute, il Cagliari provava a resistere, timidamente anche a proporsi in avanti ma la differenza tecnica era troppo evidente, un divario enorme, anche a livello di equilibrio di squadra. Il mattatore è stato Mertens, autore di una tripletta, non è una prima punta ma ci mette l’anima, cerca di non dare mai punti di riferimento, sguscia da ogni parte, tutto il contrario di ciò che fa Gabbiadini, che dovrebbe riflettere sull’effervescenza del belga. In gol anche Zielinski, alla sua seconda rete in campionato dopo aver giustiziato anche l’Inter, il polacco si sta rivelando un elemento sempre più prezioso e utile anche in zona gol, straordinaria la sua conclusione da fuori che non ha lasciato scampo a Storari. Poi è arrivato anche il suo sigillo, quello del capitano, che sta disputando una stagione sopra le righe, adesso Hamsik davvero si sta comportando da leader, sperando che continui sempre così, perché fa strabuzzare gli occhi. Diciamo che il Napoli di Cagliari è stato perfetto, ha chiuso di nuovo la gara con la porta inviolata, e se non fosse stata per quella incertezza di Albiol al Da Luz a risultato già acquisito, questo trittico di partite si poteva concludere con dieci gol segnati e zero subiti.

Il modo migliore per rispondere alle critiche dopo i due pari contro Dinamo Kiev e Sassuolo, quando solo con gli ucraini la prestazione è stata a tratti soporifera, mentre contro gli emiliani si è stati penalizzati da una distrazione nel finale dopo una partita dominata in lungo e in largo. Due punti in più, sommati a quelli sprecati anche contro la Lazio per quell’errore di Reina subito dopo il vantaggio di Hamsik, potevano proiettare il Napoli a ridosso della Juve, che ha vinto il derby contro il Torino soffrendo tantissimo e grazie al fiuto del gol di un animale d’area di rigore come Higuain. Diciamo che, vedendo il Napoli dell’ultima settimana, ci si chiede proprio questo: perché sia così lontano dal primo posto. Eppure i numeri non sono negativi, anzi: più gol segnati rispetto all’anno scorso (e sono due mesi che si sta giocando senza attaccante), seconda miglior difesa dopo quella della Juve, un solo punto in meno in classifica rispetto ad un anno fa quando si arrivò al giro di boa in testa alla classifica tra mille peana e, a differenza della scorsa stagione, si è agli ottavi di Champions. I motivi per essere ottimisti ci sono purché la mentalità sia sempre quella giusta e che porti ad affrontare il Torino come se si stesse giocando già contro il Real Madrid che si affronterà agli ottavi. Eh sì, l’urna non è stata benevola, azzurri contro i galacticos, ma adesso nei pensieri ci deve essere solo il Toro.

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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