16 Maggio 2026
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Accadde oggi: la nascita del Football Club Torino

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L’attuale stemma della società

Per la rubrica “Accadde oggi”, ripercorriamo, insieme, il giorno che portò alla creazione della società del Football Club Torino, meglio conosciuta, semplicemente, come Torino. Il 3 Dicembre 1906, nella birreria Voigt di via Piero Micca, dove oggi è situato il bar Norman, un gruppo di dissidenti della Juventus, guidati dal Alfredo Dick diede vita ad una fusione con l’Fc Torinese, che porterà, quindi, la nascita del Torino Football Club. I colori granata della società furono scelti, non solo perchè Alfred Dick tifoso era tifoso del Servette (società svizzera, associata ai colori granata), ma anche perchè tale colore, fu preso dal fazzoletto color sangue in onore del messaggero, poi deceduto, che aveva il compito di portare la notizia della liberazione di Torino da parte dei francesi, circa 200 anni prima. La società Torinese, vanta di un grande numero di titoli, tra cui 7 campionati italiani e 5 Coppa Italia. Nemmeno a farlo apposta, pochi giorni dopo la tragedia della squadra brasiliana del Chapecoense, ci ritroviamo a parlare degli anni d’oro del “Grande” Torino, o se preferite, il Torino degli invincibili. La squadra, guidata da diversi tecnici tra cui Sperone, Ferrero, Kuttik e Lievesley, fu capace di compiere una delle più indimenticabili imprese, quale quella di vincere 5 stagioni consecutive. L’unica ad interrompere tale striscia, fu la stagione 1943/1944 a causa del periodo della seconda guerra mondiale, il cui campionato fu chiamato “Campionato Alta Italia”, anche se dal 2002, la FIGC, gli ha conferito solo valore onorifico e non ufficiale (fu vinto dallo Spezia). Poi, a partire dal ’44 fino al ’49, fu il Torino dei successi (anche con la stagione 1942/1943 che portò al Torino, il suo secondo titolo Italiano). Ciò che accomuna, purtroppo, la squadra brasiliana del Chapecoense e il Grande Torino, come ben sappiamo, e la loro tragica fine dovuta (quasi come se fosse destinato) ad un incidente aereo. Il 4 Maggio 1949, la squadra di Torino, di ritorno da un’amichevole di lusso contro il Benfica, precipitò a causa della fitta nebbia delle Alpi, sulla basilica di Superga, uno dei colli più alti della città (circa 672 m), schiantandosi contro la parte posteriore della stessa. Il disastro, alle 17.03 del pomeriggio, portò alla morte di tutti gli uomini presenti sull’aereo (31): squadra, staff e tre giornalisti che viaggiavano sul Fiat G.212, della compagnia Ali. In onore di tale calciatori e non, considerati degli eroi, e un esempio, per il mondo del calcio e non solo, il 4 Maggio è stata istituita la “giornata mondiale del Giuoco del calcio”, dalla FIFA, nel 2015. Tra i calciatori vi era, ad esempio, Romeo Menti, a cui è intitolato anche lo stadio di Castellammare della Juve Stabia, in suo onore, in quanto egli ha vestito anche la maglia della squadra campana. Il Torino, vinse il campionato di quella stagione a tavolino, dovendo sfidare le altre avversarie, con una squadra prettamente giovane. Nulla da ridire sul fatto, che la squadra Torinese, negli ultimi anni è tornata ai grandi livelli, non solo con Mihajilovic, ma anche ancor prima, con l’attuale tecnico della Nazionale Italiana, Giampiero Ventura, dopo essere tornata in Serie A nel 2005-2006 (dopo che ci fu anche il fallimento societario, con Urbano Cairo, che ne prese le redini). Attualmente la squadra, è anche una delle più difficili da affrontare nell’attuale stagione, data la presenza di giocatori con elevate abilità, quali Belotti, Ljajic e Iago Falque. Veder giocare il Torino, è, inoltre, puro divertimento, spettacolo e mai noia. I tifosi, non possono che essere felici, della società, che dalla sua fondazione, ha raggiunto traguardi non raggiungibili nemmeno da altre squadre di A, che forse nel complesso, potrebbero anche permetterselo di più della squadra granata. L’episodio di Superga, rimane una freccia nel cuore, e uno di quei dolori, che non toccano solo i tifosi granata, ma anche l’intero mondo calcistico e l’intera Italia. Si sa, però, che è provo nei momenti più brutti, che si trova la forza per ripartire, e con tristezza, ma con tanta voglia di onorare la maglia, proprio come fecero gli “eroi” del Grande Torino, la società sta rispondendo al dolore, con la passione verso il calcio, ritrovando ottimi risultati in campionato e facendo gioire nuovamente, come in quegli anni indimenticabili, i propri tifosi che mai l’hanno lasciata sola.

Per non dimenticare: il Grande Torino
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