Views: 2
Sono passate quindici settimane, un tempo si sarebbe detto “quindici domeniche”, ma nel calcio “2.0” anche la terza serie ha scoperto lo “spezzatino”, ed è tempo di tirare le primissime somme. Dopo un buonissimo inizio di campionato, i rossoblù hanno accusato un calo di prestazioni, anche se i risultati, seppur in trasferta si faceva fatica, continuavano ad essere più che buoni per una squadra neopromossa. Senonché, dopo la sconfitta di Melfi, succede quello che non ti aspetti; anche se in città circolavano voci più o meno velate su una possibile sostituzione sulla panchina dei falchetti. Di ritorno dalla Basilicata la società decide di dare il benservito a Gregucci e chiama sulla panchina casertana l’ex bandiera Campilongo. Ex perchè durante la conferenza stampa gli ultras fanno irruzione e contestano violentemente l’ex calciatore reo, secondo loro di aver tradito i colori rossoblù. Dopo momenti di ressa e imbarazzo, durante i quali la presentazione viene anche interrotta, Campilongo si dice pronto a farsi da parte; ma la società lo conferma, gli ultras rassicurati e la calma ritorna. La quiete dopo la tempesta.
Mercoledì di Coppa di Lega (che non mi stancherò mai di definire inutile), la Casertana demolisce l’Ascoli (capolista nel girone B) per 4-0, tutti contenti, già si prospetta la risalita. Ma sabato, in campionato, arriva il Foggia e la Casertana perde. Episodi sfavorevoli in una gara dominata, si dirà. Speriamo siano solo episodi sfavorevoli. Intanto le prime quattro della classe, Salernitana, Benevento, Juve Stabia e Lecce vincono e se ne vanno. Zona play off più lontana e dietro le altre fanno sentire, minacciose, il fiato sul collo.
P.S. la forma di quest’articolo è volutamente caotica. Come il caos che, inspiegabilmente, sembra aleggiare su Caserta.
Vincenzo di Siena


Lascia un commento