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E’ancora aperta la corsa alla panchina granata, che il buon Sannino ha volontariamente lasciato nella serata di ieri. I papabili al momento sono Angelo Gregucci, Leonardo Menichini, Alberto Bollini, ed a chiudere il poker l’ex Lanciano Roberto D’Aversa, opzione gradita al direttore Fabiani. Con quest’ultimo, si vocifera che c’erano stati contatti prima del match con la Ternana, quando la posizione dell’ormai tecnico era in bilico. Lotito, è abituato a lavorare di notte. Villa San Sebastiano, è solita essere sede di summit di mercato estivi e di riparazione, anche questa notte, è stata da meno. Da quel poco che è trapelato, sembra esserci stato un clamoroso sorpasso. I favoriti, erano Gregucci e Menichini. Per entrambi sarebbe stato il terzo ritorno in città. Entrambi hanno voglia e volontà di mettersi in misurarsi ancora una volta, la piazza salernitana. Con un D’Aversa che al momento non stuzzica la fantasia del duo presidenziale, il favorito al momento sembra essere Alberto Bollini. A pensarci bene, non è nememeno una sorpresa se al momento è favorito alla corsa della panchina della Salernitana. E’da sempre uomo di Lotito. Ha una carriera che ha sempre avuto l’aquila della Lazio come marchio. Anche quando si è allontanato dagli aquilotti, il legame con il vulcanico Lotito, non si è interrotto. Bollini, diplomato all’ISEF, dopo una breve parentesi come calciatore, intraprende le sue prime esperienze come tecnico sedendo sulle panchine di Massese (squadra di Massa Finalese di Finale Emilia), con cui vince il campionato di Terza Categoria, poi del Crevalcore, in qualità di vice-allenatore, per poi passare al Modena, prima con le giovanili, poi con la prima squadra gialloblù nella seconda metà degli anni novanta. Nel 1999 arriva alla Lazio come tecnico della squadra Primavera. Nel 2001 con le Aquile vince lo Scudetto di categoria. Da quella squadra usciranno giocatori come Emanuele Berrettoni, Maurizio Domizzi e Daniel Ola.Nel 2003 tenta l’avventura professionistica nell’Igea Virtus e nel 2004 nella Valenzana. Decide di tornare alla guida delle formazioni giovanili e nel 2007 arriva con la Primavera della Sampdoria alla finale nazionale persa per 1-0 contro l’Inter. Successivamente allena la Primavera della Fiorentina fino al 2009, e nel luglio 2010 torna alla Lazio sempre come tecnico della squadra Primavera, con la quale raggiunge nel 2012 la finale nazionale, persa contro l’Inter per 3-2. mentre l’anno seguente raggiunge di nuovo la finale Scudetto, questa volta però vincendola 3-0 contro l’Atalanta. Il 4 gennaio 2014 viene promosso come vice allenatore della prima squadra della Lazio al fianco del mister Edoardo Reja.[4] A fine stagione, così come lo stesso Reja, termina per lui l’avventura come vice allenatore biancoceleste.Il 4 febbraio 2015 viene assunto come tecnico del Lecce, al posto dell’esonerato Dino Pagliari[5]. Conquista 9 vittorie, 1 pareggio e 5 sconfitte arrivando sesto in classifica e mancando la qualificazione ai play-off e il 3 luglio rescinde consensualmente il contratto che lo legava alla squadra pugliese.L’8 luglio 2015 viene ufficializzato il suo ingaggio da parte dell’Atalanta come vice-allenatore di Edy Reja, proprio come ai tempi della Lazio; a giugno 2016 sia lui che Reja decidono di non proseguire l’avventura bergamasca. Con la fine dell’avventura in terra orobica, il ritorno sotto l’ala di Lotito. Il presidente, avendo affidato la panchina della primavera a Bonatti, gli affida il ruolo di coordinatore delle attività delle giovanili. Chissà se il vulcanico presidente, d’accordo con Mezzaroma, gli affideranno l’occasione della vita. Chissà che Bollini, non possa partire da Salerno, iniziando ad allenare nel calcio che conta.

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