16 Maggio 2026
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La lavagna tattica: i segreti dell’Atalanta del Gasp

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paolo-baroneServizio di Paolo Barone @riproduzione riservata

Esistono alcune situazioni che possono essere descritte in poche e semplici parole. Ad esempio, le sole due “Ti amo” sono in grado di descrivere un complesso quanto inspiegabile sentimento qual è l’amore. Per descrivere il fenomeno dell’Atalanta di Gian Piero Gasperini basterebbero invece quattro parole, ovvero: Chi se lo aspettava? Per la risposta sarebbe invece sufficiente un unico termine: “nessuno”. Ed in effetti dopo le prime 5 giornate, in cui l’Atalanta aveva totalizzato la pochezza di 3 punti, le circostanze non sembrano essere delle migliori. Dopo la sconfitta casalinga contro la compagine palermitana, a Crotone scatta però l’ora del riscatto bergamasco, valorizzato da risultati importantissimi come le vittorie su Napoli, Inter, Roma ed il pareggio in casa della Fiorentina. Alla base di una sorpresa di tali proporzioni non vi è però la buona sorte, come potrebbe pensare qualcuno, bensì una rivoluzione apportata dal Gasp in tutti i sensi, incluso quello tattico di cui ci occuperemo. Il tecnico di Grugliasco è noto per la sua inclinazione al 3-4-3, modulo che ha utilizzato con poche eccezioni nella sua esperienza al Genoa. Ciò che però ha permesso alla squadra orobica l’inversione di marcia in campionato, è stata proprio una modifica di quella tattica tanto cara a Gasperini. Dalla linea di tre attaccanti si è infatti passati ad un duo offensivo, composto dal “Papu” Gomez e dal giovane Petagna, andando a comporre un 3-4-1-2, come esposto in grafica. Ma quali sono le qualità tattiche principali di questa rosa? In fase di possesso la squadra è dotata di una discreta qualità di palleggio, una certa fisicità e soprattutto del talento di alcuni singoli che, alcuni già attesi altri meno, stanno contribuendo in modo decisivo alla causa nerazzurra. Berisha, scalzato Sportiello nelle gerarchie per il ruolo di portiere, sta fornendo garanzie; Gomez si dimostra sempre di più uno dei maggiori funamboli del nostro campionato; Petagna e Gagliardini si stanno aprendo scena nel panorama azzurro ed in particolare Kessiè impressiona grazie alle sue qualità di metodista sia in fase di possesso che di non possesso.
Ma se in fase offensiva a farsi valere è la qualità dei singoli, è nella fase difensiva che si compie il vero miracolo gasperiniano.  Osserviamo ad esempio come l’Atalanta si difenda contro un 4-3-3, attuato sia dal Napoli che dall’Inter. Una delle maggiori innovazioni di Gasperini è il posizionamento di Kurtic nel ruolo di trequartista. L’interpretazione del ruolo da parte del giocatore sloveno è ovviamente diversa da quella usuale. Kurtic ha infatti il compito di pressare costantemente il mediano della squadra avversaria (Medel in questo caso), in modo da infastidire la ricezione del pallone di quest’ultimo. In fase di non possesso i due attaccanti hanno invece il compito di pressare i difensori centrali , lasciando scoperta unicamente la ricezione dei terzini avversari.
Il pressing dell’Atalanta è un pressing “medio”, avviene cioè nella zona centrale del campo. Notiamo come nella fattispecie il laterale destro dell’Inter venga lasciato libero di avanzare sino alla linea di centrocampo, nel frattempo gli viene però coperta ogni linea di passaggio tramite le marcature ad uomo descritte in precedenza, fino ad essere costretto al lancio lungo dal pressing del laterale sinistro (in questo caso Freuler) ed alla successiva perdita del pallone. E’ questo il vero capolavoro tattico di Gasperini: una fase difensiva efficace al massimo che sfrutta sia la marcatura a uomo (trequartista ed attaccanti), sia quella a zona (laterali di centrocampo), e che premia la superiorità numerica in zona centrale garantita dalla difesa a 3. Tutto questo a dimostrare che le sorprese non avvengono per caso, perché, come diceva il mitico Vujadin Boskov: “Fortuna va da chi corre un metro in più”.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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