16 Maggio 2026
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Nazionale, sfiorata la…vendetta con la Germania

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Marco De Luise - Redazione
Marco De Luise – Redazione

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A Milano, l’accoglienza riservata alla nazionale tedesca di Low, per l’amichevole contro l’Italia, non è certamente la migliore che ci si potesse aspettare. Come a Bari contro la Francia agli inizi di settembre, la squadra avversaria viene fischiata durante il proprio inno. A placare i fischi di scherno è il capitato Gianluigi Buffon che, applaudendo, invita il pubblico a fare lo stesso. Il CT Ventura cambia ancora modulo, e dopo la partita con l’Israele con il 3-5-2, e quella con il Liechtenstein con il 4-4-2 (poi 4-2-4), stavolta si affida al 3-4-3. A difendere la porta del già citato Buffon, ci sono Rugani, Bonucci e Romagnoli, che si è fatto trovare più che pronto già nella scorsa sfida valida per le qualificazioni ai Mondiali di Russia. A centrocampo, Zappacosta, esterno destro di fascia, Parolo e De Rossi centrali e Darmian, esterno sinistro (e principale oggetto di mercato di Gennaio dato il poco impiego che ne fa Mourinho). L’attacco a 3, offre Eder e Immobile a supporto dell’unica punta Belotti. La Germania, invece, preferisce affidarsi ai giovani lasciando in campo la sola difesa titolare, con Hummels, Howedes, Mustafi, e Kimmich ma senza Neuer a difendere i pali, poichè il titolare è Leno. Gli unici pericoli offensivi del 4-2-3-1 offerto da Low sono Gundogan e Muller (lasciato, quindi, in panca Gotze). Il primo tempo non offre tanto spettacolo, e vede un’Italia molto in difficoltà che si affida ai contropiedi, in quanto nessun centrocampista riesce a prendere in mano le redini del gioco e servire in profondità gli attaccanti. Quando lo fa, De Rossi è piuttosto pericoloso: al 25′ è lui a lanciare Immobile che davanti a Leno, spreca. Al contrario dell’Italia, a cui manca fluidità di gioco, la Germania affidandosi ad un buon palleggio, riesce ad arrivare più di una volta dalle parti di Buffon creando non pochi pericoli. Al riposo il risultato è, dunque, di 0 a 0. Al rientro, tra i pali italiani, c’è un altro Gianluigi, Donnarumma (il più giovane ad esordire in nazionale maggiore, e il più giovane in assoluto ad esordire in Under 21) che si mostra pronto davanti al suo pubblico e nel suo stadio. Anche Astori sostituisce Romagnoli, forse anche a causa di una botta di quest’ultimo rimediata all’inguine. L’Italia non è più disposta a star a guardare, e nel secondo tempo mette alle strette la Germania: Eder si abbassa più spesso a ricevere palla, lanciando Belotti e Immobile; aumenta il pressing degli azzurri, e quando Gundogan per giocar palla si abbassa, si alza De Rossi, che si rende protagonista caricandosi sulle spalle la propria nazionale. Le occasioni all’Italia non mancano, e dopo un fuorigioco dubbio su gol tedesco di Volland,subentrato nel secondo tempo, Immobile serve Bernardeschi (entrato al posto di Eder) che piazza centralmente tra le braccia di Leno, un rigore in movimento. Successivamente, al minuto 82′ è il Gallo a rendersi pericoloso, con l’azione probabilmente più ghiotta di tutta la partita. L’attaccante del Torino, supera con una giocata Mustafi in aria, e incrocia, colpendo il palo. I ragazzi di Ventura concedono solo un paio di calci d’angolo nel finale, e pertanto, il risultato rimane invariato. Non bastano tanto cuore e tanta fatica all’Italia per vendicare la sconfitta del 2 luglio a Bordeaux durante gli scorsi Europei. Il CT può, però, guardare il bicchiere mezzo pieno, consapevole che si è solo all’inizio di un nuovo percorso. Testa alla sfida contro l’Albania, il 24 marzo del nuovo anno. Fieri, dunque, di un’Italia che ancora una volta ha messo in pericolo la Germania, campione in carica della coppa del Mondo (vinta nel 2014 contro l’Argentina), meritando forse addirittura la vittoria, e dimostrando di essere sulla giusta strada per migliorare ancora. E almeno, stavolta, non ci sono toccati i rigori.

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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