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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Una bellezza veder giocare questo Brasile, che dopo aver vissuto un periodo immerso nelle critiche fra convocazioni, gioco e spettacolo, ha finalmente ritrovato quella spensieratezza e quella passione che solo i brasiliani hanno quando toccano un pallone. E proprio ieri, nella notte delle notti, dove hai tutti gli occhi del mondo puntati addosso, dove sai che puoi “matare” gli avversari approfittando del loro periodo più buio mai visto nella storia…decidi di consacrare e confermare il tuo ritorno. Brasile-Argentina è il match fra Nazionali per antonomasia, la partita che salta più all’occhio di tutte quando queste odiate pause fermano il nostro calcio. Al Mineirão non c’è storia, i verdeoro chiudono il Clasico già nel primo tempo e l’1-0 lo segna Phlippe Coutinho, uno dei brasiliani più in forma del momento. (scartato ad appena 18 anni dall’Inter, ndr) La rete del trequartista del Liverpool è uno dei suoi marchi di fabbrica: Discesa sulla trequarti di sinistra, cambio di direzione appena arrivati nei pressi dell’area e destro potentissimo carico di effetto, che si spegne soltanto una volta tolta la ragnatela dall’angolo alto. E il primo squillo, è da sentire e risentire. 
Il secondo squillo non è tanto per il gol di Neymar, ma per l’illuminante passaggio di Gabriel Jesus, l’attaccante che tanto mancava alla Seleção. Inserimento dal centro verso sinistra e palla a tagliare la difesa, diciamo che Neymar lo squillo non lo fa nemmeno fare a quel pallone…2-0. Il colpo di grazia che mette il punteggio sul 3-0 lo firma Paulinho, che scaglia in rete il pallone datogli da Renato Augusto con una tale potenza da far ricordare data e ora al portiere Romero. il terzo squillo, infatti, dura pochissimo. Togliendo il fatto che dopo il gol dell’ex Tottenham, alla fine del match mancava ancora mezz’ora e poteva finire anche peggio, se le qualificazioni finissero adesso, l’Argentina concluderebbe al 6° posto nel girone, ovvero, eliminazione diretta.
C’è qualcosa che non va negli schemi di Bauza e a quanto pare non basta mettere i vari Messi, Higuain e Di Maria tutti in campo messi insieme. D’altro canto, il Brasile gioca che è una meraviglia, primo nel girone a più uno sull’Uruguay di Cavani e Suarez, che sta andando quasi di pari passo con i verdeoro. I punti di forza dei “pentacampeones” sono senz’altro la maturazione dei loro talenti (Coutinho e Neymar su tutti), la qualità della panchina (Willian, Douglas Costa, Giuliano, Firminio) e il ritrovamento della già citata prima punta (Gabriel Jesus).
Insomma se il Brasile dovesse continuare con lo stesso ritmo di adesso fino ai Mondiali in Russia, dovrà stare attenta perfino la Germania…forse.

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