Views: 2
Torna finalmente a vincere la Paganese dopo tre stop consecutivi che avevano messo in preallarme l’ambiente e lo stesso tecnico Gianluca Grassadonia. Vittima il Taranto in una gara praticamente a senso unico e che, a bocce ferme, ha suscitato l’indignazione del tecnico rossoblù Fabio Prosperi. Solo azzurrostellati in campo, al netto di una ventina di minuti durante i quali gli ionici hanno abbozzato una buona reazione, fallendo un rigore con Magnaghi (prosegue il periodo no dell’attaccante, inopinatamente a secco in questo campionato) e premendo con una certa convinzione pur non rendendosi particolarmente efficaci, a parte una conclusione a lato di Pirrone. Se una pecca l’ha avuta la squadra di Grassadonia, è stata quella di non aver capitalizzato una delle tante ripartenze guadagnate nella ripresa. A turno, hanno sbagliato un po’ tutti in avanti: Cicerelli in particolar modo, con due bordate finite alte a colpo sicuro. Davvero imbarazzante il Taranto, che può sostenere certamente l’alibi dell’assenza di Stendardo in difesa e del conseguente dirottamento di Nigro (un centrocampista capace anche di preziosi inserimenti) nelle retrovie nel 3-4-3. Ma che ha proposto troppi elementi fuori forma o non all’altezza. A partire da Magnaghi, sempre macchinoso e pesante, a volte un corpo estraneo alla squadra. Si è salvato, in pratica, il solo Bollino. Pregevole l’iniziativa personale che gli ha consentito di guadagnarsi il penalty dopo aver saltato come birilli Pestrin ed Alcibiade (autore del fallo). E tanti i numeri e le superiorità numeriche che il palermitano classe ’94, piazzato da esterno a destra nel tridente, ha provato a ritagliarsi per risvegliare l’ipnosi di un attacco troppo sterile. La Paganese, comunque, trova il riscatto in un’unica soluzione. Mette alle spalle errori, orrori e “tafazzismi” delle due trasferte con Cosenza e Catania e può guardare al prossimo match interno col Foggia con più fiducia. Scendere in campo senza aver nulla da perdere è già un vantaggio, a maggior ragione lo è quando si è reduci da una vittoria lineare e convincente. Anche se lo stesso Grassadonia ha preferito gettare acqua sul fuoco, parlando di un primo tempo non eccellente e di tante imprecisioni. Un focus di fine gara che si può interpretare solo nell’ottica di una insoddisfazione legata ad un’eccessiva sufficienza sotto porta dei propri ragazzi che, l’avessero voluto, avrebbero potuto esondare umiliando gli ionici. Coi satanelli mancherà ancora il lungodegente Iunco e non ci sarà Deli per squalifica (possibile che torni il momento di Tagliavacche). Di sicuro, dopo l’era del 3-4-2-1, Grassadonia si affiderà al 4-3-3 inaugurato a Catania e utilizzato ancora domenica scorsa. Di seguito i tre Top azzurrostellati.
MAIORANO – Il derby tra i “cugini di Campagna” lo vince lui a mani basse. Certo, se gli fosse toccata la stessa sorte di Elio Nigro (arretrare dal centrocampo in difesa), chissà come avrebbe fatto. Emblematica l’istantanea del gol, quando il mediano azzurrostellato festeggia e il suo alter ego tarantino ricaccia il pallone dall’area di rigore con rabbia. Sodali nella vita, avversari feroci in campo. Giusto così. Peraltro, il suo centro è l’occasione per Garcia Montero per “sgridare” Balzano che avrebbe dovuto seguire il taglio e non l’ha fatto.Per il resto, l’ex Sorrento e Juve Stabia disputa la sua migliore partita da quando sta a Pagani. Al netto della prima rete stagionale, sforna assist a ripetizione e garantisce solidità alla mediana. La prima assistenza la produce appena dopo il gol di Reginaldo: Deli non la sfrutta e si fa ipnotizzare da Maurantonio. Un’azione fotocopia di quella che aveva portato in rete proprio Reginaldo col Francavilla.
REGINALDO – La sua umiltà è una dote che lo eleva dalla massa. Il Torre lo acclama quando a pochi minuti dalla fine cede il posto a Caruso. Un gol da rapace dell’area di rigore e tanta generosità, la solita. Nella ripresa perde troppo il tempo consentendo a Maurantonio di intervenire quando Herrera gli serve un assist d’oro, ma è un dettaglio. Tuttavia, con Iunco ancora ai box, è per Grassadonia un elemento imprescindibile.
HERRERA – In netta crescita. Grassadonia lo piazza per la seconda settimana consecutiva tra i titolari e il panamense lo ripaga con una prestazione orgogliosa. Preziosa la prova dell’ex Avellino anche in fase di marcatura e curiosa la sua disposizione tattica. Perché, in fase di possesso, va a coprire la corsia sinistra in appoggio al tridente. Quando la Paganese è in fase passiva, invece, è Deli a restare più avanzato a sinistra lasciando ad Herrera il compito di coprire i portatori di palla. De Giorgi, che è il quinto di destra nella disposizione tattica di Prosperi, se lo vede costantemente alle calcagna.
Stefano Sica
© FootballWeb – Riproduzione riservata

Lascia un commento