16 Maggio 2026
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La Frattese esagera, Gela annichilito. Il film della gara

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Spettacolo, gol, esibizioni faraoniche ed un avversario demolito. Nel risultato e nell’anima. E’ tornata Sua Maestà, la Frattese. Quella che ti lavora ai fianchi, ti percuote e poi ti travolge. Cinque schiaffi al Gela per ricordare di esistere. Per riprendere un sentiero che qualcuno troppo frettolosamente aveva dato per disperso. La gara per i siciliani è durata appena 35 minuti. Un lasso di tempo nel quale Maurizio Nassi e compagni, pur subendo qualche scudisciata nerostellata, avevano provato a pungere con un paio di accelerazioni parecchiik velenose per la retroguardia di Stefano Liquidato. Cinquanta tifosi gelesi nella Curva ospite, tra cui una rappresentanza di fan del Giugliano arrivata allo Ianniello in nome di una vecchia amicizia coi siciliani. Cori continui contro i “rivali” frattesi ma, fortunatamente, nessuna inutile degenerazione nonostante l’invito abbastanza esplicito allo scontro arrivato a fine primo tempo proprio dal gruppo ospite. Altri momenti di tensione a fine partita, ma fila tutto liscio anche per il senso di responsabilità mostrato dai tifosi nerostellati.

SCELTE TECNICHE – L’ex tecnico del Fondi lascia il tridente offensivo invariato rispetto al match vinto in Sicilia col Due Torri: Longo è il terminale d’attacco col ’97 Angelillo e Da Dalt ai lati. In regia torna Costanzo, assistito da Vacca ed Ausiello, mentre la coppia difensiva è composta da Riccio e Varchetta con Palumbo e Calvanese sulle fasce. In porta c’è Rinaldi. 3-4-3, invece, per Pietro Infantino, con Nassi piazzato in avanti tra il ’95 Kosovan e Bonaffini, l’esperto Gambuzza comanda invece la difesa con Brugaletta e Campanaro mentre, in mediana, l’ex Triestina e Cosenza Francesco Evola agisce insieme a Schisciano. Chidichimo e Bruno sono i quinti di difesa, tra i pali va Saitta.

PARTENZA SPRINT, POI ESCE FUORI IL GELA – L’inizio nerostellato è bruciante. Costanzo pennella una punizione che Longo, dimenticato dalla difesa azzurra, aggancia di testa: Saitta fa il primo miracolo di giornata. Uno schema che si ripete poco dopo, stavolta il biondo attaccante ex Savoia raccoglie una respinta dello stesso numero uno ospite e lo sollecita ad un nuovo intervento. Insomma, la Frattese c’è e Saitta deve già fare gli straordinari. Poi i gelesi escono fuori dal guscio: Nassi spara un bolide parato da Rinaldi e un tiro-cross di Chidichimo, attivissimo a destra in questa fase, coglie in pieno la traversa. Nel frattempo a Longo era stato annullato un gol per fuorigioco. L’azione era partita con un lancio di Palumbo non finalizzato per un soffio da Da Dalt (autore del cross successivo per l’attaccante), su cui era uscito in maniera provvidenziale uno strepitoso Saitta. In cattedra sale l’ucraino Kosovan nel Gela, uno dei migliori di questa sfida: una sua punizione potente sfiora il palo alla destra di Rinaldi. In pratica, il Gela silenzia l’approccio furente della Frattese e dimostra di poter far male in qualsiasi momento. Poi, ripetendo un copione già recitato con la Turris, i nerostellati iniziano a bombardare la porta ospite dopo una fase di stanca. E il gol arriva immediato: Angelillo calcia un corner che Vacca, appostato sul secondo palo, mette dentro con una facilità irrisoria (35′). Colpevole, però, la difesa gelese, come in occasione del raddoppio che giunge dopo tre minuti: Vacca, goleador ed assist-man, fa partire un traversone tagliato dalla destra che Longo spedisce agevolmente in rete. E’ proprio questo il gol che tramortisce gli azzurri, che perdono inevitabilmente lucidità e distanze tra i reparti. E Longo, involatosi in solitudine dalle parti di Saitta, lo costringe al fallo in area pur riuscendo a spingere beffardamente il pallone (poi respinto da un difensore) verso la porta. Il portiere gelese viene giustamente ammonito, ma poi neutralizza il penalty dello stesso Longo anche se, sulla ribattuta, Vacca si mette i panni dell’avvoltoio e insacca sotto la traversa (41′) griffando la propria doppietta personale. Fine dei giochi. E, col fischio dell’arbitro, di uno strazio infinito per il Gela.

SHOW E GESTIONE NELLA RIPRESA – Nonostante il passivo, Infantino non bada a spese ad inizio ripresa: fuori Brugaletta, dentro Bonanno, il quale va a sistemarsi al fianco di Nassi in attacco. Si passa, quindi, al 4-2-4. Ma dopo due minuti arriva il poker: Da Dalt la mette in the box, Gambuzza la sporca e Longo fa centro con un colpo di testa beffardo che sorprende Saitta. Il seguito sarà solo accademia per i nerostellati, col Gela che, liberato dall’ansia del risultato, fa vedere qualcosa di positivo. Bonanno sollecita da lontano i riflessi di Rinaldi, il quale spazza in corner un’altra conclusione dalla distanza di Bonaffini. E proprio sull’angolo di Kosovan, arriva la spaccata di Gambuzza che si perde alta di un soffio. Al 60′ la manita: Ausiello si inventa un lancio chirurgico pescando da solo Longo, che chiude il suo diagonale sul secondo palo. Tripletta del Fenomeno di Frattamaggiore, bacio alla maglia e standing ovation più che meritata. Dopo sette minuti, però, c’è la marcatura gelese, che giunge praticamente con l’ingresso di Montalbano per Kosovan: Gambuzza gonfia la rete di testa sugli sviluppi di una punizione. Difesa nerostellata superficiale nella circostanza. E’ un momento in cui la Frattese depone un po’ le armi: il calcio franco a giro di Evola si esaurisce di un niente a lato, quindi tra i padroni di casa entra Natale per Angelillo. Poco prima, Ammaturo aveva rilevato Costanzo obbligando Ausiello a piazzarsi da centrale in mediana. E proprio Natale entra nel vivo della gara con una ferocia insospettabile, confezionando due assist dalla sinistra: sul primo, Ammaturo manda fuori di poco, il secondo è invece arpionato da Longo che allunga sull’esterno della rete. Solo per le statistiche il secondo gol azzurro all’88’ ad opera di Bonaffini che da destra indirizza il pallone sul secondo palo con una bella fucilata.

LA RIVINCITA DI LIQUIDATO – La Frattese, dunque, esce fuori dal tunnel dando seguito al blitz siciliano col Due Torri. Una vittoria in scioltezza che, al di là del gioco espresso e della cattiveria ritrovata, acquisisce ancora più valore in considerazione del fatto che il Gela si presentava allo Ianniello forte della terza miglior difesa del campionato dopo quella della Sicula Leonzio e dell’Igea Virtus. Il gruppo c’è, è affiatato ed ha ancora voglia di essere protagonista nonostante la situazione societaria non si sia ancora normalizzata. La vetta non sarà vicinissima ma non è neanche irraggiungibile. Una cartolina per le “vedove” di Marotta e Celiento (con 19 reti fatte, la Frattese vanta il miglior attacco del girone) e per chi, troppo superficialmente, aveva messo in discussione la leadership di Liquidato, auspicandone l’allontanamento. Normale che il tecnico nerostellato preferisca godersi in solitudine il momento. Lontano da taccuini ed ipocrisie. E’ stato soprattutto il suo pomeriggio.

Stefano Sica

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di Footballweb

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