16 Maggio 2026
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Il sogno, realizzato, di Paolo D’Amato: “Dedicato a mia mamma e mio padre”

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“Oh Mama Mama Mama, oh Mama Mama Mama, sai perché me batte El corazon, ho visto e toccato Maradona, ho parlato e fotografato Maradona, ué Mammà innamorato só”!!!!

Tutte le strade portano a Roma (tranne quella in campionato)…….. ed è proprio il caso di dirlo visto che nella nottata magica di mercoledì in quel dello Stadio Olimpico ho finalmente dato rilievo al mio “sogno da bambino”, vedere il più grande di tutti i tempi del mondo del calcio, quell’argentino che mi ha fatto innamorare della squadra in cui militava, il Napoli, ed aperto le porte alla mia amata professione Giornalistica.
Ricordo che grazie al mio papà ed al suo ripetere ogni domenica: “dobbiamo pranzare presto perché poi dobbiamo ascoltare la radiocronaca del Napoli perché con Maradona in campo il Napoli oggi vince”…….. ecco, lui, il più grande di tutti, ammirato più di quelli che aveva vissuto in altri anni d’oro, ma non vincenti, ossia i vari Pesaola (Petisso), Vinicio (o’ Lion), Sivori, Zoff, Krol di cui mi parlava spesso delle loro gesta calcistiche, delle partite domenicali seguite al vecchio stadio Collana al Vomero solamente per vedere quei campioni far rotolare la sfera, ma con Diego era tutto diverso, in casa si respirava un’aria particolare e quando giungeva la domenica, il ragù passava in secondo piano perché scendeva in campo “Maradona” e gli occhi di mio padre brillavano come due stelle.

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Poi sono iniziati i miei trascorsi settimanali presso il “Centro Paradiso di Soccavo” dove due/tre volte a settimana, dopo la scuola, mi facevo accompagnare da mia zia a vedere gli allenamenti del Napoli post-Maradona, con Careca, Zola e Fonseca a cercar di non far rimpiangere Diego e riuscivo ad intrufolarmi tra i vari Giornalisti con la complicità dello “Chef” dei Calciatori, Raffaele Maresca, il quale prendendomi in simpatia divenne il mio “Zio” (acquisito, sulla falsa riga di Miseria e Nobiltà: “Vincenzo m’é par a me!) per poter accedere tutte le volte che volevo agli allenamenti, anche quando questi si svolgevano a porte chiuse. Ormai Maradona non faceva più parte del Napoli, ma il suo fantasma continuava a far parte di quel centro.

In quel tempo poi conobbi un giovane calciatore, giocava nella primavera azzurra e si recava agli allenamenti ogni giorno, dopo aver svolto i compiti, con una uno bianca tutta sgangherata del papà e quel giocatorino promettente con cui è nata una bella è forte amicizia negli anni, è poi diventato anch’egli dopo Maradona, Campione del Mondo con l’Italia, tal Fabio Cannavaro dalla “loggetta” che fu lanciato da Marcello Lippi, suo allenatore anche in Nazionale con cui ha vinto la coppa dorata, in un Napoli Torino infrasettimanale che terminò 0-0 dopo le prime due sconfitte consecutive di campionato.

Nel corso degli anni da tifoso prima e Giornalista poi, di campioni ne ho visti passare, con alcuni ho coltivato rapporto di amicizia sincero, ma credo che il vuoto che si colma conoscendo Maradona, non lo si può colmare in nessuna maniera e come dissi a lui: “ti devo ringraziare, perché grazie a te ho intrapreso la strada che mi ha poi consacrato Giornalista” alché lui mi ha risposto: “grazie a te che mi stai dicendo queste cose e che mi stai ringraziando, però devo farti una domanda, perché ti chiamano Pablo Cubano? Sei di Cuba?” ed io: “no, è per la passione che nutro per i balli caraibici”, di nuovo Diego mi dice: “Fidel è insuperabile” alché vedendo il mio ciondolo al collo raffigurante la “bandiera cubana” la bacia ed io in quel momento, servitomi l’assist da lui gli replico: “Diego, se Fidel è insuperabile tu invece sei El Dios”, gli prendo il capo e lo bacio come faceva lui con Carmando, a quel punto Diego mi sorride, un attimo di silenzio e mi dice: “visto che ti piacciono i Balli devi partecipare anche tu a Ballando con le Stelle, dillo a Milly” ……… e scortato dai bodyguard se ne va verso le auto che lo attendono per poi accompagnarlo in Hotel e nella mia mente, vedendo quella sagoma “dorata” allontanarsi, non ho potuto che ripetermi: “Diego, arrivederci a presto…., ormai il ghiaccio è stato rotto e questo è e sarà il primo di una serie di incontri che avrò il piacere ed onore di aver con te”!!!!

Alla fine di quella serata posso dire che tutti i sogni possono avverarsi, basta crederci e credere in se stessi e nei propri mezzi, perché ogni obiettivo perseguibile, con la forza di volontà, può essere raggiunto!!!!
Al termine di questa splendida esperienza sia in hotel con i calciatori, in panchina con Capello e negli spogliatoi con Maradona volevo ringraziare chi mi ha voluto fortemente in questi 3 giorni “romani” a coadiuvarlo in un’organizzazione perfetta e maniacale con un progetto innovativo da lui ideato, la scannerizzazione 3D dei calciatori, che ha dato i suoi frutti, il caro amico Luigi Liberti con il quale condivido queste “emozioni”, a seguire ringrazio il buono ed eccezionale Dominic Defina col quale ho condiviso gran parte del tempo in albergo con lui e le ex glorie del calcio, ringrazio “Marco Mazzocchi” amico e collega di Rai Sport, ringrazio il grande Fabio Capello che mi ha lusingato ed onorato di stare al suo fianco in panchina in qualità di “Allenatore in seconda” e dulcis in fundo ringrazio lui, Diego Armando D10S Maradona per la disponibilità visto che è sempre praticamente “inavvicinabile” con le guardie del corpo a proteggerlo anche sotto la doccia, Diego Jr. che è stato di una “carineria” unica ed alcuni degli organizzatori argentini che nella clausura totale voluta da Maradona, mi hanno permesso di entrare nello spogliatoio per trascorrere del tempo con Dios.
“CHI AMA NON DIMENTICA……..
E REALIZZA UN SOGNO”!!!!

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Giornalista sportivo, iscritto all'albo dopo una lunghissima gavetta. Una passione malcelata per la Formula Uno.

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