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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Isola di Procida e Portici si sono già affrontate la settimana scorsa, la gara era valevole per i sedicesimi di coppa Italia e gli azzurri, espugnando lo “Spinetti” con tre reti ad una, hanno ipotecato la qualificazione agli ottavi. Adesso isolani e vesuviani si sfidano di nuovo, stavolta per la quinta giornata di un campionato che vede entrambe appaiate a nove punti. Gli uomini di mister Borrelli se la vogliono giocare per il primo posto, i biancorossi punteranno a ritagliarsi un posto nei play, nella consapevolezza di non avere nulla da invidiare a chi si contende il vertice. Sarà una sfida molto bella quella di domani pomeriggio, il Portici ha sfatato in coppa il tabù delle trasferte isolane, ma bisogna farlo anche con i tre punti in palio, anche perché domani la posta è ancora più ghiotta visto che al “Papa” di Cardito ci sarà lo scontro diretto tra Afragolese e Casalnuovo.
Intanto, per parlare della partita di domani e per conoscere meglio l’Isola di Procida, abbiamo parlato con Mario Lubrano Lavadera, un giornalista esperto di calcio isolano, con cui introduciamo subito la sfida di domani: “Me ne aspetto una diversa rispetto a quella di coppa Italia quando il Portici, conscio del fatto di potersi giocare la qualificazione tra le proprie mura, ha adottato una tattica attendista, con tre difensori centrali di ruolo e solo Murolo e Fava in attacco. Di conseguenza, l’Isola di Procida si è ritrovata ad avere pochi spazi vista la densità di maglie azzurre a presidio della propria metà campo. Domani, credo che sarà una gara diversa e lo stesso Portici cambierà atteggiamento, stavolta non si gioca più in 180′ e, quindi, immagino che affronteremo una squadra molto più offensiva, anche perché lì in attacco c’è un potenziale notevole. Sono sicuro che sarà una partita bella e tutta da seguire, se si potesse scommettere, non avrei dubbi nell’optare per il goal a testa, poi ogni partita ha storia a sé, non individuo la favorita, ma dico che potranno essere determinanti gli episodi”.
Difficilmente si parla di una Isola di Procida candidata alla vittoria del campionato ma questa squadra davvero non sembra avere nulla in meno rispetto a quelle quattro che tutti indicano tra le pretendenti al primato. La compagine di mister Cibelli ha tutte le qualità per conquistare i play off, ma non è detto che non possa ambire al podio, sebbene la concorrenza sia agguerrita. Il collega isolano ci fa il punto della situazione: “Ci si è rinforzati soprattutto dal punto di vista societario, due anni fa ci fu una mesta quanto ingiusta e sfortunata retrocessione scongiurata grazie al ripescaggio, l’anno scorso si voleva mantenere la categoria senza particolari ansie ma già si intravedeva il barlume di un percorso più fulgido con il ritorno di Nicola Crisano, storico diesse che ha condotto il club procidano dalla Seconda Categoria all’Eccellenza prima di accasarsi ad Ischia contribuendo all’ascesa dei gialloblu dalla D alla Lega Pro. Il suo ritorno è stato una garanzia e, dopo un anno di transizione, l’obiettivo è quello di approdare in serie D in due anni. In questo campionato, la squadra si può inserire nel lotto delle cinque di alta classifica, poi bisognerà vedere dove ci si troverà a dicembre perché, a mio avviso, con due o tre innesti importanti, si è competitivi anche per la vetta”.
Sono tanti i nomi di spessore nell’organico biancorosso, gente che farebbe le fortune di qualsiasi squadra, con l’amico di Procida facciamo uno zoom sui giocatori che si stanno rivelando dei valori aggiunti: “Ne indico tre su tutti: Signore in difesa, un granatiere, Rinaldi a centrocampo, un uomo ovunque che abbina quantità a qualità, e Fragiello in attacco, autore già di tre gol in campionato in quattro partite, per il momento è lui che sta finalizzando la produzione offensiva dando il suo contributo anche a livello di personalità. Poi c’è il terzetto più esperto composta da Micallo, Cariello e Agata, e un altro più giovane formato da Spilabotte, Bacio Terracino e Roghi, quest’ultimo un ’95 sprecato per l’Eccellenza, deve ancora trovare la giusta condizione ma l’anno scorso militava nell’Akragas in Lega Pro, un talento cristallino che può giocare sia da esterno che da seconda punta. Per quanto riguarda il modulo, mister Cibelli adotta sia il 4-4-2 che il 4-3-3, dipende molto da Agata e Muro, i due che possono giocare sia come esterni larghi di un centrocampo a quattro che nel tridente d’attacco”.
Molto interessanti le sue parole quando gli chiediamo un giudizio sulle squadre che si giocheranno la promozione diretta: “Ci sono cinque squadre che hanno qualcosa in più rispetto alle altre: Savoia, Portici, Afragolese, Casalnuovo e Isola di Procida. Se proprio devo indicare una favorita, dico il Savoia per il valore dell’organico e per la tifoseria che incute timore a chiunque e che può far vincere i campionati. Non mi ha impressionato molto l’Afragolese incontrata alla seconda giornata e che, pur vincendo, ha subito per larghi tratti il gioco dell’Isola di Procida, ingenua a subire il primo gol per uno svarione e poi il secondo non lo considero perché arrivato a tempo scaduto, ma nel frattempo c’è stata una preponderanza biancorossa con due rigori netti non assegnati. L’Afragolese, poi, è stata anche agevolata finora da un calendario non proibitivo avendo affrontato alla prima la giovanissima Hermes Casagiove, poi un Mondragone trasfigurato solo con l’insediamento di Amorosetti e un Barano con defezioni importantissime, diciamo che per la compagine di mister Suppa, il primo vero test è quello con il Casalnuovo”.

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