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Servizio di Luca Alvieri @riproduzione riservata
Eccoci arrivati alla seconda sosta per favorire la discesa in campo delle Nazionali e noi ne abbiamo approfittato per buttare giu due righe e stilare un resoconto delle 20 squadre di Serie A alla 7^ giornata. Di certo ora non bisogna guardare ogni domenica la classifica, poi che adesso dice ben poco, ma sta iniziando a prendere forma. Dopo 7 giornate, infatti, la classifica di Serie A vede un “cambiamento monotono”. Si è una contraddizione, ma è l’affermazione giusta quando dopo 5 campionati vinti ti trovi come al solito la Juventus davanti a tutte ma soprattutto perché se guardiamo la classifica di un anno fa, i bianconeri erano al 12° posto a ben 10 lunghezze in meno dall’ora Fiorentina capolista. E proprio dai viola continuiamo. Attualmente sono 14^ ad esattamente -10 proprio dalla Juve, l’esatto contrario. Però con una partita in meno e l’altra squadra con una gara ancora da disputare è il Genoa, orfano di Giampiero Gasperini ma raccolto e coccolato da un fin’ora eccellente Ivan Juric. 11 punti in 6 giornate con la seconda miglior difesa dopo la Juventus e se calcoliamo che se avesse vinto la partita poi rinviata con la Fiorentina, sarebbe secondo a pari punti con il Napoli. Nulla da aggiungere.
L’altra parte di Genova non se la passa bene, infatti, dopo le prime due vittorie consecutive contro Empoli e Atalanta la Samp di Giampaolo ha incassato un filotto di 4 sconfitte consecutive, prima di pareggiare al 95° contro il Palermo al Ferraris. I rosanero, d’altro canto, non navigano nell’oro ma ben si nelle ultime posizioni della classifica. Con soli 6 punti condividono il baratro con il Pescara di Massimo Oddo, che ancora deve trovare la prima gioia da 3 punti in questo ritorno in massima serie (vittoria a tavolino a parte, ndr). Ma torniamo nelle parti alte della classifica, dove troviamo il Napoli di Maruzio Sarri. I partenopei hanno 2 punti in più rispetto all’anno scorso, anche senza il tanto amato e poi odiato Gonzalo Higuain, passato alla Juve per la cifra record di 90 mln di euro. Scendendo troviamo la Roma di Luciano Spalletti, che all’ora fu di Rudi Garcia. Il tecnico francese arrivò alla settima giornata con un punto in più rispetto all’attuale Roma di Spalletti, ma nella stessa stagione, ci fu l’esonero. e i giallorossi raccolti dall’ex tecnico dello Zenit misero a segno solo vittorie fino all’ultima giornata, per poi chiudere al terzo posto. la stessa identica posizione di ora.
Scendiamo ancora, ma restiamo fermi, nel senso che dopo la Roma troviamo la Lazio, l’altra rappresentante della Capitale. I biancolcelesti dopo un avvio altalenante sembra abbiano trovato la continuità che Simone Inzaghi cerca nei suoi. 13 punti e terzo posto condiviso con Milan e Chievo Verona. Proprio in terra Veronese, dopo la sosta, i scaligeni di Maran ospiteranno il Milan guidato da Vincenzo Montella. I gialloblu ormai da anni ci hanno abituato alla loro consueta partenza sprint, infatti, rispetto alla scorsa stagione il Chievo ha addirittura un punto in più. Il Milan, invece, sotto la gestione dell’ex tecnico blucerchiato, ha ben 4 punti in più rispetto di quando era alla guida di Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo, esonerato dai rossoneri a poche giornate dalla fine, è ora l’allenatore del Torino. Con i granata è riuscito a mettere a segno ben 11 punti, nonostante i numerosi infortuni che hanno dimezzato la squadra per diverse giornate.
A pari merito con il Toro c’è l’Inter di Frank De Boer, che dopo la deludente partenza in campionato, è riuscito a battere i campioni in carica della Juventus giocando una grande partita, che avrebbe teoricamente dettato la strada della svolta ai nerazzurri, non è stato affatto cosi. Attualmente a -7 punti dalla vetta e ancora a secco in Europa League, 2 sconfitte su 2. Parlando d’Europa non possiamo non citare la splendida parabola del Sassuolo di Eusebio Di Francesco, capace di battere all’esordio assoluto in un girone di una competizione Europea, l’Althletic Bilbao per ben 3 reti a 0. Tornando al campionato, la storia non cambia. 9 punti in classifica e zona europa sotto al mirino. Che se non fosse per la sconfitta a tavolino contro il Pescara sarebbe ad una sola lunghezza dal terzo posto. a 9 punti troviamo anche la “nuova” Atalanta di Giampiero Gasperini. Nuova non nel modulo ma nello stile di gioco e degli interpreti, dove basta dire solo due nomi: Kessie e Petagna, 7 gol in due.
Appena sopra i bergamaschi, con un punto in più, troviamo 2 realtà con lo stesso colore di maglia e la stessa voglia di stupire, il Bologna del solito Donadoni e il neo promosso, ma già navigato, Cagliari di Massimo Rastelli, alla prima panchina in Serie A. Per gli emiliani è stata una partenza esaltante, soprattutto se andiamo a confrontare l’andazzo, con l’ultima posizione della scorsa stagione a soli 3 punti. Il Cagliari, con l’acquisto dei vari Padoin, Borriello e il confermatissimo Marco Sau, sta facendo vedere davvero un bel calcio, soprattuto fra le mura amiche. I rossoblu sono reduci da una splendida stagione nel campionato cadetto, concluso al secondo posto proprio dietro al Crotone.
I calabresi portano con loro tanta voglia di stupire e tanta fame da saziare, ma fin ora, non è cosi. 1 solo punto i 7 giornate di campionato e con la panchina di Davide Nicola che inizia a scricchiolare. Una panchina che invece è già salata è quella dell’Udinese, che dopo aver conquistato solo 7 punti in altrettante partite (gli stessi dell’anno scorso, ndr), ha deciso di sollevare dal proprio incarico l’ex tecnico del Palermo, Beppe Iachini. Al suo posto, Gigi Del Neri.
Ultima squadra, ma non per importanza è l’Empoli di Martusciello, tecnico promosso dalla primavera in prima squadra dopo l’addio di Marco Giampaolo, che tanto bene aveva fatto. Infatti i toscani, avevano raccolto ben 3 punti in più rispetto all’attuale formazione, che milita ora in penultima posizione.
Dopo avervi raccontato, in queste mie poche righe, l’inizio di questo altro ennesimo splendido capitolo della storia del calcio italiano, non mi resta altro che augurare a tutti voi, un buon campionato a tutti.

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