Views: 1
Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Tommaso Manzo è alle prese con la fase di recupero dopo il pestone subito nella gara di San Giorgio ed era out per la trasferta di Procida. Sapeva che i suoi compagni di reparto, non avrebbero fatto rimpiangere la sua assenza e poi, quando c’è Fava al centro dell’attacco, si può stare sicuri che qualcosa accade. Big Dino gode della fiducia incondizionata di tutti, sia per la sua umanità ma anche per la professionalità, diciamo che è un leader silenzioso, perché il carisma di una persona è figlio anche dei gesti, del comportamento. “Sei immenso”, le due parole che Tommaso Manzo ha digitato sui social dedicate al compagno di squadra, il numero 10 azzurro può insegnare tanto a tutti ma è consapevole che da uno come Fava può solo imparare. Un pubblico di attestato di stima che sembra andare al di là del rapporto professionale, come se ci fosse una amicizia vera tra i due, un legame solido. Tra l’altro, oltre ad essere due top player in campo, sono entrambi padri di famiglia e trasmettono ai loro figli l’esempio più bello, quello che si può essere protagonisti anche ad una età non più verde. Le gambe non avevano bisogno di riposarsi tanto quando erano due ragazzini, anche se già predestinati al successo, ma lo spirito è rimasto immutato nel tempo, anzi, con gli anni è stata acquisita quella maturità che si può rivelare un valore aggiunto. Alzi la mano chi non è d’accordo con Tommaso Manzo! Uno che, a 40 anni, si mette al servizio del gruppo, si accomoda in panchina senza fiatare, viene chiamato in causa e risolve le partite, non può che essere definito immenso. “Nell’immensità, si apre intorno a noi, al di là del limite, degli anni tuoi….”, direbbe Lucio Battisti, in quel canto libero o notturno, di un pastore errante, anzi no, immenso. Immenso, sì proprio così, non c’è altro aggettivo, ed è bello quando a riconoscerlo sono i tuoi compagni di squadra, a maggior ragione quando a farlo sono addirittura i tuoi compagni di reparto, significa che la competizione non ci può essere quando al centro c’è il bene del gruppo. Non si vince mai con i personalismi, si vince quando hai in squadra gente come Fava e Tommaso Manzo che antepongono l’equilibrio di squadra a tutto il resto. Nuove sensazioni, giovani emozioni…

Lascia un commento