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Può sembrare complicato, ma alla fine non è così. Possiamo dire, che il calcio è materia semplice. Forse più di quanto non si possa credere. A patto di partire da una semplice certezza: modellare la squadra in base ai calciatori a disposizione, mettendoli nei ruoli ove possano esprimere il massimo delle loro potenzialità. Senza integralismi, e né cervellotiche invenzioni tattiche. Con prove, in posizioni in campo a loro non congeniali. Bisogna capire che la semplicità paga. Probabile che ieri se n’è accorto anche Beppe Sannino. Tre difensori, robusta cerniera di due centrocampisti centrali, due esterni liberi di scorrazzare sulle corsie avendo un difensore a coprir loro le spalle, Rosina sguinzagliato ad inventare dietro le due punte Coda e Donnarumma. Menù semplice che ha finalmente deliziato la platea dei commensali all’Arechi: “Questo è il modulo più congeniale per la squadra”, ha affermato Sannino in sala stampa. Perché valorizza appieno le caratteristiche degli elementi in rosa. Con tre centrali la difesa è più solida e riesce a tamponare meglio alcune deficienze strutturali. Gli stessi Laverone e Vitale, con un difensore a far da “bodyguard”, godono di maggiore possibilità di azionare la loro poderosa falcata. L’ex Ternana, in particolare, è tra quelli maggiormente ringalluzziti dal nuovo spartito tattico. Il movimento effettuato in occasione del primo gol siglato ieri è più da esterno d’attacco che da terzino. Discorso analogo per Odjer e Busellato, sgravati da compiti di impostazione e posizionati a protezione della linea difensiva a mordere le caviglie avversarie ed a sradicar palloni. E poi Rosina. Sempre nel vivo dell’azione, fantasista a tutto campo. Liberato da controproducenti legacci tattici, se non quello di andare a pressare su Scozzarella, primo facitore di gioco avversario. Il resto lo fa la classe assoluta del trequartista di Belvedere Marittimo, bravo anche nel “penultimo” passaggio, vale a dire nell’aprire il fronte del gioco come nelle azioni dei due gol siglati al Trapani. Su Coda e Donnarumma poco da aggiungere se non che hanno bisogno di giocare, di (ri)trovare misure e fiducia. Ma soprattutto di occasioni da gol. Certo, serviranno banchi di prova ben più probanti di quello di ieri. Il Trapani è sbarcato a Salerno in tenuta semi-balneare, lontano parente della squadra solida e aggressiva che ha sfiorato la massima serie appena pochi mesi fa. Vietato illudersi, meglio volare bassi. Le qualità ci sono, bastava tracciare la strada per farle emergere. Il solco è finalmente segnato, la parola d’ordine sia continuità: tattica, di gioco ed ovviamente di risultati.

Raffaele Cioffi

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