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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Neanche il tempo di riposare che subito si ritorna in campo, eppure c’è tanto da dire sull’ultimo turno di campionato. Dopo la prestazione fornita a Pescara, in pochi avrebbero immaginato che dopo quattro giornate il Napoli potesse comandare da solo la classifica. Gli azzurri, piegando il Bologna, hanno ottenuto la terza vittoria consecutiva grazie ad un Milik straordinario. Il bomber polacco, in cinque partite tra campionato e Champions, ha realizzato la bellezza di tre doppiette, niente male come biglietto da visita considerato che non è passato neanche un mese dal suo arrivo in Italia. Contro i felsinei di Donadoni è subentrato al posto di Gabbiadini in un momento difficile per gli azzurri, raggiunti da Verdi dopo il vantaggio iniziale di Callejon. Sembrava tutto facile per gli uomini di Sarri che avevano avuto solo il difetto di non mettere il risultato al sicuro, per il resto nulla faceva presagire ad un ritorno degli emiliani. Invece, le cose si stavano mettendo male con la squadra che sembrava in evidente debito d’ossigeno fino all’ingresso in campo di Milik che, come un ciclone, si è abbattuto sul Bologna.
La sfida attesissima era il derby d’Italia tra Inter e Juve. Ci si chiedeva se la squadra di De Boer avrebbe dato fondo a tutte le riserve di orgoglio dopo la figuraccia subita in Europa League. Ma c’era anche un’altra domanda: anche la migliore Inter sarebbe riuscita a tenere testa a Madama? Ebbene, la Juve delle stelle si è riscoperta umana, forse, dopo la faraonica campagna acquisti, si pensava che non avrebbe mai potuto capitolare. Del resto, una squadra che vince ventiquattro partite di fila brindando al quinto scudetto consecutivo e poi, nella sessione di mercato acquista i vari Higuain, Pjaca, Pjanic, Benatia, Dani Alves, ci si chiede come possa perdere in Italia. L’Inter ci è riuscita, passando anche prima in svantaggio per il gol di Lichtsteiner, sono bastati pochi minuti perché Icardi e Perisic facessero esplodere San Siro sentenziando i campioni d’Italia. Salgono le quotazioni di questa Inter che sicuramente si è rinforzata in estate e, se De Boer riesce a darle una vera identità, allora diventa una delle favorite per la corsa al podio.
Dopo una partita non bellissima esteticamente, è caduta anche la Roma. La Fiorentina, che non ha sciorinato la brillantezza a cui ci aveva abituati, con un colpo da biliardo di Badelj ha giustiziato una Roma che subisce troppi alti e bassi. Prima sconfitta, dunque, per Juve e Roma, le due grandi favorite per lo scudetto, siamo agli inizi e ogni campanello d’allarme può apparire prematuro, però, chi punta ad aggiudicarsi il titolo, non può permettersi di cadere troppe volte. E pensare che il Sassuolo, senza quella gara persa a tavolino con il Pescara, avrebbe nove punti in classifica, uno in meno rispetto alla capolista Napoli. I neroverdi, grazie alle reti di Politano e Defrel, hanno battuto anche il Genoa, squadra sempre difficile da affrontare. Travolgente la Lazio contro il Pescara, un 3-0 maturato tutto nella ripresa e chiuso da Immobile che, per rispetto verso i suoi ex tifosi, ha preferito non esultare.
Riscatto per il Milan che, dopo due sconfitte consecutive che avevano già messo sotto processo Montella, è andato ad imporsi sul campo della Sampdoria capitalizzando un guizzo di Bacca, uno che può trascinare i rossoneri fuori dalla palude dell’anonimato. Attenzione a questo Chievo, andato a violare il campo dell’Udinese riuscendo anche a ribaltare l’iniziale svantaggio. È Borriello show per il Cagliari, il bomber partenopeo aveva detto di essere caricatissimo per questo campionato ed è già a quota quattro gol. La sua doppietta, insieme al gol di Sau, ha steso un’Atalanta ritrovatasi impotente in terra sarda. 1-1 tra Crotone e Palermo, due squadre che lotteranno fino all’ultimo per mantenere la categoria, e 0-0 tra Torino ed Empoli, dalle quali ci si aspettava qualcosa in più in questo avvio.

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