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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata
Attacco all’assalto. Eh sì, perché con questi qui si perde facilmente il conto dei gol segnati. Limitiamoci al campionato, chi sono stati gli acquisti di punta in attacco? Incoronato e Tommaso Manzo? Due partite e due gol ciascuno. Scielzo aveva segnato una doppietta a Pimonte, Fava è entrato a gara in corso contro la Mariglianese, ha segnato il gol nel momento più difficile e poi si è procurato il rigore che ha chiuso la partita. Murolo, per il momento, ha segnato due reti in coppa Italia ma sabato scorso, appena è entrato al posto di Scielzo, ha seminato il panico nella retroguardia avversaria. Questa sì che è una linea offensiva al cospetto della quale meglio rintanarsi in trincea che sfidarla apertamente per non essere freddati. Comunque, ci sono state alcune differenze tra la gara di Pimonte e quella casalinga contro la Mariglianese. Se al “San Michele” la gara era stata archiviata già dopo il primo tempo, contro gli uomini di mister Papa è stata molto più difficile.
Il risultato di 4-1, infatti, non rispecchia ciò che si è visto sul rettangolo di gioco. All’intervallo si era sull’1-1, un pareggio giusto fino a quel momento, con Biancardi che aveva risposto al gol di Incoronato dopo quindici minuti di gioco. Straordinario il gol del difensore centrale della Mariglianese, a fine anno, potrebbe risultare sicuramente tra i più spettacolari: una sassata imprendibile dai trenta metri su cui Testa poteva fare ben poco se non accompagnare con lo sguardo la sfera in fondo al sacco. Ciò che colpisce del Portici è la capacità di andare in gol appena decide di attaccare con convinzione. Nel primo tempo l’ha fatto poco e senza incisività, nella ripresa, invece, è stata assediata la porta difesa da Varone. Mister Borrelli, inoltre, può girarsi e rendersi conto di avere in panca giocatori che possono entrare e rompere gli equilibri.
È successo questo contro la Mariglianese: gli ingressi di Murolo e Fava hanno fornito maggiore brio e pericolosità alla manovra offensiva in un momento cruciale, dove ci si poteva anche innervosire. Tutto bene quel che finisce bene, però, c’è sempre da migliorare e sicuramente ci si concentrerà su qualche amnesia evidenziatasi nella prima frazione. L’entusiasmo, comunque, si sta allargando sempre di più, la voce di un Portici forte si sta espandendo in città, tant’è che al “Liguori” si è registrata una buona presenza di pubblico. Più si vince e più c’è la possibilità che possa venire altra gente consolidando questa simbiosi tra squadra e tifoseria. Anche dopo due vittorie casalinghe non bisogna pensare di essere i più forti, l’umiltà deve essere l’unica caratteristica coltivata non tutti i giorni ma più volte al giorno.
È pur vero che se il Portici sbrana gli avversari, le altre pretendenti al titolo, vincono a fatica, si pensi al Savoia, al Casalnuovo, all’Afragolese, le prime due vittoriose di misura rispettivamente su Pimonte e Real Forio, la terza solo nel recupero ha spento le velleità dell’Isola di Procida di pervenire al pari. Però, la squadra di Suppa aveva l’impegno più difficile visto che gli isolani si candidano ad un campionato importante, ciò fa capire quanto questa Afragolese sia temibile pur essendo una neopromossa. Il Portici deve pensare a se stesso, anche perché adesso incombe il derby con il San Giorgio, al “Paudice”, ed è scontato ricordare quella famosa gara del 1 maggio…

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