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Il Savoia si presenta a Torre Annunziata. E lo fa davanti a 500 appassionati che abbelliscono la tribuna centrale del Giraud nonostante il pomeriggio freddo a parzialmente piovoso. C’è fame di riscatto e fretta di tornare protagonisti. E c’è voglia di esorcizzare le tante, troppe delusioni del passato, anche recente. A Torre del resto è così, non sarebbe neanche una novità. Eppure è commovente vedere come il Savoia continui a vivere nelle viscere di una tifoseria che non conosce resa e che le tante bastonate ricevute in questi anni di gestione scellerate non hanno tramortito. Basta davvero poco, in questa città, per accendere la miccia di un entusiasmo senza limiti temporali o di categoria. A condurre questa kermesse c’è il giornalista torrese Gianluca Buonocore, da sempre vicino alle sorti dei bianchi. E il primo a prendere la parola è Giovanni Acanfora in rappresentanza della Givova, che quest’anno vestirà tutte le formazioni oplontine, dalla prima squadra alle giovanili. “Crediamo in questo club e nei suoi valori – le sue parole -. Si tratta di persone valide in grado di rappresentare egregiamente il Savoia”.
Quindi inizia la presentazione di tutti gli effettivi e dello staff tecnico (molto acclamato il vice Tony Barbera, torrese ed ex attaccante dei bianchi). Ed i cori per capitan Antonio Guarro, uno dei reduci della passata stagione, sono imponenti. “Non sarà facile e servirà l’apporto del nostro pubblico oltre che della società – l’avvertimento del difensore di Torre Annunziata -. Di ciò che è successo l’anno scorso non voglio parlare, concentriamoci sul presente”. Concetti simili espressi dal bomber Claudio De Rosa, approdato dalla Cavese. “Conosco l’affetto dei tifosi – ribadisce -. E’ un anno di partenza ma cercheremo di onorare questi colori ogni domenica. E faremo di tutto per tornare nelle categorie che competono al Savoia”. E giù cori contro i “rivali” della Cavese e della Nocerina. Non poteva mancare un’impressione del lider maximo di questo gruppo, il tecnico Franco Fabiano. “Ci metteremo mentalità e cuore, quelli che i nostri tifosi contribuiranno a trasmetterci – il suo esordio -. Dobbiamo essere supportati perché ci saranno anche i momenti difficili. E sarà importante marciare sempre in un’unica direzione”.
Acclamatissima la torrese doc Irma Testa, argento alle Olimpiadi giovanili di Nanchino nel 2014, quando viene invitata a salire sul palco da Buonocore. Per lei anche un omaggio floreale consegnato personalmente dalle mani di Guarro. Quindi sfilano man mano tutti i componenti della compagine dirigenziale oplontina, dal responsabile sicurezza, il Prof. Vincenzo Pinto, all’addetta stampa Annalisa de Martino, passando per Antonio Immobile e per il segretario Amedeo Sansone. E, dopo un breve intervento del ds Felicio Ferraro, che non esclude “qualche ritocco in entrata qualora se ne presenterà l’occasione”, tocca al presidente Ciro Altea chiudere il pomeriggio, mentre i tifosi lo accolgono con un coro inequivocabile che è anche un invito all’ambizione e al rispetto di una storia nobile: “Noi vogliamo il calcio che conta”. “Torre Annunziata è una piazza che non merita questa categoria ma stiamo facendo tutto il possibile per portarla dove deve stare – assicura -. Il nostro è un progetto vincente e sulla carta riteniamo di non aver nulla da invidiare a nessuno. Poi dovrà essere il campo a parlare. L’importante sarà remare tutti verso un’unica direzione perché qui i tifosi possono essere davvero il dodicesimo uomo in campo”. La manifestazione si esaurisce poi con l’immancabile “Bianchi alè” finale, cantato in tandem dai tifosi insieme ai giocatori approdati sotto la tribuna, prima che un rappresentante della Curva Sud tenga un piccolo discorso di incitamento rivolto ai propri beniamini. Nelle sale attigue agli spogliatoi, c’è anche il tempo per un rinfresco alla presenza di giornalisti e staff tecnico-dirigenziale oplontino. Si riparte, dunque. Aspettando un Savoia finalmente vincente e che si riappropri dei fasti di un tempo.
FOTO FOOTBALLWEB, RIPRODUZIONE RISERVATA

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