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Ogni stagione calcistica, viene sempre la voglia di voltarsi dietro, per guardare ciò che si fatto o meno in quella precedente. L’attuale tecnico, dopo il passaggio di turno in Tim Cup, ha sempre gettato acqua sul fuoco, forse per incorrere nelle illusione passate, di cui ne parliamo dopo. Ad oggi, sono due punti in due giornate. E’ partita così la nuova Salernitana targata Sannino, con due pareggi in altrettante partite contro squadre destinate a recitare un ruolo d’assolute protagoniste nel corso della stagione. A La Spezia, campo tradizionalmente ostico, in pochi riusciranno a strappare punti fornendo anche una buona prestazione, senza sfigurare al cospetto di una rosa che, come detto, è stata assemblata per puntare ai play-off. E forse anche a qualcosina in più. In casa col Verona, invece, dopo un inizio balbettante la Salernitana è riuscita a tener botta nonostante il gol in avvio dei veneti, pareggiando i conti nella seconda frazione con Coda ch’è andato in cielo a raccogliere un cross al bacio di Gigi Vitale, che ai più ricorda già l’indimenticato Vittorio Tosto. Lo scorso anno, però, volendo mettere a confronto questa squadra con quella dell’anno passato, di questi tempi la Salernitana aveva conquistato il doppio dei punti, ovvero quattro. I primi tre in casa con l’Avellino, cui fece seguito il buon pareggio al Rigamonti di Brescia. Mettere a confronto le due squadre, le due rose ed il modo di giocare, diviene però difficile poichè Vincenzo Torrente e Giuseppe Sannino hanno una visione del calcio che se non è totalmente opposta ci manca davvero poco. Il primo, Torrente, ama il 4-3-3 ed è un convinto assertore di un gioco propositivo, spumeggiante, fatto di inserimenti e sovrapposizioni. Sannino, di contro, preferisce la clava al fioretto, un incontrista di gamba e muscoli ad una mezz’ala dinamica e tecnica. Questione di punti di vista, anche se il professore di Ottaviano può ritenersi sicuramente molto più fortunato del suo collega, il quale non riuscì a svolgere una preparazione atletica degna di un campionato importante come quello cadetto a causa delle ormai note vicende. Dei calciatori che presero parte al romitaggio umbro in quel di Cascia, infatti, molti abbandonarono la Salernitana sul gong del mercato, rimpiazzati da calciatori sicuramente validi (Schiavi, Sciaudone, Coda, Donnarumma e non solo) ma fuori forma. Sannino, invece, quest’anno ha potuto lavorare con maggiore tranquillità, avendo tutt’oggi a disposizione i calciatori che durante il ritiro a Sarnano lo hanno seguito, ascoltato ed hanno appreso il suo credo tattico. Il solo Rosina, ed in parte Busellato, dei calciatori sinora utilizzati non hanno svolto la preparazione con la squadra . Poco male, poichè entrambi – grazie anche a fisici non proprio da granatieri – hanno dimostrato di stare già abbastanza bene dal punto di vista fisico. Stesso dicasi per Della Rocca, che nonostante l’imponente struttura fisica può già dare una grossa mano, avendo svolto la preparazione con il Perugia. Discorso diverso, invece, per Perico (anche se si allena da ormai più di un mese, essendo stato anche in prova in Scozia, ad Hamilton, con una squadra della Scottish Premier League) e Marchi, il quale dovrà abituarsi ai ritmi della nostra serie B, avendo giocato sempre in categorie inferiori e, soprattutto, dall’altra parte del mondo.

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