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Nella sua esperienza vissuta in granata, ha lasciato un ottimo ricordo, e tanti sperano che possa ritornare in città. Ci ha messo la faccia, coraggio e tanta forza negli ultimi mesi di vita della Salernitana dell’epoca Lombardi. Come tutta la tifoseria, anche lui ha tanto amaro in bocca dopo quella sciagurata finale play off. Parliamo del direttore Nicola Salerno. Dopo l’esperienza da direttore sportivo del Leeds, è rimasto in Inghilterra a collaborare con il Watford di Walter Mazzarri, ma non ha dimenticato l’avventura a Salerno, sventuratamente terminata con la sconfitta in finale dei playoff di Serie C1 contro il Verona. Il navigato dirigente materano esterna tutta la sua felicità nel vedere la Salernitana Serie B dopo una sofferta salvezza,ed adesso la aspetta una sfida più che mai impegnativa, proprio contro i gialloblù: “Sono felice che la Salernitana sia arrivata a questo punto dopo tanta sofferenza ed un fallimento – esordisce in diretta su Radio Bussola 24 – Ogni volta che la Salernitana ha dei successi per me è un momento di felicità perché ho quegli anni scolpiti nel cuore. Per la partita col Verona credo ci sia stato di allerta perché già durante il campionato successero degli scontri, poi alle finali fu ancora peggio, è motivo di attenzione per questo. Adesso al Verona c’è un altro allenatore, che è stato anche un mio giocatore, ma tiferò comunque Salernitana, contro chiunque. Loro vengono da anni economicamente buoni in Serie A, con la cessione di Iturbe e coi contributi della Serie A. Quest’anno hanno avuto un paracadute molto elevato, perché sono retrocesse squadre che non erano mai state in Serie A, perciò hanno potuto far fronte a certe situazioni anche grazie a questi contributi, riuscendo a fare una squadra forte. Credo che anche la Salernitana abbia costruito intelligentemente una squadra forte e un top player come Rosina lo dimostra. Proverò a seguire la partita se ci riuscirò, forse qui la trasmetteranno, dovrò provare a collegarmi con Sky, ma di solito la linea salta spesso”. La situazione però non è facile, anche per le limitazioni nella lista degli over: “Anche in Inghilterra c’è un regolamento simile, si deve per forza avere in lista almeno tre giocatori cresciuti in casa, perciò non puoi operare in totale tranquillità. Questo serve per dare più sicurezza economica alle squadre, che non possono prendere tutti giocatori da fuori. Questo limite comunque c’era anche al mio periodo alla Salernitana, infatti prendemmo molti giovani, come Fabinho o Ragusa, che poi hanno fatto molto bene”. Inevitabile anche un giudizio su Sannino, anche lui con alle spalle un’esperienza al Watford: “Lo conosco bene, ha grande carattere e lavora molto sul campo. Ha fatto ottimamente a Varese, dopodiché ha avuto possibilità importanti che non gli sono andate per il verso giusto, ma fa parte del gioco. Comunque penso che possa essere un’arma vincente per la Salernitana, credo che abbia le qualità caratteriali e anche la giusta conoscenza calcistica per fare bene”. Come dichiarato dallo stesso Sannino, il cantiere granata è ancora aperto, nonostante il campionato è già iniziato: “È sempre stato così, c’è sempre stato un po’ di tempo in più dopo la prima di campionato. L’ho sempre definita una rottura di scatole, ma ormai il calcio è più una questione di business, il quale forse ha un ruolo più importante rispetto alle partite stesse. Non so dire cosa manchi alla Salernitana e non è mio compito, ma la squadra ha già competitività, poi non so se ci saranno altri innesti, sentivo dell’interesse per un difensore, ma non conosco la situazione”. Infine una rivelazione sul futuro dell’ ex diesse granata: “Il mio futuro sarà in Inghilterra, sono stato due anni qui, rientrare mi sembrerebbe un passo indietro, poi tutto è sempre possibile”.

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