Views: 3
Una nuova stagione è alle porte: domenica gli azzurri sfideranno il neopromosso Pescara di Oddo, eppure sembra manchi qualcosa.
Lo scenario apocalittico apertosi con l’addio di Higuain, e l’approdo ai rivali storici, è stato in parte alleviato da un precampionato disputato ad ottimi livelli contro squadre di spessore. L’arrivo di nuovi giocatori di prospettiva, primi fra tutti Milik e Zielinski che bene hanno figurato nelle amichevoli, lascia uno spiraglio di luce nel futuro del Napoli. Mancherà un “peso” da 36 gol, è vero, ma il vero top player di questa squadra si chiama Maurizio Sarri, che sembra già aver smaltito l’addio del pipita rivoluzionando gli schemi offensivi della squadra per valorizzare gli inserimenti degli esterni , in attesa di un exploit di Gabbiadini o dello stesso Milik.
Ma continua a mancare un plus.
In porta c’è l’incognita Reina: il portiere spagnolo non si discute, ciò che può lasciare dubbi è la sua tenuta fisica. Alla soglia degli ormai prossimi 34 anni, vi è qualche dubbio sul suo costante impiego in tre competizioni ravvicinate(Campionato, Champions e Coppa Italia) che comunque richiedono uno sforzo di recupero fisico non indifferente. E allora ecco che serve un portiere di riserva che dia le stesse garanzie dello spagnolo: Sportiello è un giovane di prospettiva, ma che allo stesso tempo ha maturato un’ottima esperienza in Serie A; Sepe, invece, farebbe comodo per la lista Champions in quanto è cresciuto nel vivaio partenopeo, ma non riesce a dare quella certezza di cui Sarri ha bisogno; Rafael, al quarto anno nelle file del Napoli, continua ad alternare belle prestazioni, come quelle nelle amichevoli precampionato, ad errori di scarsa concentrazione. Tre nomi per una maglia che di sicuro peserà in una lunga stagione. Anche nel reparto difensivo c’è un senso di incompletezza: Albiol, nostalgico di Valencia, si avvicina ai 31 anni, e per lui vale lo stesso discorso di Reina; Koulibaly, che ha avuto una crescita impressionante nell’ultimo anno, sembra voler rimanere per poi dare l’addio il prossimo anno insieme allo spagnolo; Ghoulam ed Hysaj sono gli unici in grado di dare spinta sulle fasce e non hanno validi sostituti; Tonelli, uomo fidato di mister Sarri, è un’incognita per le sue condizioni fisiche. Ecco che servirebbe un buon terzino, in grado di giocare su entrambe le fasce (Darmian e Criscito su tutti) ed un difensore centrale di spessore (ormai sfumato Maksimovic conteso da Chelsea e West Ham). Non va trascurato, infatti, l’impegno in Coppa d’Africa degli stessi Koulibaly e Ghoulam e come soli sostituti sembrano ben pochi Maggio, 34 primavere, e Chiriches. A centrocampo invece c’è ottima abbondanza: ai titolari Jorginho–Allan–Hamsik si alterneranno i neo-acquisti Giacchierini e Zielinski, il prossimo Rog ed un Valdifiori rispolverato, in attesa di capire se arriverà anche un uomo nuovo (Diawara o altri). In attacco c’è da capire quale sarà il futuro di Lorenzo Insigne: i rapporti con il presidente non sono più ottimi e le vicissitudini dei suoi predecessori (Quagliarella, Lavezzi, Cavani ed Higuain) non lasciano ben sperare. Oltre la situazione di Insigne c’è incertezza sugli stessi Gabbiadini e Milik: le qualità dei due non si discutono ma riusciranno a reggere il peso dell’attacco, anche e soprattutto psicologico, e di un continuo paragone con chi lo guidava lo scorso anno?
Oltre la mera costruzione della rosa continua ad evidenziarsi l’incompleta struttura societaria della SSC Napoli, troppo spesso oligarchica nella figura del Presidente. E’ impensabile che una società che lotta per i primi posti in classifica e che disputerà la Champions League non possa avere un Direttore Sportivo, o Generale all’occorrenza, in grado di autonomia decisionale e che possa chiudere di sua iniziativa le trattative di mercato. La vicenda Tonelli, trattato dal Presidente ed acquistato all’insaputa di Giuntoli ne è il pieno esempio. Continua a mancare, inoltre, una figura che rappresenti la mediazione con i tifosi azzurri, troppo spesso bistrattati con il caro prezzi: partite a pagamento in ritiro a Dimaro, partite in pay-per-view a 10€ e biglietti in curva a 40€ rappresentano uno schiaffo mortificante a chi questa squadra la segue con passione facendo anche sacrifici economici.
Insomma, il Napoli continua a dare l’idea di un cantiere in costruzione, ma il campionato inizia tra soli quattro giorni..

Lascia un commento