16 Maggio 2026
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“Aragona” delle grandi occasioni, tris del Pescara a Vasto ma che spettacolo sugli spalti!

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Servizio di Maurizio Longhi – Vice Direttore FBW @riproduzione riservata


Già molto prima del fischio d’inizio, tra le strade di Vasto si percepiva l’aria delle grandi occasioni, come se ci si stesse giocando un campionato pur essendo ad agosto. Tutti confluivano verso lo stadio “Aragona”, era un’occasione da non perdere perché arrivava il Pescara di Oddo, reduce dalla fresca promozione in serie A e che tra due settimane ospiterà in casa il Napoli di Sarri, vice-capolista nello scorso campionato. Smaltita la sbornia per l’approdo in serie D, la Vastese si sta preparando per ben figurare anche nel dilettantismo nazionale, intanto l’armata biancorossa, il popolo di Vasto che vive per la squadra della propria città, ha fatto capire di essere pronto. Impressionante il colpo d’occhio della Curva D’Avalos, l’affluenza era così massiccia che era diventato inevitabile aprire altri settori, il biancorosso dominava in uno stadio trasformatosi in un tempio, un luogo di culto di una fede calcistica radicata nelle vene, nelle viscere di una cittadina che vuole ancora sognare. Eh sì, Vasto sogna in grande, altrimenti non avrebbe reso il proprio stadio una Santabarbara pronta ad esplodere in qualsiasi momento. È pur vero che l’evento era di quelli prestigiosi, veniva il Pescara, ci si misurava contro un’avversaria del massimo campionato italiano ma, almeno sugli spalti, tutto sembrava tranne che calcio d’agosto.

Prima del calcio d’inizio, si aveva la sensazione che i tifosi avessero preparato l’ambiente ideale per spingere la propria squadra alla vittoria in una partita decisiva, una di quelle in cui il pubblico è chiamato ad essere il dodicesimo uomo in campo, il protagonista di una impresa. Eppure, anche sul rettangolo di gioco, la Vastese teneva testa ai più quotati avversari, privi di giocatori importanti, ma pur sempre di serie A. Gli uomini di mister Colavitto, anche galvanizzati dal contesto spettacolare, non volevano concedere spazi ma giocare al massimo dell’intensità per colmare l’inevitabile gap di qualità. Si era ormai prossimi all’intervallo quando Del Sole ha sbloccato il risultato depositando in rete un assist perfetto pervenutogli dalla corsia di sinistra. Sicuramente sarebbe stato più giusto andare al riposo sul risultato di 0-0, anche perché il pacchetto arretrato, guidato da capitan Allocca, giunto a Vasto dopo aver vinto anch’egli un campionato di Eccellenza (in Campania con la maglia dell’Herculaneum), faceva buona guardia e imbrigliava le sortite offensive dei delfini. Non si sono registrate grandi occasioni nella prima frazione, la differenza di categoria non si è notata molto e la Vastese esercitava un pressing asfissiante verso ogni portatore di palla.

Nella ripresa, con il Pescara in vantaggio di un gol, le due squadre sono state anche un po’ stravolte dai rispettivi tecnici e la partita s’è un po’ assopita, i ritmi sono calati notevolmente ma lo spettacolo sugli spalti era ininterrotto. Un tifo incandescente quello della Curva D’Avalos, tutti avrebbero voluto esultare ad un gol ma il Pescara non ha fatto sconti. 0-3 il risultato finale, Cristante ha realizzato la rete del doppio vantaggio poi Del Sole ha firmato il tris e la sua doppietta personale. Ma ormai la gara già non aveva più storia, sono stati 45′ di equilibrio e intensità, poi è venuta fuori la differenza di categoria. A vincere è stato lo stadio “Aragona” vestito con l’abito della festa, la scena se l’è presa tutta quella muraglia biancorossa che ha fatto venire i brividi anche a qualche turista che, spinto dalla curiosità, ha acquistato il biglietto. Alla vigilia della notte di San Lorenzo, una stella biancorossa carica di desideri si accende nel firmamento che sovrasta quello scoglio gigante posto in mezzo al mare di Vasto e su cui si staglia la Sirenetta, lì dove, nelle notti d’estate, tra magia e amore, s’ode un canto ammaliatore…

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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