16 Maggio 2026
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SPAZIO AI TIFOSI – Enzo Strino, un tifoso speciale

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Nel tour di testimonianze di veri porticesi, era uno dei primi che volevamo intervistare perché amava il Portici come non mai e lo seguiva quotidianamente. Enzo Strino era informato su tutto, quasi come un cronista, forse l’indole ce l’aveva anche ma era frenato dal suo carattere discreto e riservato, come se non volesse mai disturbare o invadere il campo altrui. Che dolore quando abbiamo appreso della sua dipartita, inizialmente speravamo tutti che non fosse vero, ci sembrava impossibile, assurdo, invece, la realtà, a volte, sa essere impietosa e cinica. Già lo immaginavano allo stadio in vista del prossimo campionato, a scattare foto per poi postarle sulla sua bacheca di Facebook con i suoi commenti sempre obiettivi e schietti. Quando le cose andavano male, si preoccupava e cercava di conoscere i motivi, perché un risultato negativo del Portici gli rovinava la giornata. I suoi due amori erano colorati d’azzurro: il Napoli e il Portici. Chissà come avrebbe commentato la partenza di Higuain, sicuramente non si sarebbe limitato a scrivere un semplice post ma, da un lato avrebbe sfogato la sua rabbia visto che era un grande estimatore dell’argentino, dall’altro presumiamo che non sarebbe stato tenero verso De Laurentiis, reo di aver ceduto un campione. Enzo Strino era così, un passionale nell’anima, su quella tastiera scriveva tutto ciò che pensava e ogni sua parola trasudava un attaccamento viscerale, non lo si poteva definire un semplice tifoso ma un vero appassionato. Lo immaginavamo già allo stadio ma non potremo più vederlo e, soprattutto le prime volte, si farà fatica ad accettarlo, chi lo conosceva bene ed era abituato alla sua presenza, magari si girerà in continuazione per vederlo o fisserà i cancelli aspettando che ne varchi la soglia. Non ci sarà fisicamente ma sarà presente nel cuore di chi gli voleva bene, ed erano in tanti perché era impossibile non volergliene. Era uno a cui non piaceva dare fastidio, salutava sempre con grande rispetto ed educazione. Tutto questo può sembrare retorica perché una persona che non c’è più diventa sempre la migliore, invece, Enzo Strino davvero aveva qualcosa di speciale, come quel grande cuore che si ritrovava. E proprio quel cuore, improvvisamente, si è ribellato, forse al dolore che aveva accumulato per tanti anni e di cui non era mai riuscito a liberarsi. Se lo teneva dentro proprio per il suo essere discreto e delicato, e i suoi affetti più cari l’ultima cosa che devono fare è rammaricarsi di non aver fatto abbastanza per lui perché, come ha detto più volte il sacerdote durante l’ultimo saluto ad Enzo, questi non sono sentimenti che vengono da Dio. Adesso è bello e rincuorante immaginare Enzo tra le braccia di Dio, finalmente insieme al suo caro papà che gli mancava così tanto, chissà, magari starà sorridendo, sentendosi felice senza macigni di sofferenza nel cuore. In un mondo, come quello calcistico, ormai privo di sentimenti, Enzo era uno che, invece, incarnava quel calcio fatto di fedeltà, passione, vero amore. Era un omone buono, dal viso pulito, dall’educazione d’altri tempi, se il Portici dovesse festeggiare qualcosa di importante, si rallegrerebbero cielo e terra ed Enzo, dall’alto della dimensione celeste, sicuramente trasmetterà la sua gioia…

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Giornalista pubblicista e' uno dei fondatori di www.footballweb.it

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