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Quattro goal “sul campo”, direbbero dalle parti dello “Juventus Stadium”. Uno ingiustamente annullato. Alla fine si è portato il pallone a casa. Gonzalo Higuain è tornato. E questa è una bella notizia, sia sul piano calcistico che su quello giornalistico. Importante anche la doppietta del capitano, Marek Hamsik, condita da un assist per l’ormai consueta marcatura di Callejon, anche se la prestazione dello slovacco non è stata da sette in pagella. Per lo spagnolo, invece, tutti gli aggettivi stanno diventando ridondanti. Non c’è occasione da goal che non trasformi, non c’è palla in area che non scarichi in porta, non c’è spiraglio che lui non riesca a trovare. Sette goal e capocannoniere del Napoli. Cecchino. Positivo anche Insigne, autore di tanti assist precisi. Nel complesso la squadra ha scaricato in campo tutte le tensioni delle ultime settimane. Grinta, intensità, cattiveria, anche un po’ della famosa “cazzimma” citata da Inler. Tutto in novanta minuti. Infine, l’aspetto forse più importante: i giocatori stanno dalla parte di Rafa Benitez. Nel primo tempo, dopo il fulmineo vantaggio dei veronesi con Hallfredsson, gli uomini di Mandorlini si sono chiusi in difesa. E gli azzurri sono solo riusciti a pareggiare, nonostante il predominio territoriale e le occasioni create. Nella ripresa, il Verona ha alzato il baricentro, forse troppo, e a un certo punto schierava in campo quattro attaccanti. E il Napoli non si più fermato. C’è stata gloria anche per Albiol, partito dalla sua zona di competenza e arrivato in area avversaria. Si è esibito in due dribbling di pregevole fattura e in un perfetto passaggio per l’ingordo “Pipita”. La difesa ha subito tre reti, anche se una è stata annullata per un presunto fallo in area partenopea. Ma ormai, questa, non è più una notizia. Il fatto rilevante è che si è di nuovo visto un gioco corale, e non una generica e confusa voglia di lanciare palla in avanti. Serata (quasi) perfetta. 

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