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Rischiavamo di farci l’abitudine. Lo scossone dato al ranking Uefa, dopo lo scorso turno di coppe europee, ci aveva dato la sensazione di una inversione di tendenza all’orizzonte. Questo turno, appena concluso, ci ha riportati sul pianeta Terra, o per meglio dire, sul pianeta Italia.
CAPITOLO CHAMPIONS LEAGUE – Se la sconfitta della Roma col Bayern era da mettere nei possibili risultati “antipatici” della vigilia, di certo non si può dire lo stesso della debacle in terra greca della Juventus. Ovvio che non ci si aspettava i bavaresi così devastanti sul prato dell’Olimpico, con i giallorossi costretti a guardare la replica di Germania – Brasile dei recenti mondiali (nei panni dei verdeoro). Peraltro, la pillola risulta meno amara, anche grazie al pareggio del City col CSKA. La squadra di Allegri invece è apparsa lontana da sè stessa. Un Pirlo irriconoscibile non è riuscito a sincronizzare col suo piedino fatato i collegamenti tra i reparti, un Vidal versione “cugino sciagurato” ha sbagliato tutto quello che era possibile sbagliare. Unica nota lieta è stata la prestazione di Alvaro Morata, che si è dato da fare in attacco e ha anche “rischiato” di marcare il tabellino. Ha trovato sulla strada il portiere dell’Olympiakos, tal Roberto, capace di sigillare la sua porta e renderla invulnerabile agli attacchi bianconeri. La situazione nel girone non è delle più rosee, a questo punto. L’Atletico e i greci del Pireo sono in testa a sei punti, la Juve e gli svedesi del Malmoe inseguono a tre. Servirà una dose di cinismo importante, che la Juve, quando vuole, ha di certo in dote.
CAPITOLO EUROPA LEAGUE – Due vittorie, un pareggio e una sconfitta. Questo il bilancio delle italiane in questo turno della ex Coppa Uefa. Le vittorie sono arrivate da Fiorentina e Torino. I viola hanno centrato la terza vittoria (su tre partite) nel girone ed ora guardano tutti dall’alto, a 9 punti. Un gol di Vargas ha steso il Paok di Salonicco e ha confermato le impressioni di una squadra toscana in netta ripresa, anche sul piano del gioco, nonostante il passo falso i campionato con la Lazio. Vittoria anche per il Toro di Giampiero Ventura, che ha avuto la meglio della modesta compagine finlandese dell’Helsinki con un bel 2-0. Le reti sono state firmate da Molinaro ed Amauri. Granata che, grazie al bottino pieno raccolto ieri, balzano in testa al girone con 7 punti e due lunghezze sul Bruges, che insegue.
La rinuncia di Massimo Moratti alla carica di presidente onorario non poteva certo lasciare indifferente l’ambiente interista, già destabilizzato dalla mancanza di vittorie. Mazzarri, alla vigilia, aveva detto di non avere tempo da perdere e da impiegare alle spiegazioni all’ex presidente. Ma, se il tempo di cui parlava, l’ha utilizzato per preparare la partita col St. Etienne, i risultati sono stati piuttosto scarsi. Pareggio a reti inviolate con i francesi, un punto prezioso per restare in testa al girone, ma anche la sensazione che la nube di inquietudine che aleggia sui nerazzuri sia ancora lontana dal dissolversi.
Momento nero, forse ancor di più, per il Napoli. La sconfitta a Berna con lo Young Boys è arrivata tanto amara quanto inaspettata. Le avvisaglie della crisi ci sono tutte e chi si era illuso che le vittorie con Sassuolo e Torino avessero risolto tutti i problemi, è stato costretto a ricredersi. Sul banco degli imputati sono finite, ancora una volta, le scelte di Benitez, che non smettono di lasciare perplessi sia tifosi che addetti ai lavori. Il tecnico spagnolo è già stato ridefinito “un fondamentalista tattico” per la sua scarsa propensione a modificare il modulo della sua squadra. Michu resta un oggetto misterioso, probabilmente anche perchè impiegato in una posizione non sua, Albiol appare insicuro e lontano dalla migliore forma e così anche altri elementi dell’entourage partenopeo. In particolare, inoltre, si contesta la mancanza di carattere, per un Napoli incapace di reagire agli “imprevisti” a partita in corso. E intanto la situazione nel girone I si complica, con un terzetto a quota sei punti, che affianca ai partenopei lo Young Boys appunto e lo Sparta Praga, corsaro a Bratislava contro lo Slovan.
Bilancio, quindi, meno lusinghiero delle aspettative per questo turno di Europa League. Fortuna che il Portogallo, diretto concorrente al quarto posto nel ranking Uefa, non se la passi meglio, con la sola vittoria del Porto, il pareggio del Benfica e le sconfitte di Sporting Lisbona, Estoril e Rio Ave. Italia rimandata dunque, ma occhio ai prossimi esami. La bocciatura è sempre dietro l’angolo.
Valerio Lauri
Twitter: @Val_CohenLauri

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