16 Maggio 2026
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Carlo il poliglotta e la vittoria

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Adesso chiamatelo anche “Kaiser Karl”. Carlo Ancelotti, neo tecnico del Bayern Monaco, ha già imparato la parola più importante: “Sieg”, ovvero Vittoria. L’’ha memorizzata. E l’ha anche già pronunciata.
La sua avventura al Bayern è cominciata ufficialmente l’11 luglio con la presentazione alla stampa e il primo allenamento. Al quinto giorno da allenatore dei bavaresi Carletto ha già tirato un primo bilancio, almeno per quel che riguarda la città. “Monaco è davvero pulitissima e il traffico è molto ordinato. Ci sono le regole e tutti le rispettano. In Italia al massimo ci sono supposizioni. Il tempo però qui potrebbe essere migliore”. Battute a parte, l’ex tecnico di Milan, Chelsea e Real si è poi concentrato immediatamente su quella famosa parola che gli ronza per la testa: Sieg.
L’AVVENTURA La prima settimana comunque è passata liscia: “Sono molto soddisfatto. La squadra è concentrata”. Nonostante l’addio di Benatia, il Bayern non tornerà sul mercato: “Siamo coperti”.
Capitolo-Dortmund, squadra che rispetto all’anno scorso ha cambiato volto, vendendo Hummels, Gundogan e Mkhitaryan, sostituendoli con giocatori sì di talento ma molto giovani: “Credo che saranno forti tanto quanto l’ultimo campionato. Hanno preso giovani di prospettiva. La squadra è competitiva”. Atmosfera serena a Monaco, anche se c’è un giocatore che attualmente non è contento: Thomas Müller voleva vincere l’Europeo, invece è stato eliminato senza riuscire nemmeno a segnare. “Ora ha bisogno di ferie”, commenta Ancelotti. “Ha giocato tante partite, quindi si deve riposare. Quando tornerà però sarà fondamentale per noi”. Infine una battuta sul sistema di gioco: “Non ne esiste uno che garantisca la vittoria. La cosa più importante è lo spirito di squadra. Voglio che i giocatori scendano in campo consapevoli di doversi aiutare a vicenda. È questa la chiave del successo”.
Mariano Messinese
Fonte:Gazzetta.itCalcio internazionale 02
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Vintage nell'anima e nel corpo, look anni '70, letterato, amante del calcio, di Battisti-Panella e di Nietzsche. Perchè vi dico questo? Perchè chi sa solo di calcio non sa niente di calcio.

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